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Valbiandino.net : notizie dalla Valsassina e non solo...

Martedì, 13 Luglio 2021 17:58

LA LOTTERIA DELLA SAGRA ASSEGNATA AL COE IN PARTENARIATO CON IL DECANATO DI PRIMALUNA ED IL CIRCOLO LAUDATO SI

Si chiama "Cittadinanza attiva: un viaggio in 365 giorni" il progetto presentato dal Centro Orientamento Educativo di Barzio in qualità di capofila di un partenariato con il Decanato di Primaluna ed il circolo Laudato sì (sempre di Barzio) che beneficerà dei fondi raccolti dalla tradizionale sottoscrizione a premi abbinata all'edizione 2021 della Sagra delle Sagre.

Lo ha deliberato nei giorni scorsi il Direttivo della Comunità Montana (in accordo con la Ceresa srl, società che organizza la manifestazione) ritenendo la proposta "meritevole di accoglimento in considerazione dell'ampio respiro del progetto, che coinvolge attivamente oratori, scuole e cittadinanza con la finalità di promuovere un percorso di educazione, con particolare attenzione rivolta all'ambiente e alle persone che lo abitano, per formare cittadini impegnati nella realtà locale e capaci di uno sguardo rivolto al futuro e sensibile all'impegno di costruire comunità coese e resilienti".

Sarà quindi il "sociale" nei suoi vari aspetti il tema di una raccolta fondi che negli anni ha consentito la realizzazione di progetti, l'acquisto di ambulanze, la ristrutturazione di edifici, il sostegno a numerose associazioni.

Presto sarà diffuso anche l'elenco dei premi (come di consueto molto prestigiosi) e verrà avviata la vendita dei biglietti.

La 56^ Sagra delle Sagre, lo ricordiamo, verrà inaugurata sabato 7 agosto e si concluderà lunedì 16 agosto.

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Martedì, 13 Luglio 2021 17:43

DA DOMANI ENTRA IN FUNZIONE LA GUARDIA MEDICA ESTIVA

L'estate che entra nel vivo e migliaia di turisti che invadono pacificamente la nostra Valle riempiendo le loro seconde case necessita di una implementazione dei servizi offerti. Ed uno di questi, importantissimo (se non il più importante soprattutto con riferimento ad alcune fasce di età) è la guardia medica che prenderà il via domani, 14 luglio.

Qui sotto pubblichiamo la locandina dell'ATS della Brianza con i comuni interessati e gli orari. Attenzione però: l'accesso sarà possibile solo su appuntamento!

 

guardia medica

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Martedì, 13 Luglio 2021 14:04

AUTOBUS IN FIAMME NELLA GALLERIA FIUMELATTE: L'AUTISTA SALVA 25 RAGAZZINI

Autobus in fiamme nella galleria Fiumelatte questa mattina e tragedia sfiorata grazie alla prontezza di riflessi dell'autista che ha fatto scendere in tempo i 25 ragazzini partiti da un oratorio di Lipomo per andare in campeggio in Valtellina
Il bus si trovava all’interno della galleria Fiumelatte, all’altezza di Varenna/Perledo, quando si sono sviluppate le fiamme.

La Statale 36, conseguentemente,  è stata chiusa questa mattina da Abbadia a Bellano per consentire le operazioni di soccorso con pesanti conseguenze su tutta la viabilità del lago.

Il traffico e` stato deviato agli svincoli di Abbadia e Bellano. Si segnalano lunghe code sulla Statale 36 e anche sulla strada provinciale 72 tra Abbadia e Bellano. Particolarmente congestionato lo svincolo di Bellano e la provinciale tra Bellano e la Valsassina per via dei mezzi pesanti che si incrociato tra gli stretti tornanti.

La circolazione e` faticosamente ripresa dopo mezzogiorno.

Ma la cosa più importante, ovviamente, è che tutti gli occupanti dell'autobus si siano messi in salvo.

(Immagine dal  video dei pompieri lecchesi nell'inferno di fuoco).

