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Valbiandino.net : notizie dalla Valsassina e non solo...

La credenza comune è quella che essere Volontario di Croce Rossa implichi solo prestare servizio in ambulanza in emergenza, ma questa è una convinzione errata.
Esistono una serie di molteplici attività che richiedono il tuo aiuto, come il Settore Socio-assistenziale (raccolte alimentari, distribuzione viveri, raccolte fondi), la Protezione Civile (maxi-emergenze territoriali, campi d’esercitazione), Iniziative rivolte ai giovani (intrattenimento per bambini, campagne d’informazione, supporto ad iniziative di altre associazioni di volontariato) che non implicano l’espletamento di servizi in emergenza.

Che cosa significa essere volontaria o volontario?

Essere volontario o volontaria significa mettere il proprio tempo e le proprie energie al servizio degli altri, senza alcuna costrizione e senza desiderare nulla in cambio. Per alcuni, fare volontariato è una scelta di vita, per altri una vocazione, per altri ancora un modo per dare qualcosa, non solo agli altri, ma soprattutto a se stessi.
Essere volontario o volontaria significa non solo lavorare per le persone, ma con le persone, all’interno della propria comunità.
Significa mettere a frutto le proprie competenze per migliorare le condizioni di vita delle persone più vulnerabili, chiunque esse siano, ed essere consapevoli che, per tanto che ciò che facciamo possa sembrarci poco, stiamo facendo la differenza. Nella loro vita come nella nostra.

E’ questo che fanno ogni giorno i volontari della Croce Rossa Italiana della Valsassina nell’aiuto alle persone più vulnerabili: nel rispetto dei Sette Principi di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, ma
*** abbiamo bisogno di te ***
Per diventare volontario della Croce Rossa Italiana occorre lasciare i propri contatti alla sede più vicina e se vuoi operare in Valsassina pre-compilaci il seguente modulo:

http://www.crilecco.org/.../progetto-diventavolontario.html
Aiutataci ad aiutare...
http://www.crilecco.org/valsassina/sostienici.html
Campagna 5xMille
https://www.facebook.com/.../a.111624660.../286951352964410/

🚑 Per diventare volontario della Croce Rossa Italiana occorre lasciare i propri contatti alla sede più vicina e se vuoi operare in Valsassina pre-compilaci il seguente modulo:
http://www.crilecco.org/.../progetto-diventavolontario.html
🚑 Aiutataci ad aiutare...
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Guido Bertolaso, coordinatore della campagna vaccinale anti-Covid in Lombardia, è arrivato questa mattina a Lecco per effettuare un sopralluogo al Centro Vaccinale dell’Ospedale Manzoni di Lecco, quindi al Palataurus che diventerà anch’esso un Centro Vaccinale.

Infatti, come ventilato nei giorni scorsi, oggi è giunta la conferma ufficiale che la struttura di via Giacomo Brodolini (zona Riva Bella) diventerà un Hub Vaccinale.

Accompagnato dal Direttore dell`ente ospedaliero lecchese  Paolo Favini, Bertolaso si è detto soddisfatto della visita all’ospedale Manzoni : “E’ andata bene – ha dichiarato – Il programma di vaccinazione prosegue. L’organizzazione è buona e adesso si tratterà di pigiare molto sull’acceleratore e cambiare completamente passo."

Una guaritrice del Fuoco di Sant'Antonio in Brianza, la quale sta utilizzando foglie di rosa.
👉Medicina popolare: saperi terapeutici, magia e religione al servizio della comunità

Noi, oggi, guardiamo alle pratiche della medicina popolare con lo sguardo della medicina ufficiale occidentale che le fa apparire vane o ridicole. Questi interventi, tuttavia, avevano un effetto positivo sul paziente: anche la dimensione comunitaria e la solidarietà umana, infatti, erano rimedi essenziali per affrontare la malattia che colpiva una persona vicina.

È importante notare come le ricerche condotte nella nostra zona sulle pratiche di medicina popolare tradizionale incontrano quasi sempre saperi riservati o segreti che, proprio per questa esclusività, fanno pensare alla ‘magia’. Ciò che si coglie osservando i guaritori o parlando con essi è, però, un riferimento costante a formule e a figure di tipo religioso: da un lato, il dono da cui deriverebbe ciò che le donne sanno fare con la diagnosi e/o con la cura, secondo i loro racconti, deriva da un esponente del clero; dall’altro, le preghiere più comuni della liturgia cattolica, recitate dal paziente, sembrano avere un ruolo fondamentale per rendere efficace ciò che la guaritrice ha fatto con i gesti e con le orazioni inaccessibili.
Si è ipotizzato che queste pratiche segrete, specialmente nei secoli scorsi sospettate di essere magiche o demoniache, abbiano avuto bisogno di tutelarsi da possibili sospetti di stregoneria. Da qui il legame evidenziato con la religione ufficiale, i suoi protagonisti – preti o santi – e i suoi riti.

