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Valbiandino.net : notizie dalla Valsassina e non solo...

Giovedì, 03 Giugno 2021 17:12

IN DODICI ORE 500.000 PRENOTAZIONI PER LA FASCIA 12/29 ANNI: I GIOVANI LOMBARDI STANNO DANDO L'ESEMPIO

Boom di prenotazioni per le vaccinazioni anti-Covid per le fascia 12/29 anni. A meno di 12 ore dall’apertura avvenuta alle 23 di mercoledì 2 giugno erano già 441.478 le adesioni sul portale di Poste. In particolare 44.362 per la fascia 12-15 anni, 133.511 per la fascia 16-20 e 263.605 per la fascia 20-29.

“Bene, avanti così!” commenta il presidente della Regione LombardiaAttilio Fontana. “È davvero importante che anche i nostri giovani della fascia 12/29 aderiscano alla campagna di vaccinazione anti-Covid. Da loro deve arrivare la spinta decisiva  per proseguire il percorso verso il ritorno alla normalità”.

“Anche questi dati – dice la vicepresidente ed assessore al Welfare, Letizia Moratti – rispecchiano l’entusiasmo dei cittadini. In particolare dei giovani e delle loro famiglie che, giustamente, vedono nella vaccinazione l’opportunità di tornare a vivere la loro quotidianità in sicurezza per sé e per gli altri. Oltre che di ripristinare le normali frequentazioni familiari”.

Il successo delle prenotazioni delle vaccinazioni anti-Covid per la fascia 12/29 è “Uno straordinario esempio di senso civico – conclude Moratti – che assume ancor più valore per la giovanissima età dei testimoni di questo ‘ultimo miglio’ della campagna vaccinale di Regione Lombardia. Possiamo guardare al traguardo del 30 luglio per ultimare almeno con la prima dose tutti i cittadini lombardi che ne hanno diritto e che avranno aderito”.

N.d.R.: Questo il comunicato della Regione. Di nostro aggiungiamo che da quanto si sente ancora troppi cittadini stanno per così dire "evitando" di vaccinarsi. I pretesti sono vari, ma quello più "antipatico" è sicuramente lo "sfruttamento" delle vaccinazioni degli altri per raggiungere la cosiddetta immunità di gregge. Poi c'è anche chi non si vaccina per principio e sventola la bandiera "no vax" e chi quella del "negazionismo" nei confronti dei quali non ci permettiamo di esprimere giudizi che vanno ad intaccare la sfera personale di ciascuno, ma ribadiamo che il nostro giornale è totalmente "si vax" e ritiene che la pandemia da coronavirus sia esistita, esista ancora e, nostro malgrado, continuerà a girarci intorno ancora per un bel pezzo. Per questa ragione riteniamo opportuno che tutti i cittadini sentano il dovere civico (significa nei confronti di sè stessi e soprattutto degli altri) di vaccinarsi.

 

 

 

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Giovedì, 03 Giugno 2021 15:14

LA FINESTRA

Un colpo di pennello qua, uno striscio di spatola là. La tavolozza non serve più e scompare nel nulla assorbita da un’antica e crostosa policromia. Poi, come accade per ogni opera pittorica che si rispetti, si applica una cornice. In questo caso due, a separare, con verticale nettezza e ascesi spietata, il soggetto da sé stesso trasformandolo in puro oggetto. L’occhio non sa bene dove muoversi, non riesce a trovare il “punto di interesse” dal quale partire per indagare la rappresentazione. Condizione, questa, esiziale per ogni composizione geometrica dell’immagine. Punto fermo preliminare e non ignorabile di ogni manuale di fotografia che si rispetti. Una regola precisa, insomma: mai tagliare in due parti simmetriche una composizione.

