Il conferimento del Premio Nobel per la Pace a María Corina Machado è molto più di un riconoscimento individuale: è un tributo a un’intera società che, pacificamente e con straordinaria dignità, continua a opporsi a una dittatura autoritaria e violenta.
Alessandro Longoni (classe 2001 residente a Pescate), componente del Direttivo provinciale di Azione Lecco, ha dovuto lasciare il Venezuela insieme alla madre Deputata venezuelana Mariela Magallanes, seguace di Maria Corina, e ci testimonia la sua esperienza diretta.
Il Venezuela da anni vive sotto una dittatura che ha smantellato le istituzioni democratiche, represso il dissenso, imprigionato gli oppositori politici e violato sistematicamente i diritti umani. In questo scenario, María Corina Machado ha incarnato la determinazione e la speranza di un popolo che non ha mai smesso di credere nella libertà, neppure nei momenti più oscuri.
Attorno alla sua figura si è unita una società civile che, pur colpita dalla crisi, dalla repressione e dalla sfiducia, ha trovato la forza di riscoprire la politica come strumento di riscatto. Il Nobel, quindi, non è solo suo: è del Venezuela che resiste, che lotta senza armi, che sceglie ogni giorno la via della democrazia e della nonviolenza.
“Questo premio è il simbolo di una speranza che nessuna dittatura è riuscita a spegnere. È la voce di milioni di cittadini che, disarmati, affrontano la violenza con il coraggio della verità e della partecipazione”, dichiara il Direttivo Provinciale di Azione.
Come Azione, forza politica che si riconosce nei valori del liberalismo, dei diritti umani e dello Stato di diritto, esprimiamo la nostra solidarietà e il nostro rispetto a tutte le cittadine e i cittadini venezuelani che da anni conducono una lotta pacifica per il ritorno alla democrazia.
L’Europa e l’Italia non possono restare in silenzio. Devono sostenere apertamente tutte le forze democratiche che, come in Venezuela, lottano per la libertà e la giustizia.
Oggi più che mai, la lotta del popolo venezuelano è anche la nostra.