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Martedì, 17 Gennaio 2023 17:22

NEL FINE SETTIMANA A OMBRIACO SI FESTEGGIA SAN VINCENZO

in Eventi

Torna la tradizionalissima e sentitissima festa di Ombriaco, frazione di Bellano, che onora nel fine settimana il Patrono San Vincenzo.

Sabato sera dedicata alla gastronomia (andranno sicuramente a ruba i "patol", che poi sono la versione del Lago degli scapinasc di S. Antonio) e ai fuochi d'artificio, la domenicaspazio alla liturgia con la S. Messa solenne alle 10.

Nel pomeriggio divertimento assicurato (e premi per i più fortunati) con la tombolata alle 15.

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Martedì, 17 Gennaio 2023 17:13

MATILDE PETRACCA NUOVO SEGRETARIO GENERALE DI CONFARTIGIANATO IMPRESE LECCO

E’ la dottoressa Matilde Petracca il nuovo Segretario Generale di Confartigianato Imprese Lecco. La nomina ufficiale, su proposta del presidente Daniele Riva, è avvenuta in seguito a votazione all’unanimità del Consiglio Direttivo di Confartigianato.

Matilde Petracca è la prima donna a ricoprire il ruolo di Segretario Generale in Confartigianato Imprese Lecco e nel panorama delle Associazioni datoriali della nostra provincia. Nel sistema Confartigianato, condivide questo primato con la collega di Mantova, mentre a livello nazionale su 103 confederazioni, le donne che ricoprono questa carica sono in tutto 16.

Oggi, la proclamazione ufficiale in occasione della Consulta Regionale dei Segretari di Confartigianato Lombardia tenutasi eccezionalmente nella sede di Lecco. All’appuntamento statutario a cui prendono parte tutti i segretari lombardi coordinati dal Segretario Regionale, Carlo Piccinato, Petracca ha raccolto ufficialmente il testimone da Vittorio Tonini, ora Segretario Generale Aggiunto che resterà a fianco della neoeletta Petracca per i prossimi mesi per poi andare in pensione.

“E’ motivo d’orgoglio per me poter guidare l’Associazione a cui appartengo da oltre 20 anni e in cui ho svolto tutta la mia carriera – commenta Petracca – Sono entrata in Confartigianato Imprese Lecco come tirocinante e ho ricoperto via via diversi incarichi, in primis quello di responsabile dell’Ufficio Formazione che ho contribuito a creare da zero, fino all’ingresso nel 2017 nel Comitato di Direzione e alla nomina lo scorso anno di vicesegretario generale. Sono particolarmente soddisfatta di aver avuto un consenso unanime da parte del Consiglio Direttivo, risultato che leggo come fiducia costruita in questi anni con gli imprenditori delle categorie e delle zone che Confartigianato ha l’onore di rappresentare. Vorrei che il mio percorso di donna, madre e fuorisede potesse portare un messaggio positivo soprattutto alle giovani generazioni: determinazione, costanza e voglia di arrivare sono le parole chiave che permettono davvero di affermarsi, a prescindere dal fatto di essere uomo o donna, in tutti i contesti lavorativi. Nel mio nuovo ruolo, che svolgerò in continuità con quanto svolto dal segretario Tonini e in accordo con la presidenza, voglio concentrarmi in particolare sul ruolo focale rivestito dalle categorie e dal territorio, rinvigorendo i rapporti con gli enti locali e le pubbliche amministrazioni in primis. Internamente, intendo portare avanti azioni volte a un miglioramento del benessere organizzativo e lavorare in sinergia con il Direttore operativo dei Servizi, dott. Michele Ticozzi per far sì che ogni nostro collaboratore si senta parte essenziale di un meccanismo lavorativo complesso, ma che può portare a performance positive per la struttura e per i nostri associati”.

