Arriveranno in Valsassina, nella Comunità Pastorale Madonna della Neve, come ospiti attesi e preziosi. Venerdì alcuni ragazzi di Betlemme varcheranno una soglia che per loro non è soltanto geografica: è la prima volta che escono dal loro Paese, dalla loro città circondata da anni da un muro che limita lo sguardo, i movimenti, le possibilità. Arriveranno con emozione, con timidezza, con quella luce negli occhi che appartiene a chi scopre un mondo nuovo e, allo stesso tempo, porta nel cuore una storia difficile.
Saranno accolti da alcune famiglie della valle, che apriranno le porte delle loro case trasformando l’ospitalità in un gesto di Vangelo vissuto. La CP Madonna della Neve, che negli ultimi anni ha già mostrato attenzione verso le realtà cristiane della Terra Santa, diventerà per qualche giorno un luogo di incontro, di ascolto e di fraternità. L’arrivo di questi giovani ricorda le parole di Papa Francesco quando invita a “costruire ponti e non muri”: la loro presenza è un ponte fragile ma reale, fatto di relazioni, sorrisi, dialogo.
Durante la settimana ci sarà un incontro di testimonianza, un momento semplice ma profondo in cui questi ragazzi potranno raccontare la loro vita quotidiana dietro il muro, la fatica di crescere in un contesto segnato da tensioni e limitazioni, ma anche la forza della fede che li sostiene. In altre comunità italiane, esperienze simili hanno mostrato quanto sia potente ascoltare la voce di chi vive la Terra Santa non come meta di pellegrinaggio, ma come casa ferita e amata. Le testimonianze dei giovani di Betlemme spesso parlano di famiglie che resistono con dignità, di scuole che diventano rifugi di speranza, di parrocchie che custodiscono la pace come un seme fragile ma vivo.
La loro presenza in Valsassina è un dono. Ci invita a guardare oltre le nostre abitudini, a riscoprire la bellezza dell’accoglienza, a vivere la fede come apertura e non come difesa. È un’occasione per sentirci parte di una Chiesa più grande, che abbraccia popoli e storie diverse, che soffre e spera, che non smette di credere nella pace.
Per questo sarebbe bello vedervi numerosi, in particolare le famiglie dei ragazzi: la loro testimonianza diventa più forte quando trova una comunità che ascolta – è stato il messaggio di don William Abbruzzese. La valle può diventare, anche solo per qualche giorno, un luogo dove il Vangelo prende forma concreta, dove l’amicizia diventa ponte, dove ogni muro può essere attraversato grazie a una porta che si apre.

I 24 bambini del secondo gruppo del progetto “Bambini senza confini”,
promosso nell’ambito di “Educare alla Pace”, ideato da padre Ibrahim Faltas e sostenuto da oltre vent’anni dall’Associazione Oasi di Pace, guidata da Adriana Sigilli sono partiti questa mattina alle 6 da Betlemme verso la Giordania per raggiungere l’Italia.
Dal 3 al 14 luglio i bambini saranno accolti nelle famiglie e vivranno la quotidianità degli oratori e delle comunità parrocchiali di Legnano, in particolare dell’Oratorio San Pietro e della Parrocchia San Magno, oltre che della comunità di Primaluna che ospitera’ adolescenti.
Prima della partenza hanno ricevuto la benedizione del Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, che li ha salutati con parole cariche di speranza: «Sono piccoli segni, ponti di speranza che si aprono verso un futuro di pace, di amore e di fraternità.»
Con questo secondo gruppo si conclude l’edizione 2026 di “Bambini senza confini”, che nell’arco di circa quattro settimane ha permesso a 50 bambini di Betlemme di vivere un’esperienza di pace, incontro e amicizia in Italia.
Il primo gruppo, composto da 26 bambini, è stato ospitato dal 17 al 27 giugno dallecomunità degli oratori di Seregno, dalla Polis Seregno, e dagli oratori di Lonate Pozzolo e Ferno. Il secondo gruppo vivrà invece un’esperienza ancora più immersiva, condividendo la vita delle famiglie ospitanti e partecipando pienamente alle attività degli oratori.
Il programma prevede anche alcune giornate dedicate alla scoperta del territorio italiano, con escursioni a Genova, al mare, sul Lago di Como e in montagna, per offrire ai bambini momenti di svago, amicizia e conoscenza delle bellezze del nostro Paese. A conclusione del soggiorno, il 13 luglio, il gruppo sarà ricevuto dall’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, che accoglierà i bambini con un momento di saluto e di preghiera. Sarà il naturale compimento di un percorso iniziato a Betlemme con la benedizione del Custode di Terra Santa e che si concluderà a Milano con l’abbraccio dell’Arcivescovo mons. Mario Delpini: due gesti simbolici che racchiudono il senso più profondo del progetto, costruire ponti di pace, fraternità e speranza tra la Terra Santa e l’Italia.