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Valbiandino.net : notizie dalla Valsassina e non solo...

Venerdì, 02 Aprile 2021 15:38

UN ANNO DI "CUORE VALSASSINESE"

in Cultura
Primo compleanno per uno dei gruppi Facebook più seguiti e frequentati della Valsassina.
Stiamo parlando di Cuore Valsassinese, promosso da Dani Rubini, che oggi conta oltre 2.700 "iscritti" ed è diventato nel giro di dodici mesi un punto di riferimento per la nostra Valle.
"Questo gruppo nasce per far conoscere le nostre realtà e le nostre attività. Per condividere foto, idee, suggerimenti o importanti comunicazioni il TUTTO INERENTE ALLA VALSASSINA" si legge sulle informazioni (lettere maiuscole comrpese) e, dopo un anno, vien da dire che lo spirito con cui è nato è ancora profondamente presente e in espansione.
E' un gruppo che non vuole polemiche e non si occupa di politica, l'unico fine è promuovere le attività del territorio e lanciare iniziative tipo quella "ColoriAMO la ValSASSIna" che tanto seguito ha avuto e sta avendo, vista la quantità di sassi dipinti che ci stanno pacificamente invadendo con il loro messaggio di positività e di pace.
Auguri, quindi, al "Cuore Valsassinese" e a tutti i suoi iscritti e complimenti perchè quando una "piccola" idea riesce a diventare grande significa che ha dei valori che vanno salvaguardati ed ai quali noi continueremo a prestare la dovuta attenzione.
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Venerdì, 02 Aprile 2021 13:06

NUOVO DECRETO LEGGE: FACCIAMO IL PUNTO SU COSA SI PUO' (E NON SI PUO') FARE

Sta per iniziare (per qualcuno è già iniziato) il lungo weekend di Pasqua, la seconda al tempo del Covid. Ripassiamo un po' i contenuti dell'ultimo decreto legge del Governo, così, tanto per non farci mancare proprio niente in attesa che il mondo riassapori un briciolo di normalità

Partiamo dalla scuola dove dal 7 aprile, zone rosse comprese, torneranno in presenza tutti gli alunni sino alla prima media.

Da domani, 3 aprile, e sino al 5 aprile  tutta Italia (ivi compresa la Valsassina)  sarà in zona rossa, esattamente come successo a Natale. Cosa significa? Che non si potrà circolare nemmeno all'interno del proprio comune salvo esigenze irrinunciabili (tipo fare la spesa,andare in farmacia, portare a spasso il cane senza lasciare sgraditi ricordi per strada). Non è un motivo considerato valido quello di uscire per trovarsi tra amici nelle piazze o al bar. Dalle FAQ non rientra nei motivi di salute, lavoro e necessità.

Una sola volta al giorno sarà consentito spostarsi in ambito regionale in massimo due persone più i minori di 14 anni conviventi per andare a trovare parenti o amici.

E chi vuol fare attività motoria? Via libera in prossimità dell'abitazione. Attività sportiva? Va bene ma solo all'aperto e in forma individuale (quindi, tanto per fare un esempio, se vado in bici non devo farlo con tutti i gregari al seguito).

Quanto dureranno le nuove regole? Almeno fino al 30 aprile tutta Italia sarà in zona arancione o rossa. Sembra però che se a metà aprile i numeri lo consentiranno è possibile che le zone con minor contagio possano diventare addirittura gialle.

Si può raggiungere la seconda casa, ma lo deve fare solo il nucleo famigliare, quindi è vietato stipare il bilocale con altre famiglie di amici al seguito.

Nelle zone rosse non sarà consentito andare a trovare parenti o amici una volta al giorno e in massimo due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) come invece sarà permesso nel weekend di Pasqua quando tutta Italia sarà in rosso. Le visite, sempre una sola volta al giorno e sempre in non più di due persone, saranno invece consentite in zona arancione, all'interno del comune di residenza.

Il coprifuoco rimane così come lo conosciamo: tutti a casa tra le 22 e le 5 del mattino, fatti salvi motivi di salute, lavoro o necessità.

