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Sabato, 24 Luglio 2021 19:05

DUE SETTIMANE E SARA' SAGRA

Mancano due settimane all'inaugurazione della 56^ Sagra delle Sagre ed i lavori a Pratobuscante sono già in fase avanzata. Provenendo dalla ciclabile, infatti, è ben visibile ora la struttura di tendoni bianchi che ospiterà gli stand della manifestazione più importante della nostra Valle.

Inoltre, sul retro, si sta asfaltando e tutto sarà pronto per la fatidica data del 7 agosto.

Quest'anno vi saranno molte occasioni di intrattenimento in più rispetto al passato. Oltre agli spettacoli serali, infatti, sono previste varie iniziative organizzate in collaborazione con varie associazioni.

Il COE ha già iniziato a vendere i biglietti della sottoscrizione a premi tradizionalmente abbinata alla Sagra e che ha contribuito in tanti anni a sostenere numerose associazioni e iniziative sul territorio.

Permane il riserbo sull'inaugurazione ed anche su chi sarà assegnatario del Premio Sagra "Renato Corbetta" 2021.

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Sabato, 24 Luglio 2021 17:21

STRAZIANTE ADDIO A MARGHERITA

Come previsto , l`ultimo commosso addio alla piccola Margherita si e` svolto a Introbio in due locazioni diverse, per evitare assembramenti pericolosi in tempo di Covid, e cioe` uno presso Pra` Baster, dove si e` raccolta buona parte della popolazione introbiese, e uno presso la Chiesa di San Michele, dove si e` svolta la cerimonia trasmessa in diretta a Pra` Baster.

Alta la partecipazione e il sostegno di tutta la comunita` ai genitori Giuditta e Michele, che hanno diffuso un opuscolo su cui erano stampati gli ultimi due racconti a cui Margherita era molto affezionata, la storia di Abdallah e lo Specchio di Misurina.

"Non piangete per Margherita - hanno scritto i genitori nei manifesti funebri - lei sta ridendo, correndo e cantando.
Lei sta vivendo la Vita, quella vera, dove i sogni sono realta` e gioia.
Margherita non se n`e` andata, i suoi occhi curiosi continueranno a guardare i fiori e le stelle e insieme continueranno a scoprire il mondo.
Quando ci manchera` il suo sorriso , il suo profumo, lo troveremo nel sole d`estate, nel vento d`autunno, nel profilo innevato dei nostri monti. Margherita sara` nei nostri passi , ci sciogliera` dalle paure e ci sosterra` nel cammino del vita."

"L`avete amata e ci siete stati vicini in questi anni - dicono rivolgendosi agli introbiesi - sappiamo che ci siete anche adesso, ma ora noi abbiamo bisogno del silenzio. Lasciateci, per favore, il tempo del silenzio", concludono, ricordando cosi` le motivazioni di un funerale che avrebbe dovuto svolgersi in forma privata e invitando a dare sostegno alla ricerca Pro Rett.

"L`amore e` gioia" ha ricordato il Parroco nella sua omelia, "e Margherita sicuramente di gioia ne ha ricevuta e data tanta".
Il Parroco ha poi ricordato la parabola di Gesu` che cammina sulle acque: "sotto il mare c`e` l`ignoto, ma con la fede anche Pietro riusci` a camminare sulle acque chiamato da Gesu`"

Al termine del funerale si sono ascoltate alcune testimonianze di medici e operatori che hanno aiutato e curato Margherita per cercare di alleviare la sua malattia.

Diversi organi , con un gesto estremo di generosita` sono stati donati, tra cui gli occhi, che ora serviranno per far vedere qualche altro bambino, il feretro e` stato poi successivamente portato a Como per la cremazione.

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Sabato, 24 Luglio 2021 08:53

DOMANI E' LA GIORNATA DEI NONNI ISTITUITA DA PAPA FRANCESCO. IL MESSAGGIO DEL PONTEFICE

in Cultura

A partire da quest’anno, la quarta domenica di luglio, quindi in prossimità della festa dei Santi Gioacchino ed Anna, i nonni di Gesù, si terrà la Festa dei Nonni e degli Anziani, voluta da Papa Francesco. Riteniamo sia superfluo sottolineare l'importanza nella nostra società della presenza dei nonni, spesso unica sponda per tante famiglie. Ma, più in generale, dobbiamo sempre guardare con affetto ai nostri anziani che rappresentano la storia e che, soprattutto dalle nostre parti, ci aiutano a ricordare e conservare tradizioni senza le quali perderemmo di vista la nostra identità e i nostri valori. Abbiamo voluto riportare per intero il messaggio di Francesco, un messaggio di speranza e di un'attualità immensa. A noi ha colpito particlarmente la frase che dice: "dalla crisi in cui il mondo versa non usciremo uguali: usciremo migliori o peggiori", ma il testo è talmente ricco di riflessioni che, ne siamo certi, ciascuno saprà trarne profitto per la propria condizione. 