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Martedì, 13 Luglio 2021 13:37

LA VERSIONE DI BARNEY di Mordecai Richler

in Cultura

In fondo sapevo
che non si può
andare al di là
perché non c’é

J. Cortàzar, “Il gioco del mondo”

“Non so raccontare una storia senza distorcerla. Per dirla tutta sono un contaballe nato.” L’autoritratto sinteticissimo prodotto da Mordecai Richler (1931 - 2001) nel suo romanzo più famoso, è di una sincerità disarmante. Lo si capisce bene scorrendo le irresistibili pagine di “La versione di Barney”, una vera e propria autobiografia sempre negata come tale dall’ebreo di Montreal che ha cercato, (invano occorre dirlo) di rimuovere l’indelebile e inconfondibile pelle ebraica che i genitori gli avevano cucito addosso iscrivendolo anche a una scuola talmudica. Ma il ragazzino terribile non era fatto di carta assorbente e, dopo la separazione dei genitori, si avvicinò con grande precocità all’ateismo e al “politically incorrect.” Ma il substrato yddish è inamovibile.

Lo si avverte immediatamente, fin dalle prime pagine del capolavoro di Richler lungo le cui forsennate digressioni, sparate a raffiche ravvicinate sul lettore, l’”ebraicità” personale, ambientale, culturale, artistica emerge scintillante come la prosa corrosiva con la quale R. descrive il mondo di Barney Panofsky, l’universo profondamente ortodosso del “vecchio quartiere ebraico e operaio di Montreal in cui sono cresciuto”. Dal quale avrà inizio la vera e propria fuga del diciannovenne Richler - Panofsky, verso un’europeissima Parigi, crogiolo bohémien negli Anni 50 et ultra, di nuovi pensieri, ardite costruzioni intellettuali, avventure artistiche, arrembanti e marxisteggianti visioni del mondo. Un intento platealmente iconoclasta serpeggia fra le spire dell’umorismo caustico della “Versione”.

Perché “I grandi scrittori descrivono anche le azioni più basse degli uomini, non solo quelle virtuose.” Allora giù botte. Hemingway diventa uno spaccone che “improvvisò le sue memorie della Grande Guerra a tavolino.” Il bersaglio di Barney è ovviamente, “Addio alle armi”, uno dei più celebrati romanzi dello scrittore americano. Contemporaneamente Lewis Carrol assume i contorni di un individuo cui non “avreste affidato volentieri per una sera vostra figlia decenne.” E “Se Simenon si è davvero scopato diecimila donne mi mangio la paglietta.” Insomma, fra un dérapage e l’altro, Richler si mette davanti allo specchio e dipana la matassa splendidamente aggrovigliata delle avventure internazionali di Barney, nella quale Cortàzar non farebbe certamente fatica a riconoscere quel “gioco del mondo” che lo ha reso famoso. E che, spiega Cortàzar, esattamente come fa Barney, incita il lettore “a spezzare le nozioni abituali di tempo e spazio”. Ma lo stile espressivo di Mordecai – Barney è ben diverso perché intriso in divagazioni irresistibili e apparentemente inutili; in realtà essenziali alla comprensione, più che del testo, dell’autore. Barney si difende dall’accusa di aver ucciso il suo migliore amico che ha sorpreso a letto con la sua seconda moglie. E un tribunale lo assolverà.

Ma solo per insufficienza di prove. E per il resto della vita, lo scrittore sceneggiatore, regista e produttore di “c movie” e squallidi promo televisivi sarà perseguitato dal dubbio degli altri che in qualche modo sospettano si sia trattato di una sentenza troppo generosa. Il lettore però fatica a credere alla colpevolezza di Panofsky. In realtà forse qualche dubbio permane nonostante l’immersione totale nella prosa pirotecnica di Richler sostenuta da esplosioni incessanti di “a parte”. Assistiamo così a un incalzante tric e trac di personaggi ambiguamente realistici scolpiti illuminati da battute folgoranti; a un ininterrotto fuoco di fila di citazioni, lampi autobiografici, siparietti che suscitano risate a scena aperta. Umorismo “kosher” insomma, se ci si passa la metafora gastronomica. Insomma con la “Versione” ci troviamo nei pressi della cinematografia dei fratelli Cohen; solo meno noir. E Woody Allen osserva divertito le peripezie del Nostro. Il riferimento più calzante però non può che guardare al Philip Roth del “Lamento di Portnoy”. Sarà un caso ma sono tutti autori ebrei. Anche se Barney non si sdraia sul divano dell’analista come il sessuomane e antifemminista Portnoy. Tutt’altro, visto che si assiste ad un continuo viaggiare, a spostamenti incessanti.