I bar e i ristoranti restano chiusi e sarà possibile solo l'asporto (motivo valido per uscire di casa) fino alle 18. Se volte la consegna a domicilio potete aspettarla anche fino alle 22.

Ancora niente aperture di palestre, piscine, musei, cinema e teatri fino al 30 aprile, salvo riaperture in caso di allentamento della pandemia.

Se siete tra quelli che hanno deciso di andare all'estero fate attenzione: l'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza valida fino al 6 aprile prevede che tutti coloro che hanno soggiornato o transitato nei 14 giorni antecedenti all'ingresso in Italia in uno o più Stati e territori dell'Ue siano obbligati a sottoporsi alla sorveglianza sanitaria e ad un periodo di 5 giorni di quarantena.

 

 

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Venerdì, 02 Aprile 2021 09:53

OGGI E' LA PRIMA VOLTA DELLA "GIORNATA REGIONALE DEGLI ALPINI". LA REGIONE STANZIA 200.000 EURO PER LE ATTIVITA' DELLE PENNE NERE

Per la ‘Giornata regionale degli Alpini’ la Giunta regionale ha approvato, su proposta del presidente Attilio Fontana, uno stanziamento di 200.000 euro (100.000 nel 2021 e 100.000 nel 2022) per realizzare un programma di iniziative civili, sociali e ambientali insieme alle sezioni dell’Ana (Associazione Nazionale Alpini) Lombardia. Tutto ciò  in attuazione di una legge, la 19/2020, per la Giornata della ‘Riconoscenza per la solidarietà e il sacrificio degli Alpini’.

Giornata regionale Alpini, i settori regionali coinvolti

La delibera approva il programma delle azioni previste dalla legge (campi scuola, volontariato, azioni di valorizzazione della montagna), in collaborazione con le Direzioni Generali competenti. Tra queste: Sviluppo città metropolitana, Giovani e Comunicazione;  Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità. Inoltre collaborano le Direzioni Generale Territorio e Protezione Civile;  Enti locali, Montagna e Piccoli comuni. Il provvedimento assegna risorse per 200.000 euro totali nel biennio 2021-2022.

Le iniziative in programma

Celebrazione della ‘Giornata regionale della riconoscenza per la solidarietà e il sacrificio degli Alpini’. Iniziative di informazione e di sensibilizzazione sui temi oggetto della presente legge. Interessata, oltre alla Presidenza, la Direzione generale Sviluppo città metropolitana, Giovani e Comunicazione.

Volontariato e contrasto al bullismo nelle scuole

Promozione della attività di volontariato nelle scuole delle sezioni territoriali dell’Ana per il sostegno fragilità e inoltre al contrasto al bullismo. Promozione anche della partecipazione delle sezioni territoriali Ana alle iniziative della Legge regionale 1/2017 (lotta a bullismo e cyberbullismo). Direzione generale Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità.

Campi scuola, protezione civile e soccorso alpino

Sostegno alle attività legate ai campi scuola, alla protezione civile e al soccorso alpino organizzati dalle sezioni territoriali dell’Ana Lombardia. Previsti inoltre corsi di formazione e di addestramento, acquisizione della dotazione strumentale. Direzione generale Territorio e Protezione Civile.

Esperienze formative in Ana

Promozione di esperienze formative e di volontariato nelle sezioni e i gruppi territoriali dell’Ana della Lombardia. È possibile  presentare inoltre progetti di leva civica ai sensi della legge regionale 16 del 22 ottobre 2019. Direzione generale Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità.

Conservazione e valorizzazione rifugi e montagna

Riconoscimento del ruolo dell’Ana in particolare sul tema di conservazione e valorizzazione del territorio montano. Interventi di recupero o miglioramento dei rifugi e bivacchi, percorsi della rete escursionistica lombarda e sentieri. Direzione generale Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni.

Il programma sarà quindi sottoposto per un parere alle associazioni alpine.  Successivamente sarà inviato al Consiglio regionale per la richiesta di parere alla Commissione consiliare.

Giornata regionale Alpini, Fontana a Bergamo

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, in particolare,  parteciperà a Bergamo, alle celebrazioni della ‘Giornata regionale della riconoscenza per la solidarietà e il sacrificio degli Alpini’.

