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Domenica, 28 Febbraio 2021 06:51

VALSASSINA: UN NUOVO TURISMO DOPO LA PANDEMIA

Ha assolutamente ragione Riccardo Benedetti, nel suo articolo dedicato al "Parco Giochi" che e` diventato la Valsassina, quando scrive:" Per quanto tempo ci siamo detti che dovevamo sfruttare la vicinanza con i cinque milioni di persone che vivono a sud, oltre la frontiera di Balisio? Quanti incontri, convegni, riunioni, articoli?".

Ecco, io sono venuto in Valsassina nel 1978, e da allora a parecchi di quei convegno-incontri- riunioni ho partecipato, soprattutto a quelli organizzati dall`ancor giovane Provincia di Lecco. Fiumi di parole (spesso inutili), pubblicazioni finite nei cassetti, Associazioni turistiche costruite ad hoc (ma in genere con scarso successo).

Da allora al contrario il numero degli alberghi, anche importanti, e` diminuito, non aumentato: dall`albergo Introbio al Capriolo di Introbio, al Tartavalle di Taceno che era un albergo storico che esisteva gia` a meta` dell`Ottocento e oggi in completa rovina, ad altri alberghi nell`Altopiano.

Il Covid in realta` ci ha messo, da un anno a questa parte, di fronte a una situazione che non avremmo mai immaginato: complice senz`altro il fatto che i Lombardi non possono andare nelle regioni vicine, tanto meno all`estero, nel loro mirino siamo entrati noi, la vicina Valtellina e presumibilmente le valli bergamasche. Con i risultati, anche terribili, che da tre week end in particolare osserviamo con angoscia.

I quattro milioni (e anche piu`, visto che in Lombardia siamo quasi 10 milioni) di Lombardi si sono definitivamente accorti della Valsassina, ma il punto e` un altro, quello solito: siamo noi pronti ad accoglierli ? Sicuramente ed evidentemente no !

La Valsassina sconta oggi la sua pressoche` totale impreparazione sul campo del Turismo, dell`accoglienza, delle deboli e fragili infrastrutture (non solo stradali) che ormai regolarmente vanno in tilt sotto gli occhi di tutti.

Mi si lasci accennare a un concetto che negli anni Settanta aveva lanciato il mio professore di Geografia all`Universita` di Milano, Giacomo Corna Pellegrini. Il concetto, geniale e anticipatore per l`epoca, era quello di "Citta` Regionale": secondo Corna Pellegrini Milano non era piu` una semplice "Metropoli", che allargava i suoi gangli nelle citta` vicine da cui non era divisa da alcuna soluzione di continuita` a livello abitativo, e cioe` Monza, Lodi, Limbiate ecc., ma era ormai il centro di una "Citta` Regionale" che si allargava a tutta la Lombardia.

Superando quindi la secolare differenza tra "Citta`" e "Contado", in questa ottica ad esempio la Valsassina era da concepire come un qualsiasi parco urbano milanese, esattamente come il parco di Lambrate o quello centrale di Corso Venezia.
Un "polmone verde", facilmente raggiungibile (almeno quando non c`e` traffico) dove il cittadino poteva camminare e compiere le sue passeggiate/escursioni.

Ecco, e` allora in quest`ottica che dobbiamo ragionare se vogliamo capire la situazione. La Valsassina certamente non e` pronta per diventare un "parco regionale", ne` ha sviluppato quella "mentalita` turistica" che necessiterebbe in questi casi.

Per problemi endemici e per colpe sue proprie: la eccessiva frammentazione amministrativa - troppi paeselli che pensano solo a se` stessi, senza avere una visione d`insieme della Valle - che si traduce in una mancata programmazione generale degli interventi, del sostegno alle attivita` turistiche e commerciali, lasciate quasi sempre in balia dei privati, della pulizia dei sentieri e della loro sistemazione in montagna, anche questa lasciata all`opera benedetta dei volontari del CAI o di altre associazioni.

Cosi` come mancano interventi seri sulla Cultura, da sempre volano del Turismo, per esempio sul potenziamento delle Biblioteche e dei pochi Musei esistenti, delle attivita` culturali estive, non programmate tra di loro nei diversi paesi, dell`intrattenimento (mancano Cinema, Teatri), e della ricezione turistica.
A parte i ricordati alberghi chiusi c`e` stato una qualche potenziamento delle attivita` di B&B, Bed and Breakfast, grazie anche all`opera di un ex assessore provinciale intelligente come Fabio Dadati, e forse anche qualcosa su AirBnb, ma sicuramente non basta.