A un compulsivo ondivagare fra il “dentro” autobiograficamente analitico e il “fuori” dettato da pulsioni oniricamente creative. Sì, Barney sogna spesso, fra un sigaro (Davidoff o Montecristo) e una (molto più di una) bottiglia di whisky (meglio se Macallan single malt; ma anche Laphroaig va bene). Però grazie ad una improvvisa lacerazione del tessuto narrativo, il divano - confessionale di cui sopra si materializza occupando l’intero boccascena. Ma non è il triclinio di uno strizzacervelli bensì un quadrupedale proscenio di cospicui e pruriginosi tête-à-tête oniricamente significativi che hanno come coprotagonista miss Ogilvy, un’insegnante alla quale Barney Panofsky dedica da sempre gratificanti, ancorché impuri, pensieri.

La storia di Panofsky si snoda così per 489 irresistibili pagine, innumerevoli divagazioni, fulminei colpi di barra, centinaia di renversée, tonnellate di stimolanti touch and go fra cui un’assolutamente e giocosamente blasfema “versione” del sacrificio di Isacco.
Richler ha inserito nel testo il prodotto di una macchina del tempo perfettamente randomizzata: avanti e indietro negli anni e nei decenni come per caso. Ma in “questo caso” l’autore produce un ordinatissimo anagramma e il caos è previsto e voluto. Barney vive ed agisce in un tempo lacerato, segmentato, dalle sincopi improvvise che frantumano il continuum narrativo con incessanti e analgesiche provocazioni. Nelle prime pagine, Barney confessa programmaticamente: “Sto divagando. Lo so, lo so benissimo. Ma questa è la mia storia ed è anche l’unica che ho, quindi se non vi dispiace vorrei raccontarla a modo mio.” Fortunatamente, l’ha davvero fatto.
“La versione di Barney”, pagg. 490; Adelphi, 2001.

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Martedì, 13 Luglio 2021 11:28

DALLA REGIONE 330.000 EURO PER IL PARCO MINERARIO DI CORTABBIO

Miniere dismesse, circa 2 milioni per mettere in sicurezza e valorizzare 8 siti. La Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’assessore all’Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo, ha approvato l’ammissione al finanziamento per 1.860.000 euro complessivi. Si propongono di valorizzare il patrimonio minerario dismesso, definendo risorse e modalità di attuazione grazie agli stanziamenti messi a disposizione della legge regionale 9 del 2020.
In generale si tratta di opere per la messa in sicurezza e l’accessibilità e la fruibilità delle aree oggetto di precedenti attività minerarie e per iniziative di promozione in quanto aree d’interesse fruitivo e a scopo didattico-scientifico.

In Lombardia – dice l’assessore Cattaneo – sono presenti diverse miniere dismesse visitabili, che rappresentano un patrimonio culturale e storico che va salvaguardato. Con questo finanziamento vogliamo valorizzare questi luoghi, che sono una testimonianza dell’economia della nostra regione. I progetti finanziati potranno dare un impulso di rilancio al territorio, anche a scopo turistico e di salvaguardia dell’ambiente”.

Miniere dismesse 2 milioni circa: il finanziamento è stato attribuito agli interventi con progettazione sviluppata almeno a livello definitivo riferita a luoghi già autorizzati ai sensi del Regolamento regionale del marzo 2015. Tra di essi, la priorità è stata attribuita ai progetti di messa in sicurezza e a quelli che presentano una maggiore percentuale di cofinanziamento.