In particolare, interverrà all’alzabandiera e alla deposizione della corona di Regione Lombardia al monumento dell’Alpino di
Bergamo. Successivamente il governatore visiterà, sempre a Bergamo, il centro vaccinale dell’ospedale degli Alpini in Fiera. Infine, nella sala convegni della Fiera parteciperà alla cerimonia in ricordo della Giornata della riconoscenza agli Alpini.

Presenti, tra gli altri, oltre al presidente Attilio Fontana, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori e  il presidente del Consiglio regionale lombardo Alessandro Fermi. Interverranno, inoltre, il comandante delle truppe Alpine Generale di Corpo d’Armata Claudio Berto e il presidente dell’Ana, l’Associazione nazionale Alpini, Sebastiano Favero.

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Venerdì, 02 Aprile 2021 09:12

OGGI E' LA GIORNATA MONDIALE DELLA CONSAPEVOLEZZA SULL'AUTISMO. STASERA STAFFETTA IN ALTA VALLE A CURA DI ILLUMINA DI BLU VALSASSINA

Oggi 2 aprile è la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo (WAAD, World Autism Awareness Day) istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale dell’ONU: la ricorrenza richiama l’attenzione di tutti sui diritti delle persone nello spettro autistico.

Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale per il monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico, in Italia 1 bambino su 77 (età 7-9 anni) presenta un disturbo dello spettro autistico con una prevalenza maggiore nei maschi: i maschi sono colpiti 4,4 volte in più rispetto alle femmine.
L'Osservatorio Nazionale è un progetto finanziato nel 2016 dalla Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e il ministero della Salute.

Questi dati sottolineano la necessità di adottare politiche sanitarie, educative e sociali atte a incrementare i servizi e migliorare l’organizzazione delle risorse a supporto delle famiglie.

Dopo la legge sull’autismo (L. 18 agosto 2015 n. 134), nel 2018 sono state aggiornate le Linee di indirizzo per l’autismo nella Conferenza Unificata Stato Regioni, ispirandosi alla Convenzione delle Persone con Disabilità dell’ONU e sono stati avviati progetti tra Regioni e Istituto Superiore di Sanità su inclusione lavorativa, transizione dall’età evolutiva all’età adulta, strutture residenziali e semiresidenziali.

L'Istituto sta dando attuazione, su mandato e in collaborazione con il ministero della Salute, al decreto ministeriale del 30 dicembre 2016 che disciplina le modalità di utilizzo del Fondo autismo. Sono state recentemente avviate le attività regionali per l'istituzione di una rete di coordinamento tra pediatri di base, personale che lavora negli asili nido e unità di neuropsichiatria infantile finalizzata ad anticipare la diagnosi e l'intervento, le iniziative di formazione della rete educativa e sanitaria e la messa a punto di un protocollo di riconoscimento/valutazione di atipie comportamentali precoci nella popolazione generale e ad alto rischio.

Da noi opera da anni, svolgendo un'intensa attività di sensibilizzazione e con grande entusiasmo, l'associazione Illumina di Blu - Valsassina che nonostante le restrizioni dovute alla pandemia mantiene la tradizione e, simbolicamente, sarà vicina a tutti con una fiaccolata a staffetta che partirà stasera alle 20 da Vegno e passerà per Crandola e Margno lungo la provinciale per poi arrivare a Casargo presso la Parrocchiale di San Bernardino alle ore 21.00 circa. Chi vuole può seguirla sulla loro pagina Facebook.

Nel frattempo per ricordare questa giornata alcuni comuni hano deciso di illuminare di blu i loro palazzi. Vi proponiamo le foto (da FB Illumina di Blu Valsassina) che si riferiscono a Crandola, Casargo, Colico e Introbio.

crandola blucasargo blucolico bluintrobio blu

 

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Venerdì, 02 Aprile 2021 09:10

UN INCONTRO ONLINE DEL CIRCOLO PD VALSASSINA

Anche in Valsassina, come in tutti i Circoli del PD della provincia lecchese, si e` svolto un incontro online sulle tematiche indicate dal neo segretario Enrico Letta per rinnovare il partito.
I 20 punti indicati da Letta, su cui ha invitato a riflettere tutti gli aderenti nelle "Agora` Democratiche", spaziano sulle problematiche piu` varie: il problema dei Giovani, la parita` di genere uomo-donna, il Governo Draghi, lo Jus Soli e il voto ai sedicenni tra le altre.