I pochi alberghi e ristoranti che resistono alla terribile congiuntura attuale, che per molti mesi nell`ultimo anno li ha visti chiusi, e` importante che sopravvivano per il prossimo futuro.
Valorizzare i Parchi gia` esistenti, come quello delle Grigne: il territorio insomma va salvaguardato in ogni suo aspetto, maltrattarlo e cementificarlo e` la cosa piu` dannosa che si possa fare alla Valsassina. Salvaguardare i reperti storici (ad esempio gli antichi forni fusori sul fiume Varrone), utilizzarli per creare un Museo ma anche dei percorsi e degli itinerari storico/turistici (troppi cimeli del passato sono stati purtroppo abbattuti !).
Cosi` come manca un adeguato servizio di trasporti pubblici, che dovrebbe sostituire almeno in parte una mobilita` privata diventata ormai troppo invadente ed inquinante, soprattutto nei week end e nei festivi, quando invece gli autobus latitano.
Sarebbe una buona idea limitare l`accesso alle auto e favorire invece il MotoTurismo.

Non siamo all`anno zero, qualcosina la Comunita` Montana ha anche fatto, penso al Museo della Fornace, che pero` va potenziato, e al sostegno al Parco delle Grigne, in cui farebbero bene ad entrare altri Comuni valsassinesi.

In conclusione, se vogliamo usare questa situazione a nostro vantaggio e non solo come un cataclisma che ci e` improvvisamente piombato addosso dobbiamo imparare a ragionare ed operare in termini sempre piu` ampi e onnicomprensivi: ci vorranno altri convegni, forse molte altre riunioni, ma una via d`uscita funzionale e soddisfacente per tutti bisogna trovarla, anche mentre continueremo a produrre flange, coltelli, e qualche motocicletta !

 

 

 

 

Primo incontro ufficiale tra il neo ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, e la conferenza delle Regioni, con la Lombardia rappresentata dall’assessore a Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni, Massimo Sertori, in un’ottica di stretta collaborazione per il territorio montano.

Momento di lavoro proficuo

“È stato un momento di lavoro – commenta Sertori – importante e proficuo. Un’occasione per un confronto, subito operativo, sia nel merito che nel metodo”.

Attività caratterizzata da collaborazione stretta

“Il ministro – continua Sertori – oltre ad aver ascoltato i singoli interventi dei rappresentanti regionali e quindi, dopo aver replicato nel merito, ha sottolineato come la sua attività sarà caratterizzata da una collaborazione stretta con le Regioni, attraverso una sinergia istituzionale che è condizione per raggiungere obiettivi ambiziosi in un Paese, l’Italia, che ha nel settore turistico un primato mondiale che genera crescita, ricchezza e lavoro”.

Massimo impegno del Governo per la tutela della salute

“Certo – sottolinea Sertori – l’impegno del Governo è massimo sull’esigenza della tutela della salute. In particolare sulla vaccinazione e l’approvvigionamento delle dosi che creerà le condizioni migliori anche e soprattutto in generale per il lavoro”.

Valorizzazione delle specificità territoriali

Altro elemento portante che è emerso durante l’incontro odierno, sottolinea Sertori “è la necessaria valorizzazione delle caratteristiche specifiche di ogni singolo territorio, uno dei valori principali e più apprezzati dell’intero comparto. Ci sono tutte le migliori condizioni per costruire un percorso per il raggiungimento di ottimi risultati”.

Andare oltre la crisi

“Andiamo oltre la crisi – conclude l’assessore Sertori – e traguardiamo con il molto lavoro da fare un futuro che massimizzi le straordinarie potenzialità del nostro Paese”.

Conoscete i Transformers? Avete mai sentito parlare di Optimus Prime e di Megatron? Sì? Bene, perché è di una trasformazione che voglio parlarvi.

La protagonista è la Valle dei Sassi che per cinque giorni la settimana piega acciai e stagiona taleggi, produce molle e perfino motociclette, imbottiglia acqua e mola forbici e coltelli, assembla mobili e costruisce case.

Più tutto il resto, che è tanta roba, in una costellazione di mille capannoni, botteghe, officine, negozi, bar, ristoranti e molto altro ancora.

Da lunedì a venerdì. Cinque giorni su sette.

Già, perché il sabato e la domenica la nostra Valle si trasforma.