L’osservatore non saprebbe dove “osservare”. Eppure l’intento eretico del fotografo proprio a questo mira. A confondere pur indicando con precisione. A imbarazzare lo sguardo frantumando il colore con una materia sovrapposta, smerigliata e quasi illeggibile. A produrre pura contrapposizione cromatica. L’aroma impressionista è deciso e persistente. Però manca il “plein air”, l’immagine potente della luce e del sole. Ma quel giallo vibrante come limpida increspatura d’acqua che scorre…

Elio Spada e Michela Magni

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Giovedì, 03 Giugno 2021 14:08

CONCORSO PRETENDIAMO LA LEGALITA': PREMIATA DAL QUESTORE DI LECCO LA SCUOLA ELEMENTARE DI INTROBIO

Come annunciato in anteprima dal nostro giornale, si sono svolte stamattina presso la Scuola intitolata a Guido Cademartori le premiazioni della quarta edizione del concorso indetto dalla Polizia di Stato "PretenDiamo la legalita`".

La Scuola di Introbio ha vinto il primo premio nazionale, come abbiamo segnalato nel precedente articolo, per la categoria "Arti figurative con tecniche varie" grazie alle insegnanti che hanno collaborato al progetto, Antonia Benedetti, Luisa Urso, Chiara Muttoni, Antonella Benedetti ed Elisa Sormani ed al supporto tecnico di Rosanna Pomi.

La premiazione , un tablet consegnato alla classe, il diario scolastico stampato dalla Polizia utile per l`anno prossimo , e un attestato di merito, e` stata effettuata personalmente dal Questore di Lecco Alfredo D`Agostino, presenti anche il Vice Questore Capo di Gabinetto  Andrea Attanasio, il Sindaco di Introbio Adriano Airoldi, e il Preside dell`ICS di Cremeno Renato Cazzaniga.

In tutto avevano partecipato al concorso circa 150 Questure a livello nazionale, con un totale di lavori eseguiti di circa 300.

Grandissima soddisfazione tra le insegnanti, alcune delle quali non hanno potuto nascondere l'emozione, e gioia immensa per i bambini che hanno partecipato con entusiasmo al progetto nonché per i loro genitori.

Particolarmente raggiante il sindaco Airoldi che ha incoraggiato la partecipazione della scuola al concorso ed ha condiviso la felicità per il successo ottenuto.

Di seguito riportiamo per intero il comunicato stampa della Questura di Lecco che entrerà di diritto nella storia della "Cademartori" di Introbio.

"Nella mattinata odierna il Questore di Lecco Alfredo D’Agostino, nell’ambito della Cerimonia di premiazione nazionale tenuta e coordinata a Roma  in modalità live streaming dall’Ufficio Relazione Esterne, Cerimoniale e Studi Storici del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, ha proceduto presso la scuola primaria G. CADEMARTORI” di Introbio, alla premiazione degli alunni della classe 3^,  vincitori della selezione nazionale, nella categoria “arti figurative” (manifesti, fotografie, disegni, collage…), della 4^ edizione del concorso/progetto “PretenDiamo Legalità”, con il lavoro dal titolo “La casa nel bosco”.

Alla premiazione hanno preso parte il Sindaco del Comune di Introbio Adriano Stefano Airoldi, il Dirigente Scolastico Prof. Renato CAZZANIGA e la Maestra Antonia BENEDETTI (referente del concorso).

Il lavoro premiato si presenta come   un grande libro, all’interno del quale, pagina dopo pagina, tutte disegnate, dipinte e realizzate con cura dagli alunni, si sviluppa un bellissimo ed originale racconto, che vede protagonisti i vari animali che vivono nel bosco, incentrato sui valori dell’amicizia, della saggezza e del rispetto delle regole. Il lavoro è stato arricchito anche a livello tecnologico con un QR-Code, attraverso il quale si può vedere ed ascoltare la storia del libro con le voci degli alunni della classe.

Il progetto/concorso ha avuto quale obiettivo la promozione della legalità, attraverso i temi del rispetto delle regole, del corretto utilizzo di internet, dei social e dei valori della Costituzione che, insieme all’amicizia, alla libertà ed alla solidarietà, rappresentano le basi per la crescita dei cittadini di domani e per la costruzione di una società responsabile.

