“Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva cosa pensare”…. Di quali avvenimenti si tratta? Nei versetti precedenti al brano di oggi leggiamo: Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. 2E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi. E poi al versetto 6: Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.
Non sapeva cosa pensare ma da quello che dice in realtà mostra che a qualcosa di importante c’era arrivato. Dopo aver pensato che Giovanni Battista centrava con tutto ciò che aveva sentito raccontare Erode intuisce che è necessario invece riferirsi a qualcun altro. Il Vangelo dice che Erode si ritrova dentro il desiderio di vedere Gesù.
Suppone che ciò che riescono a compiere i dodici con la loro predicazione e con ciò che operano dipende dal loro essere discepoli di Gesù, inviati da lui. Tutto ciò che sono, dicono e fanno rimanda a Gesù ed è Gesù che lui deve conoscere e desidera incontrare.
In un brano in cui si parla dell’invio dei dodici in missione, questo inciso riferito a Erode suona come un riferimento a un desiderio che deve accompagnare ciò che ha a che fare con la missione della chiesa. Attraverso una esemplificazione viene offerto il desiderabile esito di ogni missione della chiesa, dei discepoli di Gesù e anche nostro.
Deve essere evidente il rimando a Gesù. E’ lui l’unico vero protagonista del Vangelo, dell’irruzione del regno, della vita nuova che per molti inizia. La chiesa, i discepoli devono proprio desiderare questo e fare molta attenzione alle tentazioni di protagonismo, di superbia che generano poi grandi fatiche ad essere attenti e accoglienti verso tutti. E’ il rischio di dimenticare che l’annuncio e la testimonianza del Regno di Dio tra noi può e deve essere rivolto persino verso coloro che assomigliano un po’ ad Erode ma chiamati a conversione dall’infinita misericordia di Dio.
Mi permetto un ultimo semplice pensiero. Per molti termina in questi giorni il tempo delle vacanze, ritorna il tempo della quotidianità della nostra vita. Non dimentichiamo che anche in questo tempo che si prospetta davanti a noi Gesù desidera poter vivere con noi momenti di sosta dove con lui possiamo contemplare la sua presenza nella nostra vita, riconoscere la forza della sua Parola, rinnovare il desiderio di essere, come possiamo, segni di speranza, testimoni della gioia promessa a chi lo cerca con cuore sincero, umile e mite invito rivolto a chi incontriamo a diventare suoi discepoli.
Don Stefano Colombo
Casa Paolo VI – Concenedo