Cari nonni, care nonne!

“Io sono con te tutti i giorni” (cfr Mt 28,20) è la promessa che il Signore ha fatto ai discepoli prima di ascendere al cielo e che oggi ripete anche a te, caro nonno e cara nonna. A te. “Io sono con te tutti i giorni” sono anche le parole che da Vescovo di Roma e da anziano come te vorrei rivolgerti in occasione di questa prima Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani: tutta la Chiesa ti è vicina – diciamo meglio, ci è vicina –, si preoccupa di te, ti vuole bene e non vuole lasciarti solo!

So bene che questo messaggio ti raggiunge in un tempo difficile: la pandemia è stata una tempesta inaspettata e furiosa, una dura prova che si è abbattuta sulla vita di ciascuno, ma che a noi anziani ha riservato un trattamento speciale, un trattamento più duro. Moltissimi di noi si sono ammalati, e tanti se ne sono andati, o hanno visto spegnersi la vita dei propri sposi o dei propri cari, troppi sono stati costretti alla solitudine per un tempo lunghissimo, isolati.

Il Signore conosce ognuna delle nostre sofferenze di questo tempo. Egli è accanto a quanti vivono l’esperienza dolorosa di essere messi da parte; la nostra solitudine – resa più dura dalla pandemia – non gli è indifferente. Una tradizione narra che anche San Gioacchino, il nonno di Gesù, fu allontanato dalla sua comunità perché non aveva figli; la sua vita – come quella della sua sposa Anna – era considerata inutile. Ma il Signore gli mandò un angelo per consolarlo. Mentre egli, rattristato, rimaneva fuori dalle porte della città, gli apparve un inviato del Signore per dirgli: “Gioacchino, Gioacchino! Il Signore ha esaudito la tua insistente preghiera”. [1] Giotto, in un suo famoso affresco, [2] sembra collocare la scena di notte, una di quelle tante nottate insonni, popolate di ricordi, preoccupazioni e desideri alle quali molti di noi siamo abituati.

Ma anche quando tutto sembra buio, come in questi mesi di pandemia, il Signore continua ad inviare angeli a consolare la nostra solitudine e a ripeterci: “Io sono con te tutti i giorni”. Lo dice a te, lo dice  me, a tutti. È questo il senso di questa Giornata che ho voluto si celebrasse per la prima volta proprio in quest’anno, dopo un lungo isolamento e una ripresa della vita sociale ancora lenta: che ogni nonno, ogni anziano, ogni nonna, ogni anziana – specialmente chi tra di noi è più solo – riceva la visita di un angelo!

Alcune volte essi avranno il volto dei nostri nipoti, altre dei familiari, degli amici di sempre o di quelli che abbiamo conosciuto proprio in questo momento difficile. In questo periodo abbiamo imparato a comprendere quanto siano importanti per ognuno di noi gli abbracci e le visite, e come mi rattrista il fatto che in alcuni luoghi queste non siano ancora possibili!

Il Signore, però, ci invia i suoi messaggeri anche attraverso la Parola di Dio, che Egli mai fa mancare alla nostra vita. Leggiamo ogni giorno una pagina del Vangelo, preghiamo con i Salmi, leggiamo i Profeti! Rimarremo commossi della fedeltà del Signore. La Scrittura ci aiuterà anche a comprendere quello che il Signore chiede alla nostra vita oggi. Egli, infatti, manda gli operai nella sua vigna ad ogni ora del giorno (cfr Mt 20,1-16), in ogni stagione della vita. Io stesso posso testimoniare di aver ricevuto la chiamata a diventare Vescovo di Roma quando avevo raggiunto, per così dire, l’età della pensione e già immaginavo di non poter più fare molto di nuovo. Il Signore sempre è vicino a noi, sempre, con nuovi inviti, con nuove parole, con la sua consolazione, ma sempre è vicino a noi. Voi sapete che il Signore è eterno e non va mai in pensione, mai.

