I recenti episodi avvenuti in provincia di Lecco riportano al centro dell’attenzione il tema del rispetto della montagna e della sicurezza di chi la frequenta. Negli ultimi giorni, in provincia di Lecco, il Bivacco Ferrario, sulla Grignetta, è stato imbrattato con scritte e adesivi, mentre il bivacco del Magnodeno è stato teatro di comportamenti gravemente pericolosi, con alcuni giovani che in infradito si sono arrampicati sul tetto, ed irrispettosi, facendo i propri bisogni sempre sui pannelli solari. Atteggiamento sprezzante ed inaccettabile nei confronti della struttura e del lavoro dei volontari che quotidianamente se ne prendono cura. Al gesto vandalico che ha colpito il Bivacco Ferrario ha però fatto seguito una risposta che racconta il volto migliore della montagna lecchese: un gruppo di giovani volontari è salito spontaneamente in quota per ripulire la struttura e restituirle il decoro originario, chiedendo di rimanere anonimi.

“Basta vandalismi ed atteggiamenti irresponsabili. Esprimo la mia più ferma condanna per questi episodi, che non possono essere liquidati come semplici bravate. Vandalizzare un bivacco significa colpire un presidio di sicurezza, un simbolo della cultura della montagna e il lavoro silenzioso di tanti volontari che, con impegno e passione, si prendono cura di un patrimonio che appartiene a tutti e che serve a salvare delle vite, non ad organizzare festini degradanti. Proprio per questo desidero rivolgere un sincero ringraziamento ai ragazzi che hanno scelto di salire volontariamente al Bivacco Ferrario per cancellare quelle scritte, ripristinando il decoro e la funzionalità della struttura: con il loro gesto hanno dimostrato che esistono due modi di vivere la montagna, c’è chi la deturpa e chi se ne prende cura.”, dichiara il Consigliere Regionale di Fratelli d’Italia e Presidente della Commissione Montagna di Regione Lombardia, Giacomo Zamperini.

Parallelamente, il Consigliere regionale richiama l’attenzione anche sul tema della sicurezza in montagna e della crescente necessità di promuovere una cultura della responsabilità tra i frequentatori dei sentieri. Proprio per rafforzare questo principio, Regione Lombardia ha introdotto nel 2024 il principio dell’autoresponsabilità degli escursionisti, grazie a un emendamento presentato da Zamperini. La normativa stabilisce che chi intraprende un percorso escursionistico lo fa sotto la propria responsabilità, utilizzando la necessaria diligenza, rispettando la segnaletica e le disposizioni delle autorità competenti, tutelando l’ambiente e le strutture presenti lungo i sentieri, valutando attentamente le condizioni meteorologiche e dotandosi di un’attrezzatura adeguata.

“Proprio nei giorni scorsi, ai Piani d’Erna, ho avuto modo di verificare personalmente alcuni turisti che affrontavano sentieri di montagna in infradito. Purtroppo, non si tratta più di episodi isolati. C’è ancora chi pensa che la montagna sia un set fotografico, un luna park o una passerella per i social. Non è così. La montagna è un ambiente meraviglioso, ma richiede preparazione, prudenza, rispetto e consapevolezza. La libertà di frequentarla va di pari passo con la responsabilità dei propri comportamenti.”

A confermare la necessità di rafforzare la cultura della sicurezza sono anche i dati del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Nel 2025 la XIX Delegazione Lariana, che comprende il territorio lecchese, ha registrato 573 interventi, il dato più alto della Lombardia e in forte crescita rispetto ai 447 del 2024, con 650 persone soccorse. L’escursionismo si conferma di gran lunga l’attività che richiede il maggior numero di interventi (333 casi). Un quadro che, come evidenziato dallo stesso CNSAS lombardo, riflette una frequentazione sempre più ampia della montagna ma anche un numero crescente di escursionisti che affrontano i sentieri con preparazione insufficiente, attrezzatura non adeguata o dopo aver sottovalutato le reali difficoltà degli itinerari, spesso condizionati da contenuti diffusi sui social network.
“Desidero infine rivolgere un sentito ringraziamento al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, al Club Alpino Italiano, agli Alpini, ai gestori dei rifugi, alle associazioni di settore e ai tantissimi volontari che ogni giorno rendono le nostre montagne lombarde più sicure e accoglienti. Il loro lavoro è prezioso e merita il rispetto di tutti. Chi sale in montagna ha due doveri: tornare a casa in sicurezza e lasciare questi luoghi esattamente come li ha trovati, se non migliori. È questa la cultura delle terre alte che dobbiamo promuovere e difendere”.