A Casargo non può esserci un Natale senza Falò, e la tradizione ultracentenaria del fuoco che arde la notte della Vigilia – gelosamente custodita e tramandata dai mitici “Ragazzi del Falò” – si è ripetuta ancora, meravigliando grandi e piccoli, riscaldando i cuori di chi aveva atteso il Bambino sfidando pioggia e neve.
La preparazione della pira, come tutti gli anni, comincia un mese prima, dopo la Mostra della Capra Orobica, e ce lo spiega bene Davide Rusconi, che di quei Ragazzi è il cantore e uno dei simboli.
“Dopo l’Orobica – ci dice – siamo partiti con il recupero dei rami di pino, abete e ginestre, un compito che spetta sempre ai più giovani del gruppo che poi, aiutati dai giardinieri e dalla popolazione, riempiono il piazzale dove sorgerà il falò”.

Ma prima della Vigilia, un altro momento importante, quello con le scuole del paese.
“Il 19 dicembre – conferma Davide – siamo andati alla scuola elementare, all’asilo di Casargo e a quello di Margno a portare un pensiero per tutti i bambini e per spiegare loro, con Don Bruno ed il sindaco Antonio Pasquini, la tradizione del falò. Devo dire che far felici i bambini per sperare poi di vederli un domani costruire il falò a noi “vecchi” RdF riempie d’orgoglio”.


E così siamo al 20 dicembre.
“Esatto. Quel giorno – racconta – siamo andati a tagliare le piante di castano, in gergo del falò, le forche, che sono la struttura che regge tutta la costruzione. Rispetto a tutti gli altri falò, noi nel riempimento partiamo dall’alto e scendiamo verso il basso. La cima deve essere sempre bella e pettinata: quest’anno, nonostante il tempo, il falò è arrivato all’altezza di 19 metri totali, un record e, a detta dei più vecchi, non si è mai visto un falò così alto e maestoso”.

“Su quel piazzale – spiega Davide – alla vigilia c’erano ben 6 generazioni nell’ allestire il falò: erano rappresentati gli anni 70, gli 80, i 90, i 2000, i 2010 fino al 2013 e al 2014. Questo per confermare che il falò è una tradizione che raccoglie tutti i ragazzi di Casargo”.
Ma non vanno dimenticate le ragazze, vero?
“Infatti: ci sono anche le Ragazze del Falò e, come dico sempre, il tocco femminile costituisce una parte importantissima del gruppo!”.
E il falò, da qualche tempo, raccoglie “operai” anche da altri paesi pronti a condividere la fatica del “montaggio” e la gioia dell’accensione.
“Questa è una cosa che mi fa davvero piacere – afferma il Davide – perché significa che questa occasione crea condivisione e, oltretuttto, ci ha permesso di crescere nei numeri: oggi siamo una quarantina mentre nel 2009 eravamo in tredici”.
“Quest’anno, poi, abbiamo anche costruito la capanna per il presepe vivente sul sagrato della chiesa dedicandola a chi la costruiva sempre, il nostro amico alpino della sezione di Casargo Marco Beri”.

Il tempo non è stato clemente, ma, si sa, quando una tradizione è forte del tempo se ne può anche fregare, e così è stato.
“Verissimo: anche quest’anno, nonostante il brutto tempo, con acqua e neve che non hanno mai cessato di scendere, siamo riusciti ad accenderlo, gridando il nostro classico “FOOGA!” e con la rincorsa verso il falò con le torce che poi erano rami coperti da stracci”.

Dal fuoco e dal calore una soddisfazione immensa.
“Eh, sì. All’accensione e mentre la fiamma sale, negli occhi di tutti noi, nonostante la fatica di tutto il giorno per costruirlo, vediamo gioia e felicità, che si diffonde poi nelle persone presenti a condividere con entusiasmo questa bellissima tradizione ultra centenaria di Casargo”.

E mentre le ultime braci si spengono, vien da pensare che siamo fortunati ad abitare in posti dove le tradizioni e i valori hanno ancora un senso. Nonostante tutto ciò che ci accade intorno, in Valle le Comunità resistono anche grazie agli sforzi ed alla passione di tante persone che, come i Ragazzi del Falò di Casargo, mantengono salde le proprie radici nella consapevolezza che solo così si potrà consegnare un futuro migliore alle generazioni che verranno.