Elenco delle miniere e dei progetti finanziati, coi relativi importi

Di seguito la descrizione dei progetti finanziati provincia per provincia suddivisi per denominazione miniera, indicazione del territorio comunale e importo ricevuto:

Bergamo:

  • ‘Costa Jels’, nel comune di Gorno (Bg): 297.000 euro potenziare i livelli di sicurezza e di accessibilità del sito, sia all’aperto che in sotterranea, e aumento delle potenzialità di utilizzo e fruizione dello stesso; nel primo lotto dei lavori sarà messa in sicurezza la miniera e successivamente verrà valorizzato l’Ecomuseo di via Madonna e arredata l’area didattica del sito minerario;
  • in località Ronchellini, nel comune di Oneta (Bg): 150.000 euro per il recupero e la messa in sicurezza dell’edificio di pertinenza mineraria e la valorizzazione del patrimonio a fini turistici, culturali, sociali e di ricerca;
  • ‘Paglio/Pignolino’, nel comune di Dossena (Bg): 320.000 euro per potenziare i livelli di sicurezza e di accesso dei siti e per aumentare le potenzialità di utilizzazione e fruizione degli stessi;

Brescia:

  • ‘San Aloisio’, nel comune di Collio (Bs): 109.000 euro per il recupero e messa in sicurezza del tracciato ferroviario, che dalla miniera si collega alla parte bassa del centro abitato;
  • ‘Marzoli’, nel comune di Pezzaze (Bs): 205.000 euro per potenziare i livelli di sicurezza e di accessibilità dei siti. Così da aumentare le potenzialità di utilizzazione e fruizione degli stessi;

Lecco:

  • ‘Anna e Ribasso Umberto’ della comunità Lario Orientale – Valle San Martino (Lc): 283.900 euro per migliorare le condizioni di sicurezza. Oltre alla fornitura delle strumentazioni per il monitoraggio dell’ammasso roccioso;
  • ‘Parco minerario Cortabbio’, nel comune di Primaluna (Lc): 330.000 euro per la messa in sicurezza del vuoto minerario nella miniera ‘Ribasso’ e del tratto iniziale della miniera ‘Vittoria’;

Sondrio:

  • ‘Bagnada’, nel comune di Lanzada (So): 145.200 euro per la messa in sicurezza della miniera. E della sistemazione del sentiero di accesso all’ingresso e della casetta dei minatori.

Progetto di promozione e valorizzazione del patrimonio dismesso

Regione Lombardia sta sviluppando inoltre un primo progetto di promozione e valorizzazione delle miniere lombarde non più in attività e che già oggi sono visitabili. In seguito all’approvazione del Programma regionale per il recupero e valorizzazione del patrimonio minerario dismesso. Col supporto della Fondazione Lombardia per l’ambiente (Fla) e di Explora spa, la società regionale dedicata alla promozione del turismo e della attrattività.

Regione con Fla ha redatto il censimento tecnico-scientifico delle miniere visitabili, così come di quelle per le quali sono in corso i progetti di valorizzatone. Explora, con il supporto dei gestori, ha individuato a sua volta le necessità di ciascun sito minerari. Con l’obiettivo di fornire supporto nelle azioni di comunicazione e promozione attraverso la raccolta e il coordinamento di informazioni e materiali.

Miniere dismesse 2 milioni: il favoloso mondo sotterraneo

Contenuti e immagini relativi al ‘Favoloso mondo sotterraneo‘ sono disponibili sul portale turistico www.in-lombardia.it.

Si tratta di schede che mostrano e descrivono l’ambiente delle miniere, le loro caratteristiche e la storia: anche quella dei minatori. Fino ad arrivare ai segreti che racchiudono, alle tecniche e alle attrezzature utilizzate nei siti minerari già da oggi visitabili. In diversi di essi l’attività mineraria è avviata ai tempi dei romani e comunque dura da secoli.

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Martedì, 13 Luglio 2021 07:13

CORDOGLIO IN VALSASSINA PER LA MORTE DI DON GRAZIANO

Ha colpito tutti di sorpresa l`improvvisa scomparsa di Don Graziano Gianola , 47 anni, originario di Premana, caduto in una scarpata mentre stava accompagnando sul Monte Baldo un gruppo di ragazzi della Bovisa milanese.
Ricoverato con urgenza in elicottero all`Ospedale di Trento, nonostante le cure ma data la sua gravissima situazione, nel pomeriggio di ieri e` stato annunciato il suo decesso dalla sorella Rita sulla sua pagina Facebook, su cui sono state espresse moltissime condoglianze (" Una delle persone più innamorate di Gesù che abbia mai conosciuto… un dono per chiunque lo ha incontrato." scrive uno dei commentatori).

Lutto e costernazione da tutta la comunita` pastorale valsassinese, condoglianze dalla Redazione di Valbiandino.net.