L’iniziativa, destinata agli alunni delle scuole primariesecondarie di primo e di secondo grado   si è sviluppata attraverso momenti di interazione e confronto a cura di personale della locale Questura, con incontri che, in ragione dell’emergenza epidemiologica, hanno avuto luogo attraverso lo strumento della video-conferenza.

livello provinciale sono risultate vincitrici, oltre alla citata classe 3^ della scuola primaria “G. Cademartori” di Introbio, per le scuole secondarie di primo grado la classe 3^B della scuola “Istituto Maria Ausiliatrice” di Lecco, con l’elaborato dal titolo “Dante on dark side of the web”, mentre per le scuole secondarie di secondo grado la classe 5^V della scuola “IIS FIOCCHI” di Lecco, con il lavoro dal titolo “Un gioco mortale”.

I lavori dei partecipanti al Concorso, al quale hanno preso parte numerose scuole di oltre 70 province italiane, sono stati valutati da un’apposita Commissione Centrale del citato Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale in Roma.

Il Questore, nel rivolgere i i propri complimenti agli alunni vincitori del concorso per la realizzazione del bellissimo elaborato,  ringraziando  il Prof. Cazzaniga, la Maestra Benedetti e la scuola “G. Cadematori” per l’ottima riuscita dell’iniziativa, ha richiamato le parole recentemente pronunciate dal Presidente Mattarella il quale ha ricordato che “ora tocca ai giovani”, tocca ai giovani  scrivere la storia della Repubblica per la costruzione di una società fondata sui valori di amicizia, solidarietà, rispetto delle regole".



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Giovedì, 03 Giugno 2021 14:00

OGGI E' LA GIORNATA MONDIALE DELLA BICICLETTA

Bicicletta che passione? Grandissima se si guarda ai dati (e di seguito riportiamo il comunicato dell'ANCMA, la "Confindustria" delle due ruote) di vendita. E grandissima anche se ci guardiamo in giro e contiamo quanta gente c'è che va in bicicletta. Che poi ci vada con la muscolare o con quella a "pedalata assistita" è un altro discorso e non vogliamo dar fuoco alle polemiche, per cui mettiamo il punto e ci ritiriamo in buon ordine perché oggi  è la Giornata Mondiale della Bicicletta e bisogna festeggiare.

Ed ecco le cifre del mercato comunicate da ANCMA.

“Il successo della bici (oltre 2 milioni di pezzi venduti nel 2020, pari a un + 17% sull’anno precedente) porta con sé opportunità di sviluppo senza precedenti sia sul piano economico e che per la qualità di vita, ma per coglierle è necessario uno sforzo corale in modo da passare dalla logica di incentivi all’acquisto a una prospettiva concreta di incentivi all’utilizzo fatta di attenzioni sul piano culturale, investimenti per l’infrastrutturazione ciclabile e lo sviluppo dell’attrattività cicloturistica del nostro Paese e, soprattutto, per garantire la sicurezza di chi sceglie nel quotidiano la mobilità dolce”. È quanto si legge in una nota diffusa stamane da Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) in occasione della Giornata Mondiale della bici istituita dalle Nazioni Unite nel 2018.

“Quello della bici in Italia – sottolinea ANCMA - è un tessuto produttivo fatto di eccellenze nazionali e brand prestigiosi: circa 250 imprese, in prevalenza PMI, che offrono in Italia occupazione a più di 15.000 addetti fra diretti e indiretti”.