Nel Vangelo di Matteo, Gesù dice agli Apostoli: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato» (28,19-20). Queste parole sono rivolte anche a noi oggi e ci aiutano a comprendere meglio che la nostra vocazione è quella di custodire le radici, trasmettere la fede ai giovani e prendersi cura dei piccoli. Ascoltate bene: qual è la vocazione nostra oggi, alla nostra età? Custodire le radici, trasmettere la fede ai giovani e prendersi cura dei piccoli. Non dimenticate questo.

Non importa quanti anni hai, se lavori ancora oppure no, se sei rimasto solo o hai una famiglia, se sei diventato nonna o nonno da giovane o più in là con gli anni, se sei ancora autonomo o se hai bisogno di essere assistito, perché non esiste un’età per andare in pensione dal compito di annunciare il Vangelo, dal compito di trasmettere le tradizioni ai nipoti. C’è bisogno di mettersi in cammino e, soprattutto, di uscire da sé stessi per intraprendere qualcosa di nuovo.

C’è, dunque, una vocazione rinnovata anche per te in un momento cruciale della storia. Ti chiederai: ma come è possibile? Le mie energie vanno esaurendosi e non credo di poter fare molto. Come posso incominciare a comportarmi in maniera differente quando l’abitudine è divenuta la regola della mia esistenza? Come posso dedicarmi a chi è più povero quando ho già tanti pensieri per la mia famiglia? Come posso allargare il mio sguardo se non mi è nemmeno consentito uscire dalla residenza in cui vivo? La mia solitudine non è un macigno troppo pesante? Quanti di voi si fanno questa domanda: la mia solitudine non è un macigno troppo pesante? Gesù stesso si è sentito rivolgere una domanda di questo tipo da Nicodemo, il quale gli chiese: «Come può nascere un uomo quando è vecchio?» (Gv 3,4). Ciò può avvenire, risponde il Signore, aprendo il proprio cuore all’opera dello Spirito Santo che soffia dove vuole. Lo Spirito Santo, con quella libertà che ha, va dappertutto e fa quello che vuole.

Come ho più volte ripetuto, dalla crisi in cui il mondo versa non usciremo uguali: usciremo migliori o peggiori. E «voglia il Cielo che […] non sia stato l’ennesimo grave evento storico da cui non siamo stati capaci di imparare – siamo duri di testa noi! –. Che non ci dimentichiamo degli anziani morti per mancanza di respiratori […]. Che un così grande dolore non sia inutile, che facciamo un salto verso un nuovo modo di vivere e scopriamo una volta per tutte che abbiamo bisogno e siamo debitori gli uni degli altri, affinché l’umanità rinasca» (Enc. Fratelli tutti, 35). Nessuno si salva da solo. Debitori gli uni degli altri. Fratelli tutti.

In questa prospettiva, vorrei dirti che c’è bisogno di te per costruire, nella fraternità e nell’amicizia sociale, il mondo di domani: quello in cui vivremo – noi con i nostri figli e nipoti – quando la tempesta si sarà placata. Tutti «dobbiamo essere parte attiva nella riabilitazione e nel sostegno delle società ferite» (ibid., 77). Tra i diversi pilastri che dovranno sorreggere questa nuova costruzione ce ne sono tre che tu, meglio di altri, puoi aiutare a collocare. Tre pilastri: i sogni, la memoria e la preghiera. La vicinanza del Signore donerà la forza per intraprendere un nuovo cammino anche ai più fragili tra di noi, per le strade del sogno, della memoria e della preghiera.

Il profeta Gioele pronunciò una volta questa promessa: «I vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni» (3,1). Il futuro del mondo è in questa alleanza tra i giovani e gli anziani. Chi, se non i giovani, può prendere i sogni degli anziani e portarli avanti? Ma per questo è necessario continuare a sognare: nei nostri sogni di giustizia, di pace, di solidarietà risiede la possibilità che i nostri giovani abbiano nuove visioni, e si possa insieme costruire il futuro. È necessario che anche tu testimoni che è possibile uscire rinnovati da un’esperienza di prova. E sono sicuro che non sarà l’unica, perché nella tua vita ne avrai avute tante e sei riuscito a uscirne. Impara anche da quella esperienza a uscirne adesso.

