Ci sono storie che sembra debbano poter succedere solo in qualche film o serial; storie, aggiungo, che sarebbe davvero un bene se fosse così. Invece ogni giorno dobbiamo prendere atto che la realtà spesso e volentieri supera la fantasia, come è il caso (vero, verissimo) del “paziente perso” (e poi fortunatamente ritrovato) di cui abbiamo appreso ieri da un social.
Leggendo, ognuno potrà farsi la propria opinione sull’accaduto e sui responsabili. Faccio però fatica a far salire sul banco degli imputati di questo episodio gravissimo di malasanità le “Istituzioni” (che sulla malasanità, intendiamoci, hanno le loro belle e grosse responsabilità).
Perché il rapporto con i pazienti (ed i loro familiari) è gestito da persone in carne ed ossa (oltre, generalmente, anche un cuore). E queste persone dovrebbero sempre e comunque avere rispetto per chi hanno di fronte (o al telefono), indipendentemente dal livello del salario, dei turni soffocanti, dalla mancanza cronica di personale e da tutte quelle componenti negative (reali e purtroppo ancora irrisolte) che affliggono la sanità.
Questa. quindi, è la storia, capitata da noi, qui vicino, mica chissà dove.
Poi giudicate voi.
Anziano portato in PS per polmonite.
Trattenuto la notte in PS.
La mattina chiamano dal PS dicendo che è da ricoverare, ma non c’è posto, e quindi lo spostano subito in altra clinica, e danno nome nuovo medico da contattare.
Pomeriggio si parte per andare a trovarlo.
Si arriva in clinica: medico già andato via…. Ok…..Si va dal paziente.. già, ma dov’è il paziente? In che reparto e?
“Attenda un attimo”.
Attimi di panico tra il personale.
“Adesso verifichiamo..Il paziente non c’è, sicuri che sia qua? Non l’abbiamo visto..”…oddio l’abbiamo perso..? “
Richiamiamo PS per chiedere chiarimenti e sapere dov’è finito il nostro caro: “controlliamo subito.. Ah si, è ricoverato qua in ospedale, reparto medicina….”
Silenzio.
“Scusi ma stamattina ci avete detto che lo portavate da un’altra parte”.
“E signora, avranno cambiato idea o si sarà liberato un posto …”
“…ma magari avvisarci??”
“..io ho appena iniziato il turno e non so nulla..scusi… buonasera”
Nuovamente silenzio.
Si riparte direzione ospedale: un’ora nel caos cittadino per fare 1 km.
Ospedale raggiunto. Reparto medicina raggiunto.
Paziente ritrovato.
Riccardo Benedetti