“L’aumento della domanda, insieme alle conseguenze globali della pandemia di Covid-19 – prosegue la nota – sta mettendo le nostre aziende di fronte a sfide complesse che meritano l’attenzione delle istituzioni. “Il comparto ha dovuto infatti affrontare l’allungamento dei tempi di consegna da parte dei fornitori asiatici di componenti, l’aumento dei costi di trasporto via mare e delle materie prime, le difficoltà nella logistica portuale: è importante che il mercato e i consumatori conoscono le ragioni di alcuni rallentamenti nelle consegne dei prodotti finiti, ma è altresì evidente che quanto sta succedendo – si chiude il comunicato - apre oggi a un’evoluzione anche del nostro sistema produttivo che, se sostenuto e accompagnato in maniera sussidiaria, può creare ancora più occupazione e valore per il Sistema Paese”.

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Giovedì, 03 Giugno 2021 07:20

UNA CENA TRA AMICI

Quest'anno trascorreremo a casa di amici palermitani l'Immacolata Concezione. Ci faranno compagnia una decina di parenti e “qualcosa da mettere sotto i denti”. A Palermo, si sa, in questo periodo (e non solo) lo sport preferito di chiunque è trascinare il proprio duodeno verso limiti di sopportazione semplicemente inimmaginabili. E, ovviamente, anche le prostate malandate dei più subiscono un'attività anomala, inondate da ettolitri di vino bianco, giallo, rosso e blu.

Entro di soppiatto nella cucina dei miei amici e mi si appalesa subito, algida e imponente, un'antica pentola di dimensioni ciclopiche, la cui superficie copre quasi tutto il piano cottura.
Titubante e circospetto mi avvicino per scoprire cosa mai si nasconda sotto il coperchio, martoriato da troppe battaglie.
Immediatamente, vengo investito da un'ondata di profumo che mi stordisce, annichilisce le mie papille gustative e guida le mie dita alla ricerca di un tozzo di pane da intingere con bramosia nel sugo di maiale che sobbolle lento e rassegnato, a 5 cm da me.
La mia amica, proprietaria di casa nonché della pentola e del sugo, mi blocca con un pugno nei reni. “È ancora presto! Deve cuocere perlomeno altre tre ore!” mi dice. Io, che sono notoriamente una persona gentile, non la prendo a calci e pugni. Non reagisco. Sono un signore, io!
Per il giorno seguente, comunque, dovrebbe esser pronto, mi dicono. E, forse, mi sarà concesso fare la scarpetta con 2 o 3 filoni di pane raffermo e non.
Alla pentola, per essere totalmente felice, mancano tuttavia ancora 4-5 kg di maccheroni caserecci da cuocervi dentro con delicatezza.
“Basteranno?” si chiede tra sé e sé la mia amica.

Ella mi confessa che in quel sugo stanno crogiolandosi anche 8 kg di carne di maiale, ucciso precedentemente dal marito, presumo. Lui è un medico conosciuto. Non mi picchia mai, ed essendo buono di cuore, evinco quindi che prima di infilare il suino nella pentola lo abbia dapprima stordito con una puntura delle sue e successivamente tagliato a piccoli pezzi col suo bisturi preferito, quello che tiene nel taschino, accanto al sigaro. Ma non è tutto. Vengo a sapere, dalle solite voci di corridoio, che anche diversi kg di patate e ben 30 uova di gallina (viva, ma non la stessa) stanno annegando in quel sugo col povero maiale, le cui costine fanno a gomitate con salsicce e altre amenità tra il concentrato di pomodoro e la passata. Il tutto, per spegnere l'inestinguibile appetito di una quindicina di palermitani e del sottoscritto, unico straniero tra tanti. In quanto “milanisi” appartengo, infatti, a un'altra razza.
La mia adorata fidanzata, da sempre, si nutre invece quasi esclusivamente di odori e aromi: a tavola ci guarda ogni volta con commiserazione e un pizzico di malcelato disgusto.
La domanda che continua a serpeggiare nell'aria, persino tra i vicini di casa e nei condomini adiacenti, è una sola: “basteranno 5 kg di pasta?”
Per fortuna, a spegnere ogni dubbio ci pensano i parenti. Hanno portato, in via cautelativa, alcuni kg di dolci, diverse torte fatte in casa, vino, “pane bbuono” e altre cibarie non avariate che sfamerebbero tranquillamente un battaglione di bersaglieri e i loro parenti di primo, secondo e terzo grado.