I sogni sono, per questo, intrecciati con la memoria. Penso a quanto è preziosa quella dolorosa della guerra e a quanto da essa le nuove generazioni possono imparare sul valore della pace. E sei tu a trasmettere questo, che hai vissuto il dolore delle guerre. Ricordare è una vera e propria missione di ogni anziano: la memoria, e portare la memoria agli altri. Edith Bruck, che è sopravvissuta al dramma della Shoah, ha detto che «anche illuminare una sola coscienza vale la fatica e il dolore di tenere vivo il ricordo di quello che è stato – e continua –. Per me la memoria è vivere». [3] Penso anche ai miei nonni e a quanti di voi hanno dovuto emigrare e sanno quanto è faticoso lasciare la propria casa, come fanno ancora oggi in tanti alla ricerca di un futuro. Alcuni di loro, forse, li abbiamo accanto e si prendono cura di noi. Questa memoria può aiutare a costruire un mondo più umano, più accogliente. Ma senza la memoria non si può costruire; senza delle fondamenta tu mai costruirai una casa. Mai. E le fondamenta della vita sono la memoria.

Infine la preghiera. Come ha detto una volta il mio predecessore, Papa Benedetto, santo anziano che continua a pregare e a lavorare per la Chiesa, disse così: «La preghiera degli anziani può proteggere il mondo, aiutandolo forse in modo più incisivo che l’affannarsi di tanti». [4] Questo lo ha detto quasi alla fine del suo pontificato, nel 2012. È bello. La tua preghiera è una risorsa preziosissima: è un polmone di cui la Chiesa e il mondo non possono privarsi (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 262). Soprattutto in questo tempo così difficile per l’umanità, mentre stiamo attraversando, tutti sulla stessa barca, il mare tempestoso della pandemia, la tua intercessione per il mondo e per la Chiesa non è vana, ma indica a tutti la serena fiducia di un approdo.

Cara nonna, caro nonno, nel concludere questo mio messaggio, vorrei indicare anche a te l’esempio del Beato – e prossimamente santo – Charles de Foucauld. Egli visse come eremita in Algeria e in quel contesto periferico testimoniò «la sua aspirazione a sentire qualunque essere umano come un fratello» (Enc. Fratelli tutti, 287). La sua vicenda mostra come sia possibile, pur nella solitudine del proprio deserto, intercedere per i poveri di tutto il mondo e diventare davvero un fratello e una sorella universale.

Chiedo al Signore che, anche grazie al suo esempio, ciascuno di noi allarghi il suo cuore e lo renda sensibile alle sofferenze degli ultimi e capace di intercedere per loro. Che ciascuno di noi impari a ripetere a tutti, e in particolare ai più giovani, quelle parole di consolazione che oggi abbiamo sentito rivolte a noi: “Io sono con te tutti i giorni”. Avanti e coraggio! Che il Signore vi benedica.

Francesco

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Sabato, 24 Luglio 2021 08:10

LA TRUFFA DEL FINTO INCIDENTE E ALTRO

Sono sempre più gli anziani che denunciano e che non cadono nei raggiri dei truffatori. Questo anche grazie al vostro aiuto. D'estate i truffatori non vanno in vacanza. Una delle classiche #truffe è quella del finto #avvocato. Un signore dai modi gentili al telefono si presenta come un avvocato e avvisa l’anziano che un familiare, di solito un figlio o un nipote, è stato responsabile di un incidente e che ha necessità di ricevere del denaro per non avere problemi con la giustizia. È un complice a presentarsi dall'anziano per ritirare soldi e gioielli. Continuate a parlare con i vostri anziani e aiutateli a difendersi. Consultate altri stratagemmi ricorrenti al link https://www.poliziadistato.it/articolo/40151
#essercisempre #chiamatecisempre

Le truffe non vanno in quarantena e neanche in vacanza. I malintenzionati, infatti, non si fanno scrupoli e vanno sempre a caccia di qualcuno da raggirare, soprattutto le persone anziane. Ora ladri e truffatori hanno anche una scusa in più per tentare di entrare in casa: l’emergenza dovuta al Coronavirus.

Parlate con i vostri anziani, familiari o vicini di casa, e metteteli in guardia da possibili raggiri. Bastano pochi consigli per aiutarli a difendersi.

Negli ultimi mesi si sono, infatti, già verificati casi in cui finti operatori della Asl hanno tentano di contattare al telefono diverse persone, con la scusa di dover fare il tampone per verificare la presenza del coronavirus, e finti infermieri si sono presentati alla porta con la scusa di sanificare i soldi o per offrire farmaci o presidi medici.

Nel periodo estivo, poi, il pericolo delle truffe è maggiore a causa del parziale svuotamento delle città. Le persone della terza età sono quelle che rimangono più sole. Dobbiamo far sapere ai nostri nonni e genitori che non sono soli. La Polizia di Stato è sempre presente e quando si hanno dubbi sulle persone che si incontrano o che vogliono entrare in casa è bene telefonare al 113 o al Numero unico di emergenza 1 1 2.

