Crisi politica a Parlasco dove il primo cittadino, Dino Pomi, ha rassegnato le dimissioni a causa, così dice, della “sfiducia” dimostrata nei suoi confronti da tre consiglieri della sua maggioranza (accreditati quali esponenti di Fratelli d’Italia, mentre Pomi si era convertito alla Lega seguendo la migrazione di Mauro Piazza e dei suoi accoliti).
E uno di questi consiglieri, fatto non marginale, è Renato Busi, l’ex sindaco nominato da Pomi al BIM di Gravedona (dove ricopre la carica di consigliere).

Pomi aveva vinto le amministrative del 2024 “surclassando” l’avversario Enrico Bianchini per 60 voti a 53 (tanto per far comprendere a chi non è al corrente di cosa stiamo parlando) ma la sua elezione è stata il cavallo di troia che ha consentito a chi comanda le leve politiche della valle di riportare alla presidenza della Comunità Montana della Valsassina Fabio Canepari, prontamente nominato da Pomi come assessore esterno dopo essere stato sconfitto a casa sua, cioè a Barzio (dove si presentava, peraltro, come presidente comunitario uscente).
Morale: a maggio i “perlaschett” torneranno alle urne per una elezioni che, oltre a servire per la nomina di un nuovo sindaco, potrebbero mettere in discussione la presidenza della Comunità Montana.
In attesa di ulteriori sviluppi ed eventuali commenti, da Parlasco per il momento è (quasi) tutto.