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Lunedì, 06 Febbraio 2023 09:16

VILLA MONASTERO CHIUSA SINO AD APRILE

in Cultura

L'amministrazione provinciale comunica che Villa Monastero di Varenna resterà chiusa fino al mese di aprile per i lavori di riqualificazione del giardino botanico e di restauro della villa.

Per avere informazioni sulla riapertura gli interessati potranno seguire i canali social.

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Freddo e gelo nei prossimi giorni: prudenza! Temperature ampiamente sotto lo zero, vento in quota, presenza di ampi tratti ghiacciati specialmente nei versanti nord. Richiamiamo l’attenzione di tutti i frequentatori della montagna sulle condizioni meteo di queste ore e dei prossimi giorni: l’improvviso calo delle temperature, unito al vento sostenuto in quota, ha favorito la formazione - particolarmente lungo l’arco alpino – di ghiaccio vivo anche a basse quote.
Pianificate le vostre escursioni, consultate i bollettini e avvaletevi dell’esperienza di chi conosce molto bene la montagna. Con le temperature molto basse si rischia di rimanere esposti a rischi maggiori e alle conseguenze dell’ipotermia. Controllate le previsioni meteorologiche e i bollettini neve e valanghe. Anche sentieri di bassa difficoltà, prati di media montagna, canali innevati possono nascondere situazioni ad alto rischio. È importante affrontare percorsi in montagna con l'attrezzatura adeguata (abbigliamento, calzature adatte, ramponi e piccozza, cibo e bevande calde, una lampada frontale). Attenzione anche alle poche ore di luce e all'allungarsi dei tempi di percorrenza degli itinerari.
Poche raccomandazioni che possono fare la differenza.
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Ho avuto modo di leggere con attenzione, nei giorni scorsi, il documento che Uneba e Aris - in rappresentanza di 500 strutture lombarde a vocazione non profit operanti nel settore sanitario e sociosanitario - hanno pubblicato in coincidenza con la prossima scadenza elettorale regionale dal titolo “Il sistema del welfare lombardo: prospettive e indirizzi di programmazione” e vi ho trovato piena rispondenza con la situazione che ho potuto toccare con mano in occasione delle visite che ho avuto modo di effettuare ad alcune strutture che ospitano gli anziani sul nostro territorio.

Se da un lato il quadro che emerge evidenzia la situazione di “sofferenza complessiva” del sistema welfare regionale che la pandemia non ha fatto che far esplodere con drammaticità, dall’altro mette al centro della riflessione comune il ruolo che queste strutture sono chiamate a svolgere: “essere soggetti capaci di una “presa in carico”, “attenti” alle persone e alle loro famiglie più che semplici erogatori di servizi di natura clinica o assistenziale”.

Purtroppo questo ruolo rischia di essere messo in crisi da una serie di fattori: in primo luogo il protrarsi della difficile situazione economica a cui le RSA sono costrette a far fronte; in secondo luogo la mancanza di una programmazione che consenta loro di avere con chiarezza di fronte una prospettiva temporale di medio-lungo periodo nella quale potersi muovere e organizzare; infine il persistere di una visione da parte della politica che tende a separare - e non unire - gli aspetti sanitari da quelli socio-assistenziali. Questi sono i risultati di dieci anni di gestione della sanità e del welfare in Lombardia.

Occorre cambiare completamente visione: rimettere al centro l’unità della persona fragile, con tutti i suoi bisogni e i bisogni delle loro famiglie, per costruire attorno ad essa un nuovo sistema più integrato per la programmazione della rete dei servizi sanitari e sociosanitari in tutte le aree di intervento e con una maggiore capacità di ascolto e di condivisione con le realtà che sono chiamate ad operare sul campo e non possono più semplicemente subire scelte dall’alto. Serve costruire un welfare più vicino al territorio. Serve intervenire per superare la mancanza di personale medico, infermieristico e socio-assistenziale nelle strutture a partire dalla valorizzazione di queste professioni fin dalla fase di orientamento. Serve potenziare il sostegno anche economico per aiutare le strutture sanitarie no-profit a superare l’impatto della crisi energetica.

Lorenzo Riva

Candidato Terzo Polo

Elezioni regionali in Lombardia

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Martedì 24 gennaio, si è svolta la riunione di insediamento del Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci del territorio dell’ASST di Lecco, organismo di riferimento della Conferenza dei Sindaci del territorio provinciale, chiamato ad esprimersi su temi importanti che riguardano la programmazione di servizi nell’area sanitaria e sociale.

In apertura dell’incontro il Presidente Guido Agostoni ha evidenziato i principali compiti dettati dalla normativa regionale: - formulazione di proposte all’ASST per l’organizzazione territoriale dei servizi sociosanitari e sanitari in favore della popolazione, promuovendo l’integrazione fra l’attività sanitaria e quella sociale svolta dai Comuni e dagli enti gestori - verifica dell’attuazione dei programmi e dei progetti di competenza dell’ASST e la valutazione della distribuzione delle risorse finanziarie dedicate - espressione di parere obbligatorio sulla programmazione e progettazione dei servizi territoriali dell’ASST.

Nella nostra realtà territoriