Sta facendo discutere una segnalazione apparsa sui social da parte di un cittadino che denuncia il fatto di non poter avvalersi dell’ecobonus per l’acquisto auto in quanto Primaluna, dove risiede, non figura tra i comuni che ne possono beneficiare presenti nell’apposito elenco Istat.
In effetti in quell’elenco, per la Valsassina, di comuni ne figurano solo sei: Ballabio, Cassina, Cremeno, Introbio, Moggio e Pasturo.
Per capire il motivo bisogna approfondire appena un pochettino il tema delle cosiddette “aree urbane funzionali”, un aggregato di Comuni contigui composti da una città di almeno 50.000 abitanti e dalla propria area del pendolarismo per motivi di lavoro, rappresentando quindi dei contesti urbani integrati in cui i territori sono interconnessi da un punto di vista economico.
E l’area del pendolarismo è composta da comuni contigui in cui almeno il 15% dei residenti si reca al lavoro nella città centrale che, nel nostro caso, è Lecco.
Quindi, stando all’elenco elaborato dall’Istat sulla base dei dati del censimento del 2011, si vede che gli unici comuni della Valle ad avere detti requisiti erano quelli sopra indicati.
Peraltro, è recentissima la notizia che dovrebbe essere disponibile entro il mese di novembre 2025, “dopo il lavoro congiunto con la Commissione europea per stabilirne i confini”, il nuovo elenco dei comuni inclusi (il riferimento dovrebbe essere il censimento del 2021).
Secondo la vecchia rilevazione, attualmente in Italia esistono 83 aree urbane funzionali in Italia per un totale di 1.892 Comuni e una popolazione residente di circa 32,9 milioni di abitanti, il 55,8% del totale di 59 milioni
Ma quale ragionamento sta alla base della scelta di questo parametro da parte del Ministero dell’Ambiente?
“Probabilmente – leggiamo su un sito specializzato – la motivazione sta nel voler circoscrivere l’incentivo alle sole aree in cui gli spostamenti in auto sono molti e più frequenti e in cui, di conseguenza, possono presentarsi maggiori problemi di qualità dell’aria rispetto ad altri territori. In altri termini, è stato scelto di destinare i 600 milioni di fondi PNRR a quelle zone del Paese che necessitano in via prioritaria di introdurre auto ecologiche nel parco circolante, rottamando quelle più inquinanti (oltre all’ISEE uno dei requisiti è proprio quello di rottamare la vecchia auto).
Come si può capire, la materia è più complessa di quel che potrebbe apparire. Poi che sia giusto o non giusto che un pendolare di Cortenova non possa accedere al contributo perché nel suo comune va a Lecco a lavorare meno del 15% dei residenti, è tutto un altro discorso.
Qui sotto – per completare l’informazione – il link al sito dell’Adiconsum dove viene spiegata nel dettaglio tutta la normativa che regola la richiesta e la concessione del contributo.
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