Nell`incontro del Circolo, coordinato dal segretario Enrico Baroncelli, con la presenza del consigliere provinciale Elio Spotti, si e` parlato molto di problemi valsassinesi, a partire dalla tematica della difesa dell`Ambiente.
Approfittando della presenza di Nicola Fazzini, ex Sindaco di Premana, la discussione non poteva che cadere sulla tematica delle Centrali idroelettriche, che tanti grattacapi stanno dando anche all`attuale amministrazione premanese per una richiesta di risarcimento milionaria che ha avanzato la societa` che voleva costruire la centrale sul fiume Varrone, bloccata dai ricorsi di Legambiente e dai cittadini, ma anche una discussione su un`analoga richiesta a Introbio, bocciata nel 2013.

Secondo l`ex Sindaco a presentare progetti intorno agli anni 2007-2008, nella speranza di sostanziosi contributi da parte del Fondo Sociale Europeo, erano piu` o meno le stesse persone, a Introbio Premana e altri Comuni, che pero` poi si videro negare le autorizzazioni.

Altri aderenti di Casargo hanno espresso perplessita` sullo Jus Soli (il diritto di dare la cittadinanza anche agli stranieri nati in Italia) a meno che non ci sia una reale integrazione con la cultura e con la societa` italiana, a partire dalla lingua, come dei dubbi anche sulla proposta di Letta di dare il voto ai sedicenni: "troppe fake news circolano soprattutto tra i giovani che si informano ormai quasi esclusivamente su internet" e` stato detto. "Il voto puo` essere utile, ma prima occorrerebbe garantire una informazione obiettiva e ragionata, non solo per i sedicenni".

Altri aderenti hanno espresso la loro assoluta contrarieta` a ogni tipo di condono, una delusione ricevuta dal nuovo Governo Draghi: " il condono e` una presa in giro per chi ha sempre pagato regolarmente le tasse".
Per quanto poi riguarda i Ristori, "a essere insoddisfatti non sono quelli che hanno lavorato onestamente dichiarando i redditi realmente percepiti, ma soprattutto gli evasori fiscali che hanno dichiarato sempre una piccola parte degli incassi ricevuti, e che adesso ottengono una percentuale minima proprio perche` hanno dichiarato poco".

Infine alcune note sul Turismo: " il Turismo in Valsassina e` della serie "mordi e fuggi", soprattutto adeso che i Lombardi in zona rossa o arancione non possono andare nelle regioni vicine, un turismo povero che lascia pochi redditi agli operatori locali ma molto traffico sulle strade. Un turismo che sarebbe da ripensare: una riflessione anche sul mancato decollo dei B&B, su cui c`erano diverse speranze alcuni anni fa.

Insomma, riflessioni ad ampio raggio per un circolo ancora modesto nei numeri, ma che spera, soprattutto quando finira` la pandemia e si potra` organizzare qualche iniziativa in presenza, di avere ampi margini di crescita (gli elettori del PD in Valsassina non sono mai stati pochi).

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Venerdì, 02 Aprile 2021 07:57

LA PESTE IN VALSASSINA (parte II)

in Cultura

Avevamo concluso la nostra cronaca delle pestilenze in Valsassina, riportando le notizie sul morbo che seminò terrore e morte a cavallo fra XV e XVI secolo. Lontano prodromo, ancorché molto più ferale, del presente dilagare epidemico dovuto all’ormai ecumenicamente diffusa infezione da coronavirus che qualche grattacapo di non irrilevante entità sta distribuendo qua e là anche fra le Prealpi orobiche. Certo, rispetto al Covid, la peste bubbonica fu più letale in proporzione al numero degli abitanti di allora colpiti dal contagio. A Milano, a titolo di esempio, pare che il morbo abbia ucciso 30mila persone Anche se, nel corso dei secoli, la scarsità di documenti non consente di riportare dati precisi in merito all’incidenza della mortalità sulla popolazione valsassinese.

