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Mercoledì, 02 Novembre 2022 12:11

IL 48° CAMPIONATO INVERNALE INTERLAGHI DI LECCO ALL’H22 “ALTA TENSIONE” DI ALESSANDRO DE FELICE SUO IL TROFEO AUTOCOGLIATI VOLKSWAGEN

in Sport

– Cinquantatré anni romano ma da venticinque residente a Milano, dirigente di “Prysmian” e portacolori del Circolo Vela di Bellano (Lc). Questo l‘identikit di Alessandro De Felice, l’armatore e timoniere del classe H22 “Alta Tensione” che nel Golfo di Lecco si è aggiudicato  il 48° Campionato Invernale Interlaghi di vela - Trofeo Autocogliati Volkswagen -, organizzato dalla Società Canottieri Lecco.

De Felice, con l’esperto Roberto Spata alla tattica e con in equipaggio Alessandra Simion, Fabio Proverbio e Francesco De Felice, ha legittimato il successo vincendo sette delle nove prove disputate con un crescendo di risultati dopo un secondo e un terzo posto in avvio di Campionato. Tra l’altro la classe H22 disputava a Lecco anche una prova del circuito nazionale.

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Tutto si è deciso nell’ultima giornata di regate ancora una volta caratterizzata dal vento da Nord, il Tivano, che è andato in crescendo nella mattinata di martedì 1 novembre, dai 10 ai 18 nodi. Tre prove splendide a completare per intero il programma del Campionato su un massimo di nove prove. De Felice ha vinto tutte e tre le prove di giornata, primeggiando anche nella sua classe e ricevendo dalle mani di Cristiano Magni contitolare del Gruppo Autocogliati il prestigioso Trofeo “Autocogliati Volkswagen”.

Nelle altre classi vittoria per Ruggero Spreafico (Cv Tivano Valmadrera Lc) con il suo “Dejavù” primo in classe J24 e Richard Martini (Lni Mandello Lario) con “Kong Bambino Viziato” primo nella Orc. Nei Meteor, in gara per una tappa del Campionato Zonale, il successo è andato invece a “La Pulce d’acqua” di Gregorio Ignazio Fulvio Gaballo (Cv Bellano) protagonista sin dalle prime prove. Infine la classe Fun dominata da Marco Redaelli (Cv Bellano) con il suo “Dulcis in Fundo”.

Alla premiazione sono intervenuti il Presidente della XV Zona Fiv Davide Ponti (nel ruolo anche di presidente del Comitato i regata), il consigliere vela della Canottieri Lecco Alessio Manni con Giuseppe Banfi in rappresentanza del gruppo organizzatore e Angela Maceri di Decathlon. Andrea Mauri, quale presidente del Panathlon Lecco, ha invece premiato Ruben Lo Pinto (classe 2002), quale timoniere più giovane in regata, con una targa della associazione che presiede. A sorpresa è stata anche estratta tra i vincitori di classe, una prestigiosa bussola Raymarine andata a Ruggero Spreafico di “Dejavù”.

In chiusura anche i ringraziamenti di Francesca Biorcio Mauri presidente della Associazione Cure Malati Terminali di Lecco (ACMT) per la raccolta fondi che verrà destinata ai bambini malati.

Ma ecco i podi finali di classe dopo nove prove (tra parentesi gli scarti).  Classe H22: 1. “Alta Tensione” (Alessandro De Felice – Cv Bellano – (2)/(3)/1/1/1/1/1/1/1); 2. “Ita 137 Racing Accademy” (Maddalena Rossi – Aval Gravedona – 1/1/2/(3)/2/3/2/(7)/3); 3. “Black Fish” (Lorenzo Mottura – Aval Gravedona – (3)/2/(3)/2/3/2/3/2/2). Classe Meteor: 1. “La Pulce d’acqua” (Ignazio Fulvio Gaballo - Cv Bellano – 1/(ret)/1/1/1/1/1/(2)/1); 2.”Marameo” (Giorgio Cassanelli – Lni Mandello Lario – (4)/1/2/3/2/2/(4)/4/2); 3. “Sissi” (Renzo Porcheddu – Geas Colico – (3)/3/(4)/2/3/3/2/1/3). Classe Fun: 1.”Dulcis in Fundo” (Marco Redaelli – Cv Bellano – 1/1/(2)/1/1/1/1/1/(4)); 2. “Maria Adele” (Eugenio Maria Bischi – Aval Gravedona – 2/(nsc)/1/(3)/3/2/2/2/2); 3. “Viva II” (Giovanni Fico – Cv Trasimeno Pg – 3/2/3/2/(4)/(4)/4/3/1). Classe J24: 1. “Dejavù” (Ruggero Spreafico – Cv Tivano Valmadrera Lc – (1)/(1)/1/1/1/1/1/1/1); 2. “Bruschetta Guastafeste” (Sonia Ciceri – Lni Mandello Lario – 2/(3)/2/2/(3)/3/2/2/2); 3 “Pilgrim” (Mauro Benfatto – Lni Mandello – 2/(3)/2/3/2/2/3/3/(ret)); 3. “Bruschetta Guastafeste” (Sonia Ciceri – Lni Mandello Lario – 2/(3)/2/2/(3)/3/2/2/3). Classe Orc: 1. “Kong Bambino Viziato” (Richard Martini, Platu 25 – Lni Mandello – (1)/(1)/1/1/1/1/1/1/1); 2. “Tigre” (Enzo Morlacchi, Fast Wave 30 – Lni Mandello Lario -  (3)/2/2/(3)/2/2/3/2/2); 3.“Beatrice” (Gianluigi Valli, First 211 – Marvelia Dongo -  2/(3)/(3)/2/3/3/2/3/3).