Giumellandia, PaglioWorld, BedoiPark, GrignaScope, BigBobbio, Fantavaggio, BiandinoLand si riempiono come non si sono mai riempiti in cent’anni di turismo, letteralmente presi d’assalto, invasi più o meno pacificamente.

Non che sia un male, anzi. Per quanto tempo ci siamo detti che dovevamo sfruttare la vicinanza con i cinque milioni di persone che vivono a sud, oltre la frontiera di Balisio? Quanti incontri, convegni, riunioni, articoli?

Ecco, adesso (e se siamo onesti dobbiamo, comprensibilmente di nascosto, “ringraziare” la pandemia) è arrivato quel tempo e dobbiamo imparare a gestirlo.

Abbiamo già capito che non è un semplice compito in classe. Piuttosto una tesi di laurea da cui può dipendere il futuro del territorio e di tante persone che di turismo hanno deciso di vivere e sull'accoglienza hanno deciso di investire.

Il sindaco di Casargo, incontrato domenica a PaglioWorld mentre smista auto in prima persona, mi dice che la scommessa adesso è “far tornare quelli che sono venuti perché non avevano la possibilità di andare da altre parti”.

Concordo, ma se riuscissimo nell’intento le situazioni di ogni weekend che oggi possono sembrare eccezionali diventerebbero la normalità.

E quindi la domanda è: siamo pronti per questa nuova ed impegnativa normalità?

Il dibattito è aperto ed ogni contributo è ben accetto.

Nel frattempo il più grande parco giochi dopo il Big Bang attende un altro fine settimana di probabile tutto esaurito.

Da lunedì a venerdi, come sempre, nella valle dei sassi gli acciai si piegano, i taleggi stagionano, le molle e le motociclette sono in produzione, le bottiglie si riempiono d’acqua, le mole affilano forbici e coltelli, i mobili prendono forma e le case arrivano al tetto.

Più tutto il resto, che è davvero tanta, ma proprio tanta, roba.

Riccardo Benedetti

Lunedì, 22 Febbraio 2021 06:43

INDAGINE SUL TURISMO IN LOMBARDIA

 In attesa che l’emergenza Covid 19 venga superata e che il turismo possa ripartire completamente, Polis Lombardia ha tracciato lo scenario da cui si ripartirà nel dossier ‘La capacità ricettiva in Lombardia’. La fotografia del comparto è quella del 2019.

In Lombardia si possono contare 24.567 strutture ricettive di cui 2.825 esercizi alberghieri e 21.742 esercizi extralberghieri. L’andamento degli esercizi ricettivi mostra il contributo sempre più evidente del comparto extralberghiero che nel 2019 rappresenta l’88,5% del patrimonio ricettivo della Lombardia: gli esercizi alberghieri sono passati dal rappresentare il 42% del patrimonio ricettivo regionale nel 2012 al rappresentarne l’11,5% nel 2019.

La crescita del comparto extralberghiero è in parte spiegata da un’importante quota di emersione di fenomeni regolarizzati in seguito all’entrata in vigore della legge regionale 27 del 2015 e in parte dall’introduzione nel conteggio degli esercizi extralberghieri a partire dal 2018 anche degli alloggi gestiti in forma non imprenditoriale come alloggi privati in locazione ad uso turistico.

Le case e gli appartamenti vacanze sono l’81,8% delle strutture extralberghiere. Seguono i Bed & Breakfast 11,8%, gli alloggi turistici 3,3%; Ostelli 1,2%; i campeggi turistici 1,0% e infine i rifugi di montagna 0,9%.

Nella distribuzione del patrimonio ricettivo sul territorio lombardo nel 2019, la provincia di Brescia spicca per il maggior numero di esercizi ricettivi sia alberghieri che extralberghieri con 6095 strutture. Poi Milano con: 5556; Como: 3869; Sondrio: 2577; Bergamo: 2144; Lecco: 1203; Varese: 1052; Mantova: 725; Pavia: 574; Monza: 376; Cremona: 302 e Lodi: 94.

La Città Metropolitana di Milano primeggia in quanto a densità di strutture: si possono infatti contare oltre 35 esercizi ricettivi ogni 10 Km2; elevata è anche la densità misurata sul territorio di Como (30,2 esercizi), di Lecco (14,7 esercizi) e di Brescia (12,7 esercizi).

Più in generale, in Lombardia ogni 10 Km2 si possono contare 1,2 esercizi alberghieri e 9,1 esercizi extralberghieri.

