Fragomeli (PD): al consultorio di Introbio necessario intercettare la fascia giovanile

21/11/2025
Da mesi, oramai, sto visitando le strutture sanitarie del territorio. Recentemente ho effettuato dei sopralluoghi anche presso i consultori di Introbio e Casatenovo, dove ho trovato delle buone situazioni, passibili di ulteriori miglioramenti certo, ma proprio nella direzione di offrire qualcosa in più al territorio, grazie anche alla grande professionalità e competenza degli operatori.
A Introbio, al netto dei lavori in corso nella struttura che temporaneamente riducono la capacità di erogazione dei servizi, ho trovato che comunque riescono a stare aperti 4 giorni su 5 e coprono le attività legate al pre-parto, alla prevenzione, fanno tamponi, screening, lo psicologo è presente due volte a settimana, l’assistente sociale lavora in coordinamento con le ostetriche e le altre figure professionali sanitarie presenti. E questo, in una realtà montana, è importante, tutto deve funzionare per dare un supporto vero alla popolazione delle aree interne. Ciò che serve è intercettare l’utenza giovanile, magari in collaborazione con gli istituti scolastici presenti in valle. È una sfida, sicuramente. E proprio per la caratteristica di essere un consultorio di montagna, ha forse la necessità di potenziare le visite a domicilio, per evitare spostamenti a chiunque sia in difficoltà e viva nelle comunità più distanti. Da un punto di vista strutturale, bisogna invece lavorare affinché in quel contesto trovino spazio le attività di gruppo, quindi corsi per la coppia, come i pre-parto, e iniziative per i giovani, appunto, che ora non hanno margini. Bene, quindi, l’attività ambulatoriale che rimane punto di riferimento per la valle, ma poiché non c’è calo delle nascite, non manca l’utenza, anche molto più giovane rispetto ad altri ambiti territoriali, proprio come elemento caratterizzante di quel territorio, potrebbero esserci maggiori necessità di spazi appositi e anche di visite domiciliari. Mi impegnerò affinché si possa intercettare la fascia giovanile di popolazione, anche appunto attraverso le scuole, e affinché con le nuove ristrutturazioni per la realizzazione della Casa di comunità si possano condividere gli spazi necessari alla attività dei gruppi.

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