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Martedì, 17 Gennaio 2023 13:40

L'ABBRACCIO DI INTROBIO AL SUO SANTO PATRONO

Chiesa piena, atmosfera delle grandi feste, partecipazione corale e un'omelia molto toccante nella sua semplicità: ecco gli "ingredienti" che oggi hanno contraddistinto i festeggiamenti introbiesi dedicati a Sant'Antonio.

Tutto nel solco della tradizione, insomma, compresi i fiocchi di neve che hanno accolto i fedeli all'uscita e i tanti che aspettavano fuori con i loro animali pronti per la benedizione.

In un mondo dove la normalità sembra ormai un'eccezione, il Mercante di Neve ha riportato il tempo dalla sua parte accompagnato dalle campane che suonavano a distesa per suggellare una fede mai smessa e sempre viva.

E nel ricordo di chi scrive sono affiorate le immagini del deserto dove il Santo trascorse in solitudine e meditazione gran parte della sua vita; un luogo lontano da tutti i traffici in mezzo a un deserto silenzioso e dai contorni aspri. Lì, su una montagna, Antonio trovò quel pertugio che divenne il suo rifugio dove cercò e alla fine trovò il Signore (come Don Marco ha voluto sottolineare più volte nella sua bella predica).

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L'ingresso del Monastero di S. Antonio, costruito sulla tomba di S. Antonio Abate

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Il posto di blocco alla porta principale del Monastero

Per arrivarci oggi bisogna salire con delle lunghe scale in ferro (la grotta è posta a 680 metri sul livello del Mar Rosso e dista due chilometri dal monastero), altrimenti sarebbe stato necessario arrampicarsi, nè più nè meno come su una delle nostre pareti rocciose.

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Una croce tra il Monastero e la grotta dove S. Antonio visse per lunghi anni

Oggi sotto quell'anfratto angusto c'è un bel monastero gestito dai Copti (il primo monastero cristiano in assoluto) che fa vivere quella parte di deserto attirando migliaia di visitatori, il tutto contornato da alte mura che lo fanno sembrare una fortezza e vigilato strettamente dall'esercito a salvaguardia di eventuali possibili attacchi terroristici.

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La tomba di S. Antonio custodita all'interno del Monastero

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Un momento della celebrazione

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Benedizione davanti all'immagine di S. Antonio

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La festosa benedizione degli animali

 

 

 

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Martedì, 17 Gennaio 2023 08:06

Sant’Antonio Abate, gli allevatori lariani tutelano le razze a rischio estinzione

Capra di Livo, Verzaschese e Pecora Brianzola tra le razze lombarde che rischiano di scomparire. “Quotidiano il lavoro di tutela e presidio del territorio che è importante valorizzare”

COMO-LECCO – Ci sono anche la Capra di Livo, la Verzaschese e la Pecora Brianzola, tra le razze lombarde da tutelare perchè a rischio estinzione. Autentiche eccellenze rare della zootecnia lombarda, il cui futuro“è affidato al lavoro e all’impegno quotidiano degli allevatori che operano sulle montagne lariane e del settentrione lombardo” come rimarca Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco, alla vigilia della giornata di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali che si celebra domani (17 gennaio).

“Una tradizione popolare e secolare che vede anche nelle due province del territorio lariano parrocchie di campagna e città prese d’assalto per la benedizione della variegata moltitudine di esemplari presenti sul territorio”.

Gli animali custoditi negli allevamenti italiani – sottolinea la Coldiretti lariana – rappresentano un tesoro unico al mondo che va tutelato e protetto, anche perché a rischio non c’è solo la biodiversità delle preziose razze italiane, ma anche il presidio di un territorio dove la manutenzione è garantita proprio dall’attività di allevamento, con il lavoro silenzioso di pulizia e compattamento dei suoli svolto dagli animali.

In Lombardia – chiarisce la Coldiretti – sono diverse le razze minacciate di estinzione: un patrimonio composto da veri e propri tesori della natura e della storia come la Varzese, unica razza bovina autoctona della regione diffusasi probabilmente dopo l’arrivo dei Longobardi, e la capra Verzaschese dal caratteristico mantello nero. Tra i bovini a rischio ci sono poi la Cabannina, dalla particolare riga color crema sul dorso, la Bianca di Val Padana, la Rendena razza longeva per eccellenza, la Bruna Linea Carne discendente da animali diffusi in Svizzera, Austria e Baviera, e la Grigio Alpina che può arrivare a pesare fino 650 chili.

