Un milione di euro di soldi pubblici: 400.000 da fondi della Regione, i restanti da quelli comunali, è quanto è stato speso dal comune di Barzio per realizzare la tensostruttura che fa bella (!?) mostra di sé ai bordi della Provinciale. Una “scatola vuota” come ha detto l’attuale primo cittadino barziese, Andrea Ferrari, priva di riscaldamento e di punti luce, insomma un contenitore d’aria costruito laddove, saranno i giudici a deciderlo, con tutta probabilità non poteva essere costruito.
Un milione di euro fermi lì, infatti, perché, come si legge nell’ultima delibera che riguarda il futuro dell’opera, “risulta agli atti dell’Ente la pendenza di un procedimento penale (che riguarda, tra gli altri, l’ex sindaco Giovanni Arrigoni Battaia ed il tecnico di allora, Silvia Nogara, n.d.r.) nell’ambito del quale l’Autorità giudiziaria procedente sta verificando se la predetta struttura sia stata realizzata in violazione del divieto di edificabilità nella fascia di rispetto dall’alveo del torrente Fiumetta, stabilito dall’art. 96 del R.D. n. 523 del 1904″.
Nell’agosto del 2025, per cercare di chiarire gli aspetti della questione, la nuova amministrazione ha conferito allo studio Geosfera di Varese l’incarico di redigere uno studio idraulico ed idrogeologico di dettaglio del Torrente Fiumetta, limitatamente al tratto limitrofo alla struttura polifunzionale comunale. Ebbene, da questo studio è emerso che la nuova struttura polifunzionale “risulta collocata, almeno parzialmente, all’interno della fascia di rispetto di 10 metri (attualmente si trova a due metri e era in programma uno spostamento del corso d’acqua di altri due per raggiungere la distanza di 4 metri ritenuta adeguata alla normativa da promotori ed estensori del progetto, n.d.r.) del torrente Fiumetta, appartenente al reticolo idrico minore”.

“La situazione sopra descritta – si legge nella delibera– determina un quadro di incertezza sotto il profilo della regolarità urbanistico–amministrativa dell’opera; l’utilizzo di una struttura pubblica da parte della collettività presuppone la piena regolarità e sicurezza della stessa, nonché la possibilità di garantire adeguata copertura assicurativa per eventuali sinistri”.
La decisione dell’amministrazione al riguardo, quindi, in attesa “della definizione delle soluzioni tecniche e amministrative idonee a ricondurre l’opera al rispetto delle disposizioni normative vigenti e del Regolamento Comunale di Polizia Idraulica” non poteva che essere quella di vietare qualsiasi attività all’interno della struttura, salvo quelle determinate da “esigenze tecniche o di gestione del patrimonio” (cioè interventi per eventuale manutenzione).
Fino a quando? Probabilmente almeno sino al termine dell’iter giudiziario. Il che, con i tempi che ben conosciamo, non fa ben sperare.
Intanto, però, il milione di euro pubblico è stato speso ed è lì, a specchiarsi (si fa per dire) nel Fiumetta.