In tutte le province il patrimonio ricettivo extralberghiero supera numericamente quello alberghiero, tuttavia si segnala un’incidenza maggiore del comparto extralberghiero nelle province di Como e Lecco ed al contrario un’incidenza maggiore del comparto alberghiero nella provincia di Lodi.

A livello territoriale si possono trovare notevoli differenze nella distribuzione degli esercizi alberghieri per categoria. La Città Metropolitana di Milano spicca per un’elevata quota di strutture alberghiere di categoria alta o medio-alta (37,7%), così come la provincia di Cremona (34,1%), Monza e Brianza (33,9%) e Varese (33,8%). Al contrario i territori di Pavia (41,1%), Lodi (38,5%) e Como (33,5%) spiccano per la maggior propensione verso strutture alberghiere di categoria medio-bassa.

Il territorio bresciano, con in particolare la sponda lombarda del Lago di Garda, raccoglie il 44,0% dei campeggi e villaggi turistici della Lombardia; Brescia (26,1%) insieme a Mantova (21,8%) e Pavia (16,9%) spiccano per il numero di alloggi agrituristici; Sondrio (35,6%), Brescia (24,7%) e Bergamo (19,6%) per i Rifugi di Montagna; Brescia e Milano raccolgono anche il maggior numero di Case e Appartamenti per Vacanze e Bed and Breakfast, come il maggior numero di Ostelli e Case per Ferie, in questo caso con la Città Metropolitana di Milano prima rispetto al territorio bresciano.

Per quanto riguarda la densità ricettiva delle province lombarde attraverso il numero di posti letto per Km2, si può notare come la Città Metropolitana di Milano spicchi con oltre 70 posti letto per Km2, di cui 48,8 in esercizi alberghieri. In media in Lombardia si possono contare 19 posti letto per Km2 di cui 8,2 in esercizi alberghieri e 10,8 in esercizi extralberghieri.

Per quanto concerne la ricettività attraverso il tasso di ricettività (posti letto ogni 100 abitanti), si evince che come in Lombardia si possono contare 4,5 posti letto ogni 100 abitanti. A spiccare è la provincia di Sondrio con 24,9 posti letto, seguita dalla provincia di Brescia (10,8) e Como (8,6).

Intervento nella mattinata di sabato a Delebio per soccorrere un escursionista. L’uomo, 40 anni, residente in Brianza, stava percorrendo con alcuni amici il Sentiero del Viandante ma è scivolato su una placchetta e ha riportato un trauma a una spalla. Si trovavano a circa 450 metri di quota, nei pressi della frazione di Tavani. Allora hanno chiesto aiuto: la Centrale ha mandato sul posto i tecnici Cnsas della Stazione di Morbegno, VII Delegazione Valtellina Valchiavenna, il Sagf - Soccorso alpino Guardia di finanza, i Vigili del fuoco e la Croce Rossa di Morbegno. L’uomo è stato raggiunto, messo in sicurezza, calato per circa 150 metri, trasportato fino all’ambulanza, infine in ospedale.

Altri interventi nel pomeriggio per i tecnici della VII Delegazione Valtellina Valchiavenna del Soccorso alpino. Per la Stazione di Bormio, in due operazioni distinte soccorsi due sci-alpinisti, uno a Valdisotto, in località Le Motte, per trauma a una gamba riportato da un uomo di 42 anni di Milano, l’altro in Val Viola, sotto il Lago di Forbesana, per l’infortunio di un uomo, con una distorsione a un ginocchio. Sempre in Val Viola, intervento per un uomo di Lecco di 44 anni, che ha avuto un malore in località Palueta. Sul posto le squadre e gli elicotteri e le équipe di elisoccorso di Areu (Agenzia regionale emergenza urgenza), oltre al Sagf - Soccorso alpino Guardia di finanza. Altro intervento sul Pizzo Tre Signori anche per la Stazione di Morbegno, dopo quello di stamattina a Delebio: uno sci-alpinista è caduto e ha avuto un trauma a un ginocchio, mentre si trovava nei pressi del rifugio Falk. Si sono attivate le squadre ma poi l’uomo è stato raggiunto dall’elisoccorso di Bergamo, che lo ha portato in ospedale. Allertamento da parte di Soreu delle Alpi anche per la Stazione di Madesimo, insieme con il Sagf, per uno sci-alpinista con probabile lussazione a una spalla nella zona del Lago degli Andossi, oltre i duemila metri di quota. Intervento risolto dall’elisoccorso.

