Un incontro di grande coinvolgimento, parlando di Olimpiade Invernale Milano Cortina 2026 e sistema sanitario, quello proposto dal Panathlon Club Lecco, presieduto da Riccardo Benedetti, nell’ultimo incontro conviviale all’Nh Pontevecchio.
Ospiti e relatori della serata sono stati la dottoressa Ida Ramponi (Direttore Generale ASST Valtellina e Alto Lario), il dottor Stefano Aldo Ferrari (Primario Chirurgia Vascolare ASST Valtellina e Alto Lario) e la dottoressa Anna Maria Maestroni (già Direttore Sanitario ASST Valtellina e Alto Lario e responsabile di vertice per l’organizzazione sanitaria nella “bolla olimpica” dele sedi valtellinesi).

L’incontro, con i soci del Panathlon Lecco, è stato aperto da Ida Ramponi che ha lanciato il tema della serata (“Quando la sanità fa squadra”) raccontando con un pizzico di emozione ed orgoglio il modello sanitario d’eccellenza strutturato per gli atleti e la family (tecnicamente tutto lo staff dell’atleta e squadra nazionale) rispettando le direttive del CIO in occasione delle Olimpiadi Invernali MiCo 2026.
Un grande lavoro appositamente strutturato per le gare che si svolgevano in luoghi diversi e con logistiche differenti, puntando prima di tutto sulle competenze del team medico, la collaborazione tra le diverse figure chiamate a gestire un evento globale, e tanta attenzione affinché ci fosse tempestività e alta professionalità. II tutto “condito” da una umanità dello staff medico ampiamente riconosciuto da chi ne ha, suo malgrado, dovuto usufruirne.
Un lavoro iniziato anni prima, raccontato da Anna Maria Maestroni (per la cronaca, residente a Bellano) che prevedeva di assicurare al “mondo” olimpico livelli di assistenza d’eccellenza senza in alcun modo interferire con il quotidiano svolgersi della normale attività al servizio dei cittadini. Con grande capacità comunicativa ha raccontato dell’organizzazione, del team medico, di come si è arrivati a organizzare e gestire al meglio l’evento olimpico. Al suo fianco Stefano Aldo Ferrari (di Galbiate) che ha spiegato come le competenze necessarie ad intervenire in ambito sportivo si siano “costruite” grazie all’approdo esperienziale di tutti i medici e specialisti presenti, rapportandosi con i medici dei team e soprattutto con grande umanità verso gli atleti, che più volte hanno ringraziato anche pubblicamente il lavoro svolto dal team sanitario. È il caso della medaglia d’oro conquistata dalla nostra atleta Michela Moioli dopo l’incidente capitatogli.

I due medici si sono anche soffermati nello spiegare quella che è la Legacy Olimpica sul territorio valtellinese, da Sondalo a Bormio e Livigno. Dai racconti è emersa anche la capacità organizzativa italiana, i riconoscimenti avuti dal CIO, da tutti i team medici delle squadre di tutto il mondo e soprattutto dagli atleti che più volte hanno voluto pubblicare sui social la loro degenza con il sorriso sulle labbra e a fianco dei medici con il loro staff, ringraziando pubblicamente più volte l’affetto e le coccole ricevute.
Alla serata, il Panathlon Club Lecco, ha avuto il piacere di avere quale ospite il Governatore Area 2 Lombardia Attilio Belloli che ha indirizzato parole di apprezzamento per le numerose attività svolte dal Club lecchese a favore della promozione dei valori che ispirano il sodalizio.

«Per il Panathlon Club Lecco – ha detto il presidente Riccardo Benedetti – è stata una serata da consegnare alla storia e ringrazio i relatori per l’entusiasmo e la passione con cui ci hanno raccontato mesi e mesi di duro lavoro culminato con la soddisfazione di aver raccolto un apprezzamento unanime da parte di tutte le federazioni coinvolte nell’evento olimpico. Il Servizio Sanitario Nazionale, spesso criticato, è riuscito ad affermarsi come eccellenza lasciando, e questo è importantissimo, una grande eredità di conoscenze e nuovi strumenti diagnostici laddove erano stati predisposti per le esigenze degli atleti. Un’Olimpiade, insomma, tutt’altro che fine a sé stessa e non solo dal punto di vista turistico o di mera immagine dei luoghi che l’hanno ospitata con così grande successo».
Infine, è stata anche l’occasione per commemorare il panathleta Enrico Rossi recentemente scomparso. Socio dal 1999 come esponente della scherma verrà ricordato anche come professionista stimato e figura di grande rilievo non solo per il suo impegno lavorativo ma anche sociale.