A queste si aggiungono le pecore: da quella di Corteno diffusa nella Comunità Montana di Valle Camonica, alla Ciuta che per un periodo si è creduta estinta, fino alla pecora Brianzola. Tra le capre a rischio scomparsa in Lombardia ci sono la Orobica dalle corna imponenti, la capra Frontalasca che prende il nome dal paese dell’alta Valtellina di cui è originaria, la Bionda dell’Adamello e la capra di Livo presente ancora nella vicina provincia di Como.

“Gli animali custoditi negli allevamenti lariani – conclude Trezzi – vanno tutelati e protetti anche perché a rischio non c’è solo la biodiversità, ma anche il presidio di un territorio dove la manutenzione è garantita proprio dall’attività di allevamento, con il lavoro silenzioso di pulizia e di compattamento dei suoli svolto dagli animali. Quando una stalla chiude, infatti, si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di prodotti tipici e soprattutto di persone impegnate a preservare il territorio”.

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Martedì, 17 Gennaio 2023 08:00

I GRAPPOLI D'ORO DI VALINOR

Il suo tronco non possiede le spire ritorte e serpeggianti del glicine che spesso si arrampicano lungo i muri delle nostre case, ma le infiorescenze a grappolo sono molto simili. Anche se i fiori riprodotti nella foto non sono violetti ma di un bel giallo cromo. L’immagine è stata scattata nel giugno dell’anno scorso lungo la strada che conduce alla Bocca di Biandino. Il Maggiociondolo (è di questo che stiamo parlando) è chiamato dai botanici “Laburnum anagyroides” anche col significato di “maleolente, fetido” a causa dell’odore nauseante prodotto dallo strofinamento di fiori e foglie. L’epiteto generico “Laburnum”, (citato da Plinio il Vecchio nella “Naturalis historia”; XIII, 47, 130-134), è di origine latina ma di etimo incerto.

Secondo alcuni “Laburnum”, deriverebbe dal latino “alburnum” (da “albus”, perché il legno del Maggiociondolo è quasi bianco. L’appellativo specifico “anagyroides” ha radice greca e fa riferimento al Carrubbazzo, una pianta leguminosa diffusa in ambiente mediterraneo, molto simile al Maggiociondolo per il colore dei fiori e l’aspetto delle foglie, citata da Dioscoride Pedanio (I secolo). Api e altri insetti sono ghiotti del polline prodotto dal Maggiociondolo mentre per gli esseri umani fiori, semi e foglie di questa essenza vegetale costituiscono un grave pericolo a causa dell’elevato contenuto di alcaloidi tossici come la Citisina. Anche se quest’ultima viene usata in fitoterapia per produrre una soluzione con proprietà dissuasive contro il fumo.

Ma se volete smettere di fumare non fatevi una spremuta di Maggiociondolo e rivolgetevi al medico: il rimedio potrebbe risultare molto peggiore del male. Persino il latte dei bovini che si sono cibati di fiori e foglie di Laburnum, diventa tossico e non può essere utilizzato a scopi alimentari. Il legno di questa pianta è molto duro e resistente alle intemperie. Viene quindi spesso impiegato nella produzione di manici per attrezzi da lavoro, nella costruzione di palizzate, steccati, strumenti musicali e sculture. Il Maggiociondolo occupa un posto d’onore nella narrativa del secolo scorso. Infatti è presente anche in un’opera di J.R.R. Tolkien. L’autore de “Il Signore degli anelli” si è ispirato proprio al Maggiociondolo quando, nel “Silmarillion”, ha descritto l’albero d’oro “Laurelin” che a Valinor, accanto a “Telperion” la pianta d’argento, illuminava il regno dei Valar.

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