Il primo atto pubblico di Gesù dopo trent’anni di vita nascosta a Nazareth ha ancora il sapore del nascondimento piuttosto che quello di una manifestazione pubblica da attirare l’attenzione di tutti Solo poche persone devono aver sentito le parole di Giovanni Battista quando se l’è trovato davanti. Tutti hanno sentito la voce del Padre: Questi è il figlio mio, l’amato, in lui ho posto il mio compiacimento. E allora tutti a guardarsi intorno, tutti a cercare di capire chi fosse, dove fosse.
Per qualcuno è rimandata di pochi attimi una reazione che sarà comune…ma non è il falegname di Nazareth?
La reazione di Giovanni battista è piena di stupore. Ma che ci fai lì in fila tra i peccatori? Sono io che devo essere battezzato da te.
Assomiglia molto alla reazione che avrà Pietro quando si vedrà in ginocchio davanti ai suoi occhi Gesù che chiede di potergli lavare i piedi. Sicuramente ha pensato…sono io che devo inginocchiarmi davanti a te a lavarti i piedi.
È il tema dell’abbassamento, della kenosi, dello sparire, dell’umiltà di Gesù, manifestazione straordinaria di un cuore mite.
Gesù vede aprirsi i cieli sopra di lui e lo Spirito scendere sopra di lui. Ha la conferma della bontà della sua scelta di iniziare così il suo ministero tra noi.
È un gesto che piace tantissimo al padre e lo riconosce in tutto simile a se stesso.
In fila tra i peccatori, quasi come uno di loro, per dire che non è venuto a condannare ma a salvare, per dire che non esiste situazione di peccato che allontana Dio, piuttosto lo attira, per dire che ogni sforzo di provare a cambiare è benedetto, incoraggiato, sostenuto. Non è vero che Dio ha chiuso i cieli sopra i peccati degli uomini. Sono gli uomini che disperando nella possibilità di non commettere peccati chiudono il cielo sopra di loro perché si immaginano un Dio irritato, risentito, irrimediabilmente offeso.
In fila con loro, mite, vicino, partecipe del male che il peccato determina. Nel Vangelo di Giovanni nel racconto del Battesimo di Gesù è detto esplicitamente che Gesù è pronto a prenderlo su di se, a portarlo per liberarcene.
Matteo, nel vangelo proposto questa domenica, ricorda che Gesù desidera vivere conformemente alla volontà di Dio, alle sue esigenze (“è conveniente per noi compiere ogni giustizia”).
È anche bello il tema della fede di Gesù, della possibilità di contemplare cosa succede nel suo cuore, nella sua vita spirituale. La sua ricerca della volontà del Padre, le scelte della sua libertà, il discernimento che sta prima di scelte significative…. Al battesimo sceglie di dire a tutti che la volontà di Dio sull’uomo è che l’uomo si salvi, accolga la sua misericordia e certo di essere amato compia scelte concrete e autentiche di conversione.
Don Stefano Colombo
Casa Paolo VI – Concenedo