Ci sembra comunque sufficiente riferire a titolo di esempio le cifre dei decessi nel capoluogo lombardo dove, secondo lo storico Giovanni Simonetta, nel 1451, primo anno dell’epidemia, si contarono 30 mila morti. Erano gli effetti di quell’ epidemia magna, ancora attiva più di 30 anni dopo, le cui devastanti ondate indussero i milanesi, nel 1489, a costruire il Lazzaretto ancora attivo, per gli stessi scopi, all’epoca della “peste di San Carlo” del 1576 e di quella descritta dal Manzoni che colpì duramente anche la Valsassina e l’intero comprensorio lecchese. Proprio dalla peste del 1630 riprendiamo la seconda parte della nostra storia.

L’epidemia si diffuse al seguito delle truppe, soprattutto mercenari, di Ferdinando II entrate in Italia per fermare i francesi di Carlo Gonzaga duca di Nevers le cui legioni avevano occupato Mantova e il Monferrato, ritenendo il Gonzaga di tenere diritti di possesso su quei territori. Ma, come spiega lo storico Andrea Orlandi, in una serie di articoli per la “commemorazione tricentenaria della peste manzoniana” apparsi sul periodico lecchese “All’ombra del Resegone” (gennaio - febbraio 1930), “Fra le soldatesche alemanne che si misero in cammino verso l’Italia serpeggiava la peste, alla quale dava incentivo un’estrema sudicieria: il morbo anzi erasi già propagato alla Svizzera e alla stessa Valtellina.

” Le legioni asburgiche, composte in gran parte da mercenari muniti di picche e spade, varcano dunque il lago di Costanza a Lindau, dove erano acquartierate, e il 29 maggio del 1629 arrivano a Coira, in Svizzera. Qui sostano per oltre tre mesi. Il 20 settembre le soldatesche imperiali invadono la Valtellina e raggiungono Colico mettendone a ferro e fuoco il territorio. Poco dopo i mercenari, meglio noti come lanzichenecchi (il termine tedesco è “landsknecht”, vale a dire “servi della terra”), dilagano in Valsassina occupando paesi, villaggi e pievi tranne, ricorda l’Orlandi, “Premana, Pagnona, Indòvero, Narro e Moggio”.

L’invasione è fulminea ma non altrettanto rapido il transito della “soldatesca alemanna” poiché “Durò il passaggio fino al 3 ottobre di quell’anno1629: il Tadino precisa in 28800 gli uomini di fanteria, 7456 i cavalli: totale 36256”. La peste non tardò a presentarsi.
Uno dei documenti più importanti per quanto riguarda la presenza dei “lanzi” in valle è una relazione prodotta da due missi dominici inviati dal Tribunale della sanità di Milano presieduto da Ludovico Settala, per condurre alcuni sopralluoghi anche lungo il Lario, la Valsassina e le zone limitrofe con l’obiettivo di valutare la situazione sanitaria e predisporre adeguate misure contro la pestilenza che stava già dilagando. Il capo spedizione era il protofisico Alessandro Tadino, citato dall’Orlandi; lo accompagnava il giureconsulto Giovanni Visconti.

In pratica si trattava dei commissari straordinari dell’epoca per l’emergenza sanitaria del Ducato di Milano, allora soggetto alla dominazione spagnola. Va comunque sottolineato che la relazione conclusiva del lavoro svolto dai due inviati sanitari, “Il raguaglio dell’origine et giornali successi della gran peste Contagiosa, venefica, & malefica…” stilato dal Tadino, costituisce la fonte principale dalla quale Manzoni ricavò dati, fatti ed eventi inseriti poi nei “Promessi sposi” per descrivere il morbo e i suoi effetti nel Ducato di Milano di cui la Valsassina faceva parte. Il manoscritto sarebbe poi stato presentato “All’illust.mo sig.r Francesco Orrigone, vicario di provisione Della Città, & Ducato di Milano”.