Elisa Colombo, ricercatrice del Museo Etnografico dell'Alta Brianza

In funzione da mercoledì 24 febbraio il centro vaccinazione Covid di Introbio in località Sceregalli. È il primo centro vaccinale Covid operativo nella ATS Brianza oltre alle sedi ospedaliere del territorio già attive da giovedì 18 febbraio. Lo avevamo anticipato giorni fa nel nostro articolo I MEDICI DI INTROBIO IN PRIMA LINEA (E ANCHE IN TV!) PER LE VACCINAZIONI (valbiandino.net).

Da ieri vengono vaccinati, con vaccino Pfizer, 66 cittadini valsassinesi over 80 al giorno, il mercoledì, giovedì, venerdì e sabato; in alcune giornate, grazie alla presenza dei Medici di base si arriverà a 132 vaccinati al giorno. L`accoglienza e l`accettazione sono svolte dagli operatori della Protezione Civile che, come al solito, hanno dato la loro totale disponibilità a supportare un'iniziativa così importante a tutela delle fasce deboli della popolazione.

Anche una troupe della RAI e` venuta in Valsassina per filmare la vaccinazione degli anziani, con un servizio andato in onda mercoledi 24 alle ore 19,30 nell`edizione regionale lombarda del TG3, in cui ha intervistato operatori sanitari e pazienti  In particolare hanno parlato i dottori Antonio Menga, Attilio Artusi e Silvia Artusi che assieme a Libero Tamagnini e Giampiero Bellini costituiscono il team della Medicina di Rete che ha come sede il presidio introbiese, struttura che, ancora una volta, si pone al centro del servizio sanitario della Valle svolgendo un ruolo imprescindibile per tutti i cittadini.

L'attenzione riservata dai media in questa occasione ha contribuito ad accendere ancor più i fari sul presidio, gratificando il lavoro di tutti gli operatori sanitari che in esso lavorano ed ai quali va la riconoscenza di tutti noi.

Di seguito il link del filmato riguardante Introbio, da RAI PLAY:

https://www.rainews.it/tgr/lombardia/notiziari/index.html?/tgr/video/2021/02/ContentItem-95595b1a-817b-49e8-bd21-09f73e22e44e.html

 

Un libro per raccontare la storia dell’Elisoccorso sanitario in Lombardia. A poco più di trent’anni dall’istituzione del servizio, le giornaliste Francesca Guido e Francesca Indraccolo, specializzate in ambito sanitario, hanno realizzato il volume “Missione Paziente – Nascita e sviluppo dell’Elisoccorso in Lombardia” (25 euro, SUPER Edizioni – Pernice Editori S.r.l.) che illustra le tappe più significative dell’evoluzione di questo tassello del sistema di emergenza-urgenza regionale.

L’iniziativa editoriale è destinata agli operatori del settore ma anche ai non addetti ai lavori e ha un fine benefico. E’ stato infatti realizzato per la Fondazione Pro Elisoccorso – Servizio 118 onlus che, grazie al ricavato proveniente dal 20% del prezzo di copertina concesso dall’editore, intende acquistare attrezzature e apparecchiature per AREU, l’Agenzia regionale dell’Emergenza Urgenza della Lombardia.

Le ipotesi degli esperti: valutare zone rosse circoscritte. Al 12 febbraio la variante inglese era del 17,8 per cento sul territorio nazionale

Il territorio della Lombardia è in zona gialla, tuttora, fino a venerdì. Il monitoraggio periodico del contagio da Covid19 permette quindi l’apertura di bar e ristoranti fino alle 18 anche se restano in vigore il coprifuoco alle 22 e il divieto di spostarsi tra Regioni, se non per motivi di necessità.

Le ultime notizie sull’andamento dell’epidemia richiedono però attenzione sui possibili sviluppi della variante inglese, la mutazione del virus che preoccupa per un più alto rischio di contagiosità e, inoltre, di diffusione tra i più giovani. Le ipotesi degli esperti, che ventilano un nuovo lockdown rigido, sono ad oggi solo prospettive teoriche mentre sono possibili chiusure mirate, per bloccare eventuali focolai locali e sono attese i prossimi dati periodici sul contagio di venerdì 19.
Lombardia in zona gialla, ma la variante inglese è già presente

Nei giorni scorsi sono emersi alcuni focolai di Covid19 con variante inglese che si è provato a bloccare con la chiusura delle scuole coinvolte: è accaduto a Bollate, a Milano in zona Barona, Crema e Pavia.
Un’indagine dell’Istituto superiore di sanità, aggiornata a venerdì scorso, il 12 febbraio, dichiarava che a livello nazionale la variante inglese si attesta sul 17,8 per cento. Si tratta di risultati preliminari, specifica Iss, di un’analisi su 852 campioni per 82 laboratori provenienti da 16 regioni e province autonome, ripartiti in base alla popolazione. Iss scrive che il risultato medio è in linea con quello di altre survey condotte in Europa ma osserva che, nei prossimi mesi, la variante inglese è destinata a diventare prevalente.