Se qualcuno resta vittima di una truffa o di un furto è importante denunciare l’accaduto perché così si dà la possibilità alle Forze dell’ordine di svolgere indagini ed evitare che altri subiscano il raggiro.

Quindi è fondamentale rivolgersi sempre con fiducia alle Forze di polizia per segnalare atteggiamenti sospetti e per denunciare situazioni di pericolo.

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Sabato, 24 Luglio 2021 08:01

ANDARE IN BICI IN MONTAGNA? SI' MA CON PRUDENZA!

2012-2020, +116% INCIDENTI: UN ARTICOLO DA LEGGERE, DEI CONSIGLI DA SEGUIRE
Negli ultimi anni sono aumentati notevolmente gli appassionati che frequentano la montagna a bordo di mountain bike o e-bike con la pedalata assistita.

I nostri consigli per loro sono simili a quelli per gli escursionisti.

Innanzitutto: prudenza! E oltre a una buona dose di prudenza, anche dispositivi di protezione (caschetto, protezioni per ginocchia, gomiti e schiena) e rispetto per i tracciati misti ciclabili/pedonali. Infatti solo con un rispetto reciproco escursionisti-biker la convivenza tra questi sport è sicura e il divertimento assicurato per tutti.

Infine, per chi sale in sella a un'e-bike, ricordate di rispettare lo sforzo di chi arriva in cima con le proprie forze e di non eccedere in velocità durante la discesa a valle per la vostra e altrui sicurezza. Buone pedalate a tutti!
(foto di MtbCultit)

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Sabato, 24 Luglio 2021 07:47

Record storico dell’export alimentare.

Trezzi: “Considerare cibo come risorsa strategica”
Nei primi cinque mesi del 2021 il valore delle esportazioni nazionali nel comparto ha toccato la cifra
record di 17 miliardi. “Si aprono nuovi spazi anche per il ritorno dei giovani all’agricoltura”

COMO-LECCO – Record storico nelle esportazioni per il comparto alimentare Made in Italy. Nei primi cinque mesi del 2021, infatti, il valore dell’export è stato di quasi 17 miliardi di euro, cifra mai raggiunta in passato. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero con un ulteriore balzo dell’alimentare dell’8,9% da gennaio a maggio. Il settore, peraltro, è stato l’unico in crescita anche nell’anno passato in piena pandemia.

“Anche le due province lariane hanno contribuito a questo risultato – commenta il presidente della Coldiretti interprovinciale Fortunato Trezzi – ma per difendere la sovranità alimentare e ridurre la dipendenza dall’estero bisogna considerare il settore agroalimentare come vera e propria risorsa strategica. L’emergenza sanitaria Covid ha provocato una svolta salutista nei consumatori a livello globale che hanno privilegiato la scelta nel carrello di prodotti alleati del benessere come quelli della dieta mediterranea.

A trainare la crescita ci sono, infatti, prodotti base come il vino che guida la classifica dei prodotti Made in Italy più esportati, seguito dall’ortofrutta fresca. Con la pandemia si è aperto uno scenario di riduzione degli scambi commerciali, accaparramenti, speculazioni e incertezza che spinge la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali per garantire l’alimentazione delle popolazione. Ora, però, bisogna lavorare al taglio della burocrazia che frena le imprese ed investire su progetti di ampio respiro per sostenere il trend di crescita dell’enogastronomia Made in Italy, agendo anche sui ritardi strutturali dell’Italia e sbloccando tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti”.

Per sostenere la vera ripartenza, con il Recovery Plan, sono strategici i progetti sull’agroalimentare Made in Italy presentati da Coldiretti in grado di creare un milione di posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni: dalla digitalizzazione delle campagne all’innovazione tecnologica, dalla creazione di foreste urbane per mitigare l’inquinamento e smog in città agli invasi nelle aree interne per risparmiare l’acqua. Anche i fondi europei – conclude Trezzi – “vanno utilizzati per finanziare progetti strategici superando i limiti alla capacità di investimento nel comparto agricolo ed alimentare per portare benefici all’intero Sistema Paese con un impegno di lungo periodo. Per far crescere il Made in Italy, infatti, sono fondamentali i contratti di filiera in grado di garantire un’equa distribuzione di valore fra tutti i componenti”.

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