Dopo l'incredibile contrordine (che definire semplicemente "intempestivo" potrebbe risultare offensivo nei confronti di chi lo ha dovuto subire) di domenica pomeriggio, la rabbia e la frustrazione resteranno ancora per molto tempo nelle persone (perchè prima di tutto sono persone) che hanno lavorato alacremente per giorni con la prospettiva di una riapertura degli impianti ai Piani di Bobbio (e su tutto il resto dell'arco alpino). A un anno dalla chiusura l'entusiasmo degli operatori e di tutto il settore aveva avuto l'effetto di mitigare le perdite già "incassate" a causa di una stagione monca e data quasi per persa. Per cui la mazzata è stata ancora più violenta in quanto giunta dopo che alla rassegnazione si era sostituito un principio di sorriso e un bel carico di aspettative.

Ma quel che è stato è stato e continuare a parlarne significherebbe ferire ancor di più persone (ribadiamo il concetto: stiamo parlando di persone oltre che delle loro attività) già sufficientemente provate. 

La "notizia" è che l'I.T.B. a differenza del governo sarà tempestiva nei rimborsi. Ecco, infatti, il comunicato emesso dalla società per quanto riguarda la restituzione delle somme già versate dagli utenti. 

"I.T.B spa Piani di Bobbio e Snowit effettueranno in automatico il rimborso degli skipass, biglietti cabinovia, posti auto e noleggio B-Rent acquistati online, per le date a partire dal 15/2/2021. Il rimborso sarà automatico e verrà effettuato direttamente sul metodo di pagamento usato al momento dell’acquisto. L’utente non dovrà fare nessuna richiesta di rimborso via mail: tutto ciò che è stato acquistato per le date a partire dal 15/2, verrà rimborsato in automatico a partire da lunedì’ 22 febbraio. Entro 10 giorni lavorativi da tale data processeremo il tuo rimborso. Riceverai una mail che ti segnala l’avvio della procedura (controlla anche nello spam). A questo punto la banca provvede al riaccredito sulla tua carta entro i successivi 5 giorni lavorativi. Il pagamento sarà processato a nome di: Sportit srl. Se entro i 20 giorni lavorativi non vedi il tuo riaccredito puoi contattare l’assistenza di Snowit mandando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.."

Sulla possibile apertura del dopo 5 marzo, insomma, ormai non ci scommette più nessuno.

"Abbiamo appena appreso l'incredibile decisione di non consentire l'apertura degli impianti sciistici. La notizia ci arriva con solo 12 ore di anticipo rispetto a quella che doveva essere la data ufficiale di apertura. Gli impianti dei Piani di Bobbio&Valtorta non apriranno. Ci stiamo attivando per i rimborsi a tutti coloro che hanno già acquistato in questi giorni, vi chiediamo un paio di giorni per poter organizzare il tutto. Grazie."

Sotto lo scarno e tristemente laconico comunicato dell`ITB di Barzio, su Facebook, quasi 500 i commenti che in poche ore sono stati postati dai visitatori.
La maggior parte naturalmente rivolti all`appena riconfermato Ministro Speranza (che pero` e` l`ultimo anello della catena, come sottolinea qualcuno)

"Siamo capitanati da una banda di incompetenti strafottenti !! " (ma avvisiamo che questo e` il commento piu` gentile che abbiamo trovato, gli altri, e numerosi, sono irriferibili !).

"Ma è uno scherzo di carnevale vero?" scrive una signora.
"Non è giusto trattare in questo modo la gente... tutti hanno bisogno di lavorare... stanno portando l' Italia al fallimento" le risponde un`altra.

Molti gli attestati di solidarieta` agli operatori turistici e alla Valle:

"Mi spiace per voi, per il lavoro svolto invano per garantire una riapertura sicura.."
"Tutta la mia solidarieta' alla valle❤"
"Un abbraccio a tutti voi del comprensorio e addetti ai lavori...mi spiace tanto."
"Capisco pienamente la vostra rabbia! Vi sono vicino!"
"Con 12 ore di anticipo... è solo mancanza di rispetto per il vostro lavoro!!!!! "

Insomma, un vasto repertorio di malcontento non solo degli sciatori, ma che dimostra una situazione sempre piu` difficile da tenere sotto controllo ("vogliono la rivolta sociale ?"scrive qualcuno).