Il Comitato organizzatore dell’Interlaghi 2021: Società Canottieri Lecco 1895. Con il contributo di: Comune di Lecco, Camera di Commercio Como e Lecco e Acinque Energia che unisce. Con il patrocinio di: Panathlon Lecco, Autorità di Bacino del Lario e dei Laghi Minori e Federazione Italiana Vela. Main sponsor: Autocogliati Volkswagen.

Supporter: Effeitalia, Kong, Mab, Rosa & C, Facchini Mario, Decathlon Lecco, Galletto Vallespluga, Deltacalor, Lubrimetal, LineeLecco, Kapriol, Icam Cioccolato, Norda, Harken, Raymarine, Lifestyle, Scintilla, Disinplus, Choc Ad Hoc, DeLago, Agriturismo La Madonnina, Rock Esperience, Sport Hub, ValmaMec, Deca, Panificio Castelnuovo, Birrificio “Orma Bianca” e La Cantina Seiterre.

Partner: Aglaia, Museo Barca Lariana, Adriana Castagna, Tipografia Commerciale, Giovanna Locatelli, Hotel Lungo Lago Lecco, Hotel Alberi, Impianti Elettrici Gianola e Dario Manetti

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Mercoledì, 02 Novembre 2022 07:13

TORNANO I MEDICI NO-VAX

La decisione di reintegrare in servizio i medici anti-vaccino (peraltro una infima minoranza che certo non risolve i gravi problemi di necessità di personale delle aziende sanitarie) è abbastanza controversa. Un medico anti-vaccino a mio parere è come un ingegnere contrario alla Matematica, un pittore che non vuole fare uso dei colori, o un taxista che pensa che i freni non siano utili.  Persino Maurizio Gasparri afferma: "È come se un militare fosse per il disarmo o se un pilota non volesse salire su un aereo per paura del volo" . Insomma un medico no-vax viene meno ai princìpi basilari del suo lavoro. E io dovrei farmi curare da uno di loro ? Meglio lasciarsi morire in solitudine, come facevano gli Indiani d'America !

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Mercoledì, 02 Novembre 2022 06:58

GIALLO, BELLO E VELENOSO

I sepali, come si vede nella foto, sono di un giallo cromo brillante e lucido, quasi fossero verniciati. Se ne conoscono più di 1600 varietà, alcune delle quali molto diverse fra loro. Oggi però noi ci occuperemo di una specie spontanea, il Ranunculus acris, che cresce abbondante nei nostri prati. Il nome ha radici greche e latine poiché l'appellativo generico fa riferimento al termine Ranunculus (piccola rana, in greco batracos, [βάθραχος]) dal momento che questo fiore predilige le zone molto umide o acquitrinose, habitat d'elezione di ranocchie e rospi.

L'epiteto specifico trae origine dal lemma latino “acer” col significato di aspro o tagliente, in riferimento alle proprietà leggermente caustiche e irritanti di questa pianticella. L'appellativo binomiale oggi accettato è stato imposto come spesso accade in botanica, da Linneo nel XVII secolo. Il primo ad occuparsene fu Plinio il vecchio, attivo nel primo secolo dell'Era volgare (la nostra), che descrisse il ranuncolo nella sua opera maggiore, la “Naturalis historia” (storia naturale), una colossale enciclopedia in 37 volumi, l'unica giunta fino a noi, nella quale l'autore si occupa di botanica, geologia, medicina, mineralogia, arte ed altro ancora. Bello da vedere, il ranuncolo può però risultare pericoloso. La pianta infatti contiene un principio attivo tossico, l'anemonina in grado di causare avvelenamenti in caso di ingestione. Anche gli animali ne mangiano con difficoltà e solo dopo adeguato essiccamento sotto forma di fieno, quando le tossine sono scomparse per evaporazione. Persino le api e altri insetti non frequentano spesso il calice del ranuncolo le cui foglie e sepali, a contatto con l'epidermide, possono provocare dermatiti e intenso bruciore.

La medicina tradizionale considera il ranuncolo un possibile rimedio contro l'avvelenamento in base al principio (in questo caso molto discutibile) “chiodo scaccia chiodo” poiché l'ingestione di parti del ranuncolo provoca il vomito e quindi l'espulsione delle sostanze tossiche dalla sacca esofagea. Da segnalare infine l'utilizzo di questa erba da parte di alcune tribù di nativi nordamericani i quali impiegavano il ranuncolo come analgesico e come emostatico per bloccare piccole emorragie. Ma in caso di taglietti o abrasioni è molto meglio ricorrere alla certamente superiore efficacia di un apposito disinfettante e all'applicazione di un cerotto.

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