Sì, forse riusciremo a saziarci e la Madonna da lassù, sorriderà con noi.
Al di là di ogni teoria di fisica quantistica e non, quando quindici palermitani si siedono a tavola, il cibo pare evaporare, risucchiato chissà in quale dimensione, da oscure presenze. Un buco nero ricolmo di succhi gastrici fenomenali.
Io, con la modestia che mi contraddistingue, porto a termine il mio compito: ingoio il mio kg di pasta al sugo, mezza dozzina di pasticcini, una fettina di torta, mezza pagnotta e riesco incredibilmente a non macchiarmi. Mi accorgo troppo tardi che poco più in là ci sono due salami al pistacchio lunghi un metro... Memorizzo il luogo e chiedo incredulo al mio amico come mai essi, i salami, non siano sulla tavola. Egli non se ne capacita e si scusa.

Intorno a me, tutti mangiano qualunque cosa. C'è chi azzanna perfino la mano del vicino e si ferma soltanto quando lo sente urlare. Nessuno si ferma. Ognuno conduce la propria battaglia personale contro l'altro a chi mangia di più. Di colpo, verso le 15.30, tutto finisce. Iniziano, sommesse, le prime eruttazioni.
Dopo l'allegro bagordo, il mio amico (il dottore che uccide i maiali), ha l'occhio vitreo. Il suo sguardo, solitamente vispo e intelligente, ha lasciato il posto a un'espressione assente, quasi allucinata. Si acciottola sul divano e di colpo perde i sensi e si addormenta, tra il poderoso frastuono di chi ancora cerca di ingoiare qualcosa, con agire famelico e disinvolto. Io chiacchiero di politica col nipote del mio amico e sento il ventre urlare e chiedere pietà. Mi distraggo un minuto e mi accorgo che il corpo del mio amico non giace più sul divano. Qualche parente, evidentemente, ne ha spostato il cadavere altrove, per non turbare i presenti. Invece il dottore è ancora vivo! Riappare dopo una buona mezz'oretta, vispo come sempre e apparentemente ancora in possesso delle sue facoltà mentali. L'infame è andato a dormire, lasciandomi a combattere da solo contro tutte le tentazioni della carne (di porco morto).
Inizia l'atteso e celeberrimo poker a farfalla. Io e il ristorato seguace di Ippocrate ci mettiamo in società. Vinciamo senza pietà quasi tutto quel che c'è da vincere e infine ci spartiamo il bottino: 2 euri a testa!

Lui è quello bravo a giocare, io quello fortunato e che osa osare l'impossibile. Siamo una coppia imbattibile. Di tanto in tanto, ci rifocilliamo con grappe, amari, cassate, pandori (non in ordine alfabetico, però. Come capita capita). Ma questo agire sconsiderato scatena all'interno di me medesimo una terribile lotta per la sopravvivenza. Percepisco nitidamente il mio duodeno arrotolarsi dietro il fegato e le uova e il maiale si dimenano quasi a voler uscire in fretta e furia dal mio esausto esofago. Per fortuna, mi dico, sono a casa di un medico. Lui mi salverà!
Gli chiedo lumi ed egli, generosamente, mi regala ben 4 Maalox. Non ha altro...
Un'amara riflessione mi attraversa l'anima: io rischio di esalare l'ultimo respiro a causa di un'indigestione e del porco (che lui ha ucciso) e in casa, lui medico, non ha altro che 4 misere pastigliette di Maalox? È inconcepibile! Mi riprometto, il mattino seguente, di farlo radiare dall'ordine dei medici digestologi. Ippocrate e il ministro della salute ne saranno felici.
Quatta quatta, nel frattempo, si avvicina la notte, aqquattata in un silenzio irreale, cosa rara al quartiere Brancaccio. Ognuno trascina se stesso verso la propria stanza. Ho già ingoiato due Maalox, ma dal buio riemerge l'ombra del mio amico. È ricurvo e avanza a zig zag. Mi chiede, quasi supplicandomi, se ho un Maalox da dargli.