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Martedì, 13 Luglio 2021 06:25

IL SALICE CHE PIACE ALLE CAPRE

Sembra un puntaspilli in piena azione. Invece è il fiore del salice. O, meglio, di una varietà di salice. Stiamo parlando del cosiddetto salicone la cui fioritura avviene nel tardo inverno. Utilizzato solo a scopi ornamentali, il salicone è comune anche in Valsassina nei pressi di fiumi e corsi d’acqua in genere. Viene anche chiamato “salice delle capre” che sembra se ne nutrano volentieri.

La mitologia greca narra che la capra Amaltea nutrì il piccolo Zeus nascosto dalla madre Rea, divinità del primordiale pantheon ellenico, in una caverna del monte Ida a Creta, dove i salici crescevano rigogliosi. In tal modo il piccolo, futuro capo degli dei Olimpi, evitò di essere divorato dal padre Crono che temeva di essere spodestato da uno dei suoi figli.

Il che, come tutti sanno, accadde e proprio ad opera di Zeus il quale costrinse anche il genitore teofago a rigurgitare tutti gli altri figli che aveva ingoiato. Un tempo il salice veniva genericamente chiamato vimen (vimine). Pare che proprio a causa della distesa di salici che popolava le sue pendici, il colle romano del Viminale (sede del ministero dell’Interno) abbia assunto questo nome.

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Martedì, 13 Luglio 2021 06:19

Odissea di Nikos Kazantzakis

in Cultura

RicordandoVi l'iniziativa di mercoledì 14 luglio, ore 18.00, nella quale - presso il giardino interno alla nostra libreria Parole nel tempo (Via Partigiani 19, Lecco) - la Prof.ssa Gilda Tentorio presenterà il volume di Nikos Kazantzakis, Odissea (Milano, Crocetti, 2020), vorremmo richiamare la Vostra attenzione su alcuni aspetti che caratterizzano questo libro importante.

Nikos Kazantzakis (1883-1957) è noto al pubblico italiano principalmente come romanziere: in particolare dai suoi due romanzi Zorba il greco e L’ultima tentazione sono stati rispettivamente tratti l'omonimo film (1964) diretto da Michael Cacoyannis magistralmente interpretato da Anthony Quinn e Irene Papas, e L'ultima tentazione di Cristo (1988), diretto da Martin Scorsese e interpretato da Willem Dafoe e Barbara Hershey.

Questo accresce i meriti della pubblicazione - nella traduzione italiana di Nicola Crocetti - del suo poema Odissea (uscito in Grecia nel 1938). Peraltro l’opera ha dimensioni inusuali, poiché, articolata come i poemi omerici in 24 canti, consta di ben 33.333 versi (decaeptasillabi, un metro inconsueto nella prosodia neogreca) per un totale – nell’edizione italiana – di quasi ottocento pagine.

E' una riscrittura geniale dell'ultimo tempo della vita di Ulisse, come quella operata da Dante (Inferno, canto XXVI) ma diversamente da Dante. A spingere l’eroe del XXVI Canto dell’ Inferno a riprendere il mare e a varcare i confini del mondo è “l’ardore/ ch’i’ ebbi a divenir del mondo esperto/ e delli vizi umani e del valore”. Tutto ciò non basta al personaggio di Kazantzakis che è mosso da un irrefrenabile impulso a lasciarsi alle spalle quanto è consueto e convenzionale (“borghese”), a tradire le aspettative riposte in un figlio, in un padre, in un marito. È un eroe amorale, “fedele” alla “santa infedeltà”, che celebra come “la virtù più fertile al mondo”.

Le sue peregrinazioni oltre i confini del mondo allora conosciuto, gli incontri con personaggi la cui stessa presenza travalica le frontiere del tempo, la morte enigmatica, rendono questo vasto poema una delle opere fondazionali della letteratura e più in generale della cultura del Novecento.

Siamo lieti che a presentarlo dopodomani sia la Prof.ssa Gilda Tentorio, che ha peraltro collaborato con Nicola Crocetti alla revisione del testo, accompagnata nella circostanza dalla lettura di Luca Radaelli del Teatro Invito. E' gradita la prenotazione, scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonando in libreria (0341/1763760).

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