Chi gestirà l’Ospedale di Comunità di Introbio che, se tutto andrà bene, dovrebbe essere pronto entro fine anno?
La domanda è ancora senza risposta ma almeno sappiamo come verrà individuato il “soggetto” che si occuperà di far funzionare la struttura in via di ultimazione in località Sceregalli dove già sono presenti la Casa di Comunità, la RSA Villa Serena e la struttura della Cooperativa Le Grigne.
L’ASST di Lecco, infatti, ha appena approvato l’indizione “di una procedura di gara europea in modalità aperta per l’affidamento dei servizi di gestione integrata degli Ospedali di Comunità di Merate e di Introbio per un periodo di 72 mesi, con decorrenza presunta dal 1° settembre 2026 e conseguente scadenza in data 1° agosto 2032”.
Il valore a base d’asta per Merate è di 6.070.000 euro (20 posti letto), per Introbio invece ammonta a 4.680.000 euro (10 posti letto).
Le motivazioni della scelta di affidare ad un soggetto terzo rispetto all’ASST il funzionamento delle due strutture?
ASST specifica che ciò consente di “garantire un sistema integrato e coordinato che possa assicurare l’immediata operatività dell’Ospedale di Comunità e una più rapida attivazione dei servizi a beneficio della popolazione, favorendo al contempo la coerenza e l’integrazione dei servizi mediante la definizione di standard e livelli di prestazione omogenei, nonché assicurando la continuità e l’uniformità qualitativa in tutte le attività (pulizia, sanificazione, lavanolo, ristorazione, gestione del
personale), generata dalla semplificazione sia nella gestione da parte dell’appaltatore sia nel controllo da parte dell’ASST, riducendo i rischi connessi alla frammentazione dei servizi tra più fornitori”; inoltre, determinerebbe “maggiori efficienza operativa e flessibilità, permettendo l’ottimizzazione dei costi e generando potenziali economie di scala che contribuiscono a un utilizzo più efficiente e trasparente delle risorse, in modo tale che l’ASST possa, inoltre, concentrare le proprie risorse
umane e finanziarie sulle attività cliniche di alta intensità, delegando la gestione dell’O.d.C. (media/bassa intensità) a soggetti terzi, consentendo anche una maggiore flessibilità organizzativa legata ad esempio, a una gestione più agile dei turni e del personale“.
L’affidamento a soggetto terzo, in conclusione, “garantisce personale già formato per i setting assistenziali specifici dell’O.d.C., nel quale è richiesta una forte integrazione tra assistenza infermieristica integrata con le cure intermedie; può garantire standard elevati a costi competitivi nell’erogazione dei servizi alberghieri e di supporto, quali la ristorazione, la pulizia e la logistica; auspica anche una qualità dei servizi di livello superiore, in quanto i contratti di outsourcing permettono di definire precisi indicatori di performance (SLA) e requisiti qualitativi che il fornitore è obbligato a rispettare“.
Non resta che attendere l’esito della gara, ma, nel frattempo, sono molti gli interrogativi che, inevitabilmente, è lecito porsi.