Crac Casinò di Campione: l’arbitrato chiede 80 milioni a Mauro Piazza e 29,4 milioni a Antonio Pasquini. Zamperini: “vicenda assurda”

16/10/2025
Il Casinò di Campione d'Italia

Il Casinò di Campione d’Italia ha presentato una domanda di arbitrato alla Camera Arbitrale di Milano, chiedendo agli ex amministratori in carica fino al 2018 un risarcimento complessivo di oltre 750 milioni di euro. Tra i nomi figurano il Sottosegretario Regionale con delega all’Autonomia e Rapporti con il Consiglio Regionale, Mauro Piazza (circa 80 milioni di euro) e il Consigliere Provinciale e Sindaco di Casargo Antonio Pasquini (circa 29,4 milioni).

La domanda di arbitrato presentata dal Comune alla Camera arbitrale di Milano è basata sulla relazione di un esperto incaricato dalla Società Casinò di Campione Spa.

“Alla luce della disamina condotta e di cui si è dato conto nel presente elaborato – si legge – è possibile formulare le seguenti considerazioni di sintesi in merito all’operato degli organi sociali pro tempore della Casa da gioco campionese: a partire dall’esercizio 2011, i componenti degli organi sociali del Casinò hanno avuto contezza della grave situazione di crisi in cui versava la Società; a partire da tale esercizio, stante l’assenza di ‘reali’ interventi di ricapitalizzazione (intesi come apporto di risorse finanziarie da parte dei Soci) e di incisivi interventi di ristrutturazione aziendale (in particolare, sul versante del costo del personale e del Contributo da erogarsi a favore del Comune), gli amministratori avrebbero dovuto ‘senza indugio accertare il verificarsi di una causa di scioglimento e procedere agli adempimenti previsti dal terzo comma dell’art. 2484’, ovvero ricorrere ad uno degli strumenti previsti dalla Legge fallimentare per le aziende in conclamata situazione di crisi aziendale; in realtà, gli Amministratori, in ciò agevolati dall’inerzia degli organi di controllo, hanno compiuto vari atti censurabili di straordinaria amministrazione tutti volti a ricostituire il patrimonio netto e che hanno consentito alla società di procrastinare l’attività per diversi anni così aggravando il dissesto della Casa da gioco. Ciò è stato peraltro reso possibile dal “contributo” di taluni Periti che, come illustrato nel corpo della presenta Relazione, hanno fornito varie censurabili valutazioni sugli asset aziendali nel periodo 2011-2016”.

Per il Sindaco di Campione la richiesta è “un atto dovuto” e la somma di 750 milioni frutto di una “valutazione tecnica”.

Come si apprende da organi di stampa, il primo cittadino dell’enclave ha voluto anche sottolineare come quanto accaduto sia stato un obbligo.

“Non farlo significa esporre gli attuali responsabili ad altre conseguenze. Tanto più che abbiamo dato il via a questo provvedimento a condizione che il Casinò non avviasse procedure che potessero dirsi temerarie. Poi spetterà a legali e giudici dirimere questa intricata lunga vicenda”.

Sulla vicenda è intervenuto il Consigliere Regionale lecchese di Fratelli d’Italia, Giacomo Zamperini:

“Prendiamo atto di questa assurda vicenda. Nonostante le differenze politiche e le sensibilità personali che ci separano, conosco Mauro Piazza da quando ho cominciato a fare politica a quindici anni e posso testimoniare come sia sempre stata una persona impeccabile e perbene dal punto di vista dell’onorabilità. Sono certo che nella sua attività politica ed amministrativa non si sia mai messo in tasca un solo centesimo di soldi pubblici dei cittadini e che saprà dimostrarlo, difendendosi da queste accuse infondate. Stesso discorso vale per il nostro Consigliere Provinciale e Sindaco di Casargo, Antonio Pasquini. Abbiamo piena fiducia nella magistratura, stessa fiducia che abbiamo sulla loro onestà e sulla capacità che avranno di dimostrare la loro totale estraneità ai fatti contestati.

Ti consigliamo questi articoli