L`unica e` sperare in una campagna di vaccinazione che prenda veramente il via (negli Stati Uniti 50 milioni di vaccinati in meno di due mesi, in Italia neanche 3 !) per salvare almeno la stagione estiva e per uscire al piu` presto da una situazione sempre piu` esasperata.

 

Molte le polemiche suscitate dall`ultimo decreto del Ministero della Salute, guidate ancora da Roberto Speranza, che ormai archivia definitivamente, senza essere mai nata, la stagione sciistica 2020/21 (niente sci fino al 5 Marzo) .

I gestori valsassinesi dei rifugi e gli sciatori si sfogano prevalentemente sui social: a essere messo sotto accusa soprattutto lo scarso preavviso, di neanche 12 ore, con cui si seppellivano le ormai residue speranze di far partire gli impianti sciistici di Bobbio.
Il problema, fanno rilevare i gestori dei rifugi in Alta Valle, sono anche le scorte alimentari che erano state appena acquistate in previsione di un rilevante afflusso turistico in Valsassina.

Un afflusso che, per inciso ieri e` stato rilevantissimo, ma si e` fermato ad intasare le strade di fondo valle, come hanno dimostrato le lunghissime file che domenica sera si snodavano tra Lecco e Primaluna !

Stesso problema per esempio, per i ristoratori liguri, molti dei quali hanno sfidato multe e sanzioni pur di rimanere aperti e non gettare via le scorte acquistate.

Dall`altra parte si fa rilevare la precaria situazione della Lombardia, rimasta ancora per pochissimo in zona gialla ma con un indice di contagio del 5,4% e un RT appena al di sotto dell`1%. A preoccupare, in attesa dei vaccini che per ora saranno destinati solo agli ultraottantenni, la variante inglese del Covid 19 che colpisce molto anche i bambini e i ragazzi, e che ha un tasso di diffusione del 20% superiore a quello originale.

Per la qual cosa il dott. Walter Ricciardi, a cui adesso si e` aggiunto anche Crisanti, membri del Comitato Tecnico Scientifico, propongono addirittura di ritornare a un lockdown completo in tutta Italia, compresa la chiusura delle scuole, per almeno due settimane.

Da rilevare poi che in gran parte dell`Europa, e in primis proprio nei paesi piu` vicini all`Italia, la situazione e` abbastanza drammatica: zona rossissima in Germania (dove c`e` il lockdown fino a Marzo), in Gran Bretagna,in Francia (soprattutto Francia Meridionale) e in Spagna e in Slovenia. Il virus insomma ci sta assediando, e le previsioni anche per il nostro paese al momento non sono positive.

Una bella grana per il nuovo Governo Draghi !

Ultimo aggiornamento da ITB Barzio:
GLI IMPIANTI SCI DEI PIANI DI BOBBIO&VALTORTA NON APRIRANNO

Gli impianti sci dei Piani di Bobbio&Valtorta non apriranno. Ci stiamo attivando per effettuare i rimborsi a chi ha acquistato nei giorni scorsi. Riceverete tutte le info nel giro di un paio di giorni

La Provincia di Lecco ha stabilito l’ingresso gratuito a Villa Monastero per tutti i medici, gli infermieri, il personale tecnico e sanitario ausiliario in servizio presso le strutture sanitarie pubbliche e private italiane.

L’iniziativa è valida da sabato 13 febbraio fino al termine dell’emergenza sanitaria, attualmente fissato al 30 aprile; per ricevere il titolo di ingresso gratuito basterà presentare alla biglietteria della Villa il tesserino di riconoscimento rilasciato dagli ordini professionali o dalle aziende sanitarie di appartenenza.

“Abbiamo pensato a questa iniziativa – spiegano il Presidente Claudio Usuelli e la Consigliere provinciale delegata alla Cultura, Turismo e Villa Monastero Irene Alfaroli – in segno di gratitudine per il lavoro svolto da tutti gli operatori sanitari che durante la pandemia da Covid-19 si sono distinti per la loro dedizione e lo spirito di sacrificio per contrastare l’emergenza sanitaria in atto, mettendosi sin da subito in prima linea e sacrificando spesso tempo, salute e affetti. Un gesto semplice, ma con un grande significato: unire cultura e medicina per una cura della persona nella sua integralità”.

Per informazioni: www.villamonastero.euwww.facebook.com/villamonasterolc e www.instagram.com/villamonastero.

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