Ma come? Da quando in qua si chiede indietro un regalo o parte di esso? È veramente paradossale. Il mio amico, però, ha lo sguardo sofferente. Anche dentro di lui, salsicce e costine e cassate lottano ferocemente e non mi sento di negargli una delle mie Maalox. In fondo sono a casa sua. È sua la carta igienica, suo il letto ed anche le Maalox erano sue.
Gliene allungo una, ritirando subito la mano. L'ultima potrebbe essere quella in grado di salvarmi la vita. Saluto in fretta il mio amico e mi chiudo nella mia stanza. Nascondo nella mutanda bianca a costine l'ultimo Maalox poiché, nottetempo, il mio amico potrebbe tentare di sottrarmi l'adorata pastiglietta, che non è neppure azzurra, ma bianca come la neve che cade senza fare rumore un po' qui e un po' lì. All'interno della mia mutanda lui, il dottore che uccide e mangia maiali, non la troverà e soprattutto non la cercherà mai! Posso finalmente addormentarmi felice. Domani è un altro giorno, diceva qualcuno. Sì, vero. E io devo assaggiare il salame al pistacchio, prima che qualcuno lo faccia sparire chissà dove.
Ma la domanda adesso è una sola: basteranno due salami lunghi un metro per 4 persone? Lo scopriremo solo vivendo.

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Giovedì, 03 Giugno 2021 07:14

Lettera familiare della Casa sul Pozzo 75

Care amiche ed amici,
raccogliamo il mese di maggio che è stato intenso per molti aspetti.
Oggi, il martirologio di Bose ha comunicato la memoria di Mat' Marija Skobcova (1891-1945) monaca e martire. Muore il 31 marzo 1945 a Ravensbrück, in un campo di sterminio nazista, Elizaveta Jur'evna Pilenko, meglio nota con il nome monastico di Mat' Marija.

Elizaveta nacque a Riga, in Lettonia, nel 1891. Trasferitasi a Pietroburgo, ai tempi del liceo e dei primi anni dell'università fu protagonista del vivace dibattito intellettuale e politico che caratterizzava la Russia di inizio Novecento. Compagna di scuola di Marina Cvetaeva, anche Elizaveta amava la poesia. In cerca di qualcosa che potesse soddisfare la sua ricerca di giustizia, si aggregò ai primi rivoluzionari.
Dopo aver sposato in seconde nozze un ufficiale dell'Armata Bianca, Elizaveta emigrò con lui a Parigi nel 1923. Qui ebbe contatti con i maggiori esponenti dell'ortodossia russa in esilio (Bulgakov, Florovskij, e soprattutto Berdjaev, Fedotov e il metropolita Evlogij). Attraversata una profonda crisi spirituale, Elizaveta chiese e ottenne il divorzio, con il consenso della chiesa ortodossa, ed emise i voti monastici nel 1932 nelle mani di Evlogij.

La monaca Mat' Marija - il nome con cui diverrà celebre nella diaspora ortodossa - fondò in quegli anni a Parigi un monastero sui generis, dedito all'accoglienza dei più poveri, provenienti soprattutto dalle file dei numerosi emigrati russi nella capitale francese.
Arrestata nel 1943 per l'aiuto che più volte aveva dato all'espatrio di bambini ebrei, Mat' Marija morì nella camera a gas del campo di Ravensbrück, prendendo il posto di una compagna di prigionia. Mat' Marija narrava così anche con il suo ultimo gesto una vita totalmente donata, senza riserve, a tutti coloro che aveva incontrato.
Dal suo Diario riporto un testo che abbiamo utilizzato in quest’ultimo tempo:

Ci sono due modi di vivere:
camminare sulla terra ferma
facendo solo ciò che è giusto e rispettabile,
e così misurare, soppesare, prevedere.
Ma si può anche camminare sulle acque.
E allora non si può più misurare e prevedere
ma bisogna solo credere incessantemente.
Un istante di incredulità e s'incomincia ad affondare.
(Mat' Marija, Diario del 31 agosto 1934)

Questo mese di maggio ci ha misurato sulla terra e sulle acque; abbiamo deciso di camminare con la casa aperta sempre malgrado le difficoltà. La casa ha accolto (ad eccezione di una settimana) la presenza degli adolescenti, A volte costretti per legge solo a 4 di numero; lo scorso venerdì erano in 27 al pranzo. Cosa ci ha spinto a questa apertura? Rimanere un piccolo punto accessibile agli adolescenti e a quanti avevano bisogno di uno spazio e delle persone.

Alcune informazioni su quanto è stato vissuto.
Abbiamo attivato i quattro mercoledì mattina dedicati ai giovani che frequentano il Cpia per la lingua italiana e la preparazione all’esame di terza media. Hanno partecipato 16/17 provenienti
Dal Senegal, dalla Costa d’Avorio, Burkina Faso e Gambia.
Abbiamo lavorato sul tema del viaggio: da dove sono partito, quale e come è stato il viaggio, dove sono arrivato, quale futuro ho davanti.
È stata un’esperienza interessante e riporto qualche informazione:
Nel loro Paese tutti i giovani hanno risposto che al mattino frequentavano la scuola (due di essi quella coranica). Nel pomeriggio stavano in compagnia degli amici, soprattutto per giocare a calcio. Circa la metà dei giovani ha affermato che davano un aiuto in casa.
Sei giovani sono arrivati nel nostro Paese tra il febbraio e l’ottobre 2019; cinque tra il luglio e il dicembre 2020; uno nel luglio 2018.
Quasi tutti sono giunti in Italia in aereo, uno è arrivato in barcone, con molte peripezie.

Gli stati d’animo prevalenti: tristezza per l’allontanamento dai familiari e gioia di arrivare in Italia dove la maggior parte di loro si è ricongiunta a un familiare (in prevalenza il padre, spesso convivente con una moglie diversa dalla madre). La parola speranza è sulle loro labbra, con minore sottolineatura del termine ansia. Cosa ti manca del tuo Paese ora che sei in Italia?
La maggior parte delle scelte si è catalizzata attorno ad alcune risposte, nell’ ordine: I familiari, i parenti, gli amici, i cibi, la scuola. Altri elementi indicati con minor frequenza: la casa, la propria città, le feste musulmane, il mare, il clima caldo, la musica, il gioco del calcio, la cultura, gli animali, i mercati.

Ho voluto passarvi queste notizie che dicono anche il clima vissuto alla Casa in questo mese: clima di possibile normalità dentro una logica di paura. Sono andate aumentando le presenze che si sono realizzate dal martedì al venerdì.
Abbiamo lavorato a progettare e lanciare l’esperienza dei mesi giugno/luglio nell’accompagnamento di dieci/dodici adolescenti per due settimane. Interessante il movimento proposto: permanenza nella casa di Introzzo, cammino in montagna, spazi laboratoriali con Desideria Guicciardini, Carlo Limonta, Chiara Pagano, Ruggero Meles, Usama El Santawy, Carlo Panizza e Renata Menaballi.

Importante nel mese le esperienze vissute attorno alla rielaborazione del Ramadan e apertura al progetto personale.
Intensa la preghiera nella moschea con una condivisione di una cena nella rottura del digiuno in un clima di reciprocità pieno di grazia.
Una domanda sempre più insistente è attorno al progetto personale e al rischio del cambiamento nel quale le loro vite si devono misurare, in rapporto al nucleo familiare, al mondo di origine nel quale hanno vissuto i primi anni di vita, al nuovo che affascina e spaventa. Come fare una mappa personale che li aiuti?

