Provincia di Lecco: confermata la presidente uscente con il 50,93% dei consensi

25/01/2026
La sede della Provincia di Lecco

Gli amministratori dei comuni del territorio, con i loro voti “ponderati”, hanno confermato alla presidenza della Provincia di Lecco la sindaca di Monticello Brianza, Alessandra Hofmann sostenuta dal centrodestra, che ha avuto la meglio sul sindaco di Imbersago, Fabio Vergani, sostenuto dalle sinistre e da “civici”.

Detto che per “ponderato” si intende che il voto degli elettori aveva valori diversi in base alla popolazione dei comuni rappresentati, ecco come si è distribuito per le varie fasce.

Nella fascia A (comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti) Hofmann ha ottenuto 293 voti, Vergani 157. Tutti i comuni della Valsassina (con l’eccezione di Ballabio che è in Fascia B) rientrano in questa fascia.

Hofmann avanti anche in fascia B (popolazione da 3.000 a 5.000 abitanti) per 130 a 95. La nostra Comunità Montana era rappresentata solo da Bellano.

In fascia C (popolazione 5.000 – 10.000 abitanti) 71 voti sono andati ad Hofmann e 54 a Vergani. (Unico comune della Comunità Montana a votare in questa fascia è Colico).

Situazione ribaltata nelle fasce riservate ai comuni di maggiori dimensioni.

In fascia D (10.000 – 30.000 abitanti) Vergani si è imposto con 44 voti contro i 39 della rivale. Appartengono a questa fascia Calolzio, Casatenovo, Mandello, Merate e Valmadrera.

Esito scontato a favore di Vergani anche a Lecco (fascia E), unico comune a superare i 30.000 abitanti e a maggioranza di sinistra: il sindaco di Imbersago ha raccolto 19 voti, la sindaca di Monticello 10.

In conclusione, Hofmann ha ottenuto complessivamente 530 voti che corrispondono a 46.174 voti ponderati, mentre  Vergani ne ha raccolti 382 pari a 44.473 voti ponderati.

Quindi, sul totale dei voti ponderati (90.647), la percentuale che ha consentito alla presidente uscente di restare al suo posto è stata del 50.93%, uno scarto veramente minimo che, se da una parte ha fatto tirare un sospiro di sollievo alla sua coalizione, dall’altra non potrà che suscitare il rammarico del suo avversario e di quanti lo hanno sostenuto.

L’ultimo appunto riguarda l’affluenza dove si è passati dall’82,90% del 2021 all’89,50% di ieri, evidente segnale di una (riuscita) mobilitazione a tutto campo delle parti in causa.

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