“Sempre in cammino”: gli Alpini di Cortenova hanno festeggiato il loro Centenario

02/08/2026

Ci ha provato il temporale arrivato dalla valle dei Mulini (e quindi leggendariamente pericoloso) a spezzare il sogno degli Alpini di Cortenova già pronti questa mattina con la loro sfilata celebrativa di un Centenario che resterà nella Storia dell’industrioso paese della Valsassina.

Cessata la pioggia ci si prepara alla sfilata

Ci ha provato, ma siccome “gli Alpini non hanno paura” (“Monte Pasubio”, Bepi De Marzi), anche il buon Dio si sarà reso conto che dopo settimane di secco rovinare una festa attesa da anni e frutto di sacrifici ed impegno fuori dall’ordinario, non sarebbe stata cosa buona e giusta.

Gli Alfieri pronti con i loro gagliardetti. Sulla destra il labaro della Sezione di Milano

Così, dopo una mezz’ora di diluvio, mentre l’acqua tornava a scorrere sui sassi della Pioverna ed i contrafforti della Grigna pian piano si liberavano dalle nuvole, la Provvidenza alzava la voce e la pioggia cessava ed il corteo delle Penne Nere – strutturato secondo un rigido protocollo gestito dall’abilissimo cerimoniere – ha potuto avviarsi – accompagnato dalle potenti note del Corpo Musicale Bruno Colombo di Pasturo – per le contrade del paese con destinazione finale la Roccolina.

La sede del Gruppo Alpini di Cortenova

Con passo svelto e decisamente “alpino”, la lunga teoria di associazioni (presenti tutte quelle del paese), autorità, labari, gagliardetti e partecipanti ha percorso in breve tempo la prima tappa, quella che prevedeva la sosta alla sede del Gruppo per la scopertura di un “murale” commemorativo. Opera dell’artista Afran, l’affresco è ricco di simbologie, riferimenti, richiami al passato e visioni verso il futuro che il presentatore ha ben descritto nel suo intervento.

“Sempre in cammino”: il murale inaugurato oggi

La comitiva si è poi rimessa in marcia sino a raggiungere il Monumento ai Caduti completamente rimesso a nuovo per l’occasione dove è stata deposta una corona d’alloro.

Il Monumento ai Caduti rimesso a nuovo dagli Alpini

Sulla parete del cimitero, invece, è stata svelata una targa dedicata alle Penne Nere che, come si usa dire, hanno posato lo zaino e la frase “Aiutiamo i vivi per onorare i morti” a testimoniare il legame eterno che unisce gli Alpini di ieri a quelli di oggi e, tutti se lo augurano, anche a quelli che vorranno, e riusciranno, nel tempo a perpetuare i Valori che ne definiscono e contraddistinguono l’operato.

L’omaggio imperituro agli Alpini “andati avanti”

Il corteo, successivamente, è entrato in Prato San Pietro, è salito verso Roncaiolo, disceso nella piazza del campanile ed infine approdato alla Roccolina stringendosi attorno al Monumento inaugurato esattamente cinquant’anni fa, nel 1976, in occasione del cinquantenario di fondazione.

Al Monumento in attesa dell’alzabandiera

La serie di interventi è stata avviata da un emozionatissimo Pietro Casiraghi, divenuto così il “Presidente del Centenario”. A seguire hanno preso la parola le autorità civili presenti guidate dal Sindaco Sergio Galperti, il presidente sezionale Emiliano Invernizzi e Michele Orsella, vice presidente del Gruppo Alpini di Buia, cittadina legata a Cortenova dai tempi del terremoto in Friuli e nel cui territorio- come noto – sorge una chiesa “gemella” a quella di Prato San Pietro.

La delegazione giunta da Buia con l’Alpino Mario Grigi che lo scorso maggio ha partecipato alle manifestazioni organizzate in Friuli in ricordo del terremoto
Alpini: attenti!

La festa è proseguita con la celebrazione della S. Messa officiata dal Parroco Don William Abbruzzese e con il tradizionale e partecipatissimo “rancio” alpino.

Un momento della S. Messa celebrata alla Roccolina
Uno scorcio della gente sotto il tendone nel corso della celebrazione

La cronaca di questa mattinata finisce qui, ma non sarebbe giusto limitarci al racconto di quel che si è visto. Già, perché il “dietro le quinte” di questo centenario narra di un impegno corale senza eguali per la storia del Gruppo cortenovese; uno straordinario sforzo profuso in oltre un anno di preparativi sfociati in un lungo programma di eventi che qui sotto vi riproponiamo e che termineranno solo verso fine 2026. Un impegno che è stato condiviso da molti sostenitori il cui supporto finanziario (transitato dalla Fondazione Comunitaria del Lecchese) ha consentito a Pietro Casiraghi ed ai suoi di organizzare al meglio un Centenario che, aldilà delle emozioni provate oggi, è destinato a rimanere ben vivo nella memoria della popolazione cortenovese e di chi ha avuto la fortuna di prendervi parte.

Quindi anche noi ci associamo ai ringraziamenti che in questa giornata sono arrivati da più parti augurando agli Alpini tutti di non fermarsi nel loro cammino. La nostra società ha bisogno di qualcuno che difenda i Valori che fanno parte della nostra civiltà, di esempi di abnegazione, solidarietà e di punti fermi su cui si possa contare in caso di bisogno.

Questa è (anche) la missione che chi indossa il Cappello d’Alpino ha scelto di condividere (e dovremmo tutti essergliene grati).

W gli Alpini!

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