I due inviati si assumono il compito di “mandare in luce la vera Origine e successi della crudel peste seguita in questa città di Milano, e suo Ducato…”. L’intento del Tadino è chiarissimo: produrre una completa e particolareggiata relazione tecnica sugli avvenimenti, vale a dire “un racconto minuto, e distinto, dell’origine, e de tutti li casi di tempo in tempo, e luogo seguiti in generale, e in particolare…”. Sorvoliamo sull’interminabile introduzione dal taglio storico, vergata in italiano baroccamente pomposo, come era costume dell’epoca, contenuta nel “Libro primo” che copre un lasso di tempo di 25 anni, dal 1603 al 1627, in cui si descrivono anche le conseguenze della carestia che colpì il Ducato e l’intera Italia settentrionale in quegli anni. Segnlala Tadino, soprattutto, l’ammassamento delle “soldatesche alemanne” mercenarie nei Grigioni, cioè in Svizzera, dove “alcune terre si trovavano infette di peste…”.

Il contagio si diffuse Oltralpe in poche settimane anche perché, spiega il protofisico milanese “…questa soldatesca non stimando la morte, meno la peste, haveva svaligiato alcune di queste terre infette…” mentre era in attesa di discendere in Valtellina. L’Italia aveva già conosciuto la furia dei mercenari tedeschi nel maggio del 1527 quando, insieme alle truppe spagnole di Carlo V, gli alemanni si resero responsabili del sacco di Roma.
L’invasione del 1629 è improvvisa e inarrestabile. I lanzi, valicato lo Spluga percorrono la Val Chiavenna, arrivano a Colico e “l’abbrugiarono in un solo giorno”. Il 21 settembre la soldataglia asburgica devasta Bellano, poi risale il corso del Pioverna e irrompe in Valsassina, risparmiando l’Alta valle ma propagandosi con la rapidità di un incendio nel resto del territorio nel quale, spiega Tadino, “…si veggono vestigie delle antichità delli Toriani indi originar, li quali un tempo predominorno Milano…”. Del passaggio dei mercenari a Bellano abbiamo la testimonianza di Sigismondo Boldoni, letterato dell’epoca, il quale in una missiva al cardinale veronese Ubaldini spiega che “gli abitanti del paese e del Lario, costernati, fuggono lasciando le case spoglie di ogni cosa”. Boldoni, per evitare guai peggiori, è costretto ad ospitare “per interi sei giorni” una compagnia di soldati ma morirà di peste qualche tempo dopo.

Le orde mercenarie nelle cui file allignava da mesi la peste, devastando e distruggendo ogni cosa percorrono un territorio dove, spiega il protofisico milanese, “scorre in una parte il fiume Pioverna , dall’altra il fiume Troggia…” le cui acque “non meno delicate, che delitiose” scaturiscono da “…scoscesi monti, frà quali il Monte Albano e il Monte Grigna…”. Tadino descrive “la strage che fu fatta in questa valle” e le devastazioni che i landsknecht si lasciano alle spalle dopo più di dieci giorni di violenze e saccheggi mentre i valsassinesi si rifugiano in massa sui monti e negli alpeggi più alti: “così apponto restò infelicemente trattata la Valsassina”. Alla fine, viene scritto nel “Ragguaglio”, ai primi di ottobre, “Quando piacque al Cielo hebbe pur fine il passaggio & il transito di questa soldatesca alemanna.”

Le schiere mercenarie si dirigono a Lecco, si spandono in tutta la Brianza puntando verso il Mantovano e lasciandosi alle spalle un pericolo ancor più grave delle stragi e devastazioni: il contagio. Trascorso il devastante tornado delle milizie alemanne, non c’è più tempo da perdere: è necessario portarsi il più rapidamente possibile sul posto per accertare i danni provocati dall’invasione e, soprattutto, appurare se nei territori del Lario si stia davvero diffondendo la peste. Tadino e Visconti partono da Milano “Alli 26 del sudetto mese di ottobre” alcuni giorni dopo la denuncia di numerosi decessi sospetti nei pressi di Lecco. La missione affidatagli consiste nel “visitare tutte le terre, ville, Castelli, & porti di tutto il Lago di Como, di tutta la Valsassina…”.

(Segue)

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