Olimpiadi: mancano volontari e gli organizzatori chiedono aiuto agli Alpini

31/12/2025

Manca solo poco più di un mese all’apertura dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina ma, oltre alle strutture in via di completamento (e quelle che, come la tangenziale di Tirano, non verranno ultimate in tempo), gli organizzatori si sono ritrovati a dove risolvere il problema della scarsità di volontari.

E così hanno pensato di chiedere aiuto agli Alpini, un aiuto non da poco visto che il numero di persone richieste è di 1.000, poche se guardiamo al complesso dell’associazione nazionale, molte se comparate con le scarsissime tempistiche per la decisione personale (entro il 3 gennaio per amici e aggregati, entro il 12 per i soci alpini, quindi praticamente immediata), tanto che ancora ieri il presidente dell’ANA Sebastiano Favero ha lanciato un appello tramite social originando anche qualche polemica sull’utilizzo del “cappello” che sarebbe consentito anche a soci “amici” e “aggregati”.

“Il supporto richiesto dalla Joint Task Force della Difesa ai volontari alpini – si legge su L’Alpino – comprende la copertura di mansioni come mantenimento dei campi di gara, assistenza agli accessi ai terreni delle competizioni, guida di veicoli per le esigenze di mobilità della “famiglia olimpica”, operazioni delle comunicazioni, movieri, operatori di mezzi per sgombero neve, operatori manuali per la medesima esigenza anche con l’uso di frese, eventuale preparazione e somministrazione di cibo ed infermieri specializzati per prelievi di sangue per controlli antidoping”.

Potranno partecipare tutti gli iscritti all’Ana, alpini, amici e aggregati (compresi tra questi i giovani che hanno frequentato i Campi scuola nazionali dell’Ana) di età compresa tra 18 e 65 anni.

I volontari saranno integrati nel dispositivo militare, con preventiva verifica di idoneità e formati per l’occasione; non opereranno nell’ambito della Protezione Civile, ma verranno inquadrati come Volontari della Difesa; saranno ospitati in strutture militari o riservate per l’evento olimpico; saranno forniti vitto e vestizione idonea alle attività da svolgere.

Tutti dovranno presentare un certificato del medico di famiglia di idoneità fisica in originale all’inizio dell’attività direttamente sul posto.

La formazione, obbligatoria e preventiva, avrà modalità diverse per gli iscritti all’Ana come amici/aggregati (che non abbiano una pregressa esperienza militare leva/lavorativa nelle truppe alpine) e i soci ordinari (che hanno svolto il servizio di leva o sono stati militari nelle truppe alpine) ed infine per gli infermieri/medici che intendono svolgere il servizio antidoping.

L’attività non è ricompresa nell’ambito della Protezione Civile, quindi non sono applicabili i benefici previsti dall’art. 39 del Codice della Protezione Civile. Pertanto, i lavoratori dipendenti dovranno utilizzare periodi di ferie e i lavoratori autonomi non avranno diritto ad alcun rimborso in ragione del mancato guadagno per il periodo di servizio volontario prestato.

“Ci rendiamo conto – sottolinea il presidente dell’Ana Sebastiano Favero – che i tempi a disposizione sono davvero strettissimi. Ma questo non è dipeso dalla nostra volontà: l’Ana aveva infatti garantito da molti mesi la propria disponibilità: purtroppo i tempi che poi sono serviti per predisporre la necessaria cornice normativa sono stati più lunghi del previsto. Confidiamo perciò che i nostri soci sappiano dimostrare ancora una volta che disponibilità al servizio e prontezza sono le caratteristiche che tutti invidiano al mondo alpino”.

I volontari avranno in dotazione il vestiario che poi rimarrà di loro proprietà. Il vitto e l’alloggio sono compresi durante la durata del turno di volontariato.

Luoghi di lavoro: Milano, Valtellina (quindi Bormio, Santa Caterina o Livigno), Val di Fiemme e Cortina.

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