Dice Iss:

“La necessità di monitorarne attentamente la prevalenza deriva dalla sua maggiore trasmissibilità rispetto al virus originale. Un attento monitoraggio ci consentirebbe, assieme al rafforzamento delle misure di mitigazione, di contenere e arginare gli effetti della nuova variante mentre si prosegue con le vaccinazioni, che restano comunque efficaci anche contro il virus mutato.
Nei prossimi giorni l’indagine sarà ripetuta, per verificare la velocità di diffusione della nuova variante”.

Martedì, 16 Febbraio 2021 06:51

COVID 19, I VACCINI E LE VARIANTI

Nelle ultime settimane si sono accavallati report di riviste scientifiche internazionali e di giornali e riviste non specialistiche su due aspetti paralleli, anche se di segno opposto, che spaziano dalla speranza dei vaccini ai timori delle cosiddette nuove varianti relativamente al Corona Virus (SARS-CoV-2). A comporre il quadrilatero, non vanno dimenticati due lati essenziali del quadrato, ovvero il distanziamento ed i suoi effetti (dalle mascherine al lock-down, più o meno parziale) alle possibile applicazioni di terapie personalizzate efficaci, basate sull’impiego dei cosiddetti “anticorpi monoclonali”.

Mai come adesso si puo’ dire che si naviga a vista tra certezze ed incertezze, nel tentativo di trovare un equilibrio tra economia e salute, tra salvaguardia delle popolazioni più a rischio e la necessità di salvaguardare e proteggere la didattica e la formazione dei giovani. Il condizionale è d’obbligo, per tutte le affermazioni le prese di posizione, col rischio di scelte spesso improvvise ed impopolari a seguito di una interazione ovviamente non facile tra mondo della politica ed istituzioni da una parte e comitati tecnico/scientifici (non esistono solo in Italia e in USA….) dall’altra.

E’ possibile trovare un buon senso senza lasciarsi andare a conclusioni affrettate o giudizi forzatamente parziali?
Di certo sappiamo che la famiglia dei Corona virus cerca di adattarsi a condizioni ecologiche diverse adattandosi, a volte aumentando l’aggressività (per esempio, sotto la pressione selettiva di un aumento di vaccinati e di livelli di anticorpi che cercano d limitarne la diffusione) ma anche diminuendola (per permettergli di sopravvivere meglio lasciando a disposizione più soggetti da infettare), ed in ogni caso si tratta di “mutazioni” imprevedibili, legati al concetto di nuove varianti che possono emergere (variante inglese, californiana, sudafricana, brasiliana….) per ora apparentemente non più benigne.

Il vaccino è un presidio sicuro di prevenzione, che andrà somministrato allo scopo di arrivare il più velocemente ad una copertura di popolazione almeno variabile tra 80% e 90% per assicurare il non aggravio sui costi di ricovero e sull’impegno delle terapie intensive, ma solo con una terapia sicura, dai costi limitati e facilmente praticabile – al limite anche in ambienti extra-ospedalieri in regime di ricovero- si potrà affermare di essere in una condizione di controllo della pandemia.
Né va dimenticato che nel bilancio di salute globale vanno anche contabilizzate le complicanze e le conseguenze di patologie importanti non diagnosticate in tempo, o su cui non si riesce ad arrivare ad agire nei tempi corretti, e che già da mesi mancano i tempi corretti per il necessario follow-up.

Ne consegue un solo atteggiamento di buon senso, ovvero, accanto ai sistemi di sorveglianza di reinfezioni o infezioni post-vaccinali, ed isolamento di ogni nuova variante, proseguire l’attenzione ai metodi fisici finora applicati – mascherina, distanziamento – ed uso del buon senso, anche in soggetti già vaccinati o post-infezione accertata, per non perdere i vantaggi che lentamente – ma, speriamo, inesorabilmente – nel giro di qualche mese dovremmo potere osservare e misurare.

Prof. Carlo Agostoni
Direttore Pediatria - Media Intensità di Cura
Interim Pronto Soccorso Pediatrico
Fondazione IRCCS Ca' Granda - Ospedale Maggiore Policlinico

Dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità
Università degli Studi di Milano

 

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