Abbiamo partecipato alla presentazione del libro Io non sono nessuno scritto da tre giornalisti lecchesi sulla testimonianza del lecchese Pietro Nava di fronte all’uccisione del giudice Livatino.
Serata on line su Papa Francesco con Europa me genuit.
Alla Casa incontro del gruppo referente per l’immigrazione accompagnato da don Marco Bassani, con il Vicario diocesano don Mario Antonelli.
Romano Losa e Ida hanno festeggiato 60 anni di matrimonio il 29/30 maggio.
Da Orio al Serio è partito per l’Egitto il nostro giovane Ramy Bayoumy per rinnovo documenti.

Alcuni impegni nel mese di giugno:

Cambioarmadio .
7 giugno alle 21 serata on line su E’ tempo di ri-partire da fratelli: Una rete di resistenza silenziosa
L’11 giugno festa per la chiusura Crossing
Dal 22 giugno al 2 luglio e dal 6 luglio al 16 luglio: Camminare per costruire una mappa personale
12 giugno festa del Cuore di Maria
24 giugno incontro con il Cpia per la verifica e progettazione del prossimo anno.
5, 12, 19, 26 ore 09 Lettura della Parola della domenica seguente (rito ambrosiano).
Un augurio di tempo pieno per la salute e per l’armonia tra tutti.

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Giovedì, 03 Giugno 2021 07:06

PROLUNGATA L'ATTIVITA' DEL CENTRO VACCINALE: CHIUDERA', COME AVEVAMO ANTICIPATO IN ANTEPRIMA ASSOLUTA, L'11 LUGLIO

Così come concordato si è provveduto, da parte dei vari Enti, a trovare una possibile soluzione per la prosecuzione dell'attiva del Centro Vaccinale in Valsassina, essendo già programmata al 30 giugno prossimo la chiusura di quello attualmente ospitato nelle strutture della Comunità Montana.

Considerata l’attuale situazione della campagna vaccinale e valutate le varie soluzioni disponibili, si è convenuto che la scelta migliore fosse quella di mantenere il Centro Vaccinale dove già allestito prorogando di alcuni giorni l’attività e proponendo ai cittadini della Valsassina la priorità nella scelta di questo centro.

Il Centro Vaccinale allestito presso la Comunità Montana rimarrà quindi aperto fino a domenica 11 luglio grazie alla disponibilità della Comunità Montana e della Direzione della Sagra delle Sagre.

Inoltre sarà il centro proposto come scelta prioritaria alle prenotazioni che saranno effettuate da parte dei residenti nei Comuni della Valsassina, così da offrire alla maggior parte dei cittadini l’opportunità di vaccinarsi vicino a casa.

Il Presidente del Distretto Guido Agostoni e il Presidente della Comunità Montana Fabio Canepari ringraziano i Direttori di ATS Silvano Casazza e della ASST Paolo Favini per aver sostenuto, la scorsa primavera, l’attivazione del Polo Vaccinale in Valsassina e per essersi adoperati in questa circostanza per garantire il servizio migliore possibile.

Si ringrazia inoltre il sindaco di Barzio che aveva immediatamente assicurato la disponibilità del Palazzetto dello Sport per il proseguimento dell’attività vaccinale.

L’auspicio è che i cittadini valsassinesi che ancora non si sono vaccinati, sappiano cogliere l’opportunità loro offerta e prenotino dal momento dell’apertura degli appuntamenti, prevista per il 2 giugno alle ore 23.00, così da poter usufruire della priorità data ai loro comuni nella scelta del centro di Barzio.

Un ringraziamento particolare a tutti gli Operatori Sanitari impegnati e ai Volontari della Protezione Civile cui è chiesto questo ulteriore impegno.

Si raccomanda infine ai Sindaci di promuovere le iniziative ritenute più opportune per favorire l’adesione del maggior numero di cittadini a questa ulteriore possibilità di vaccinazione.

 

Barzio, 2 giugno 2021

Il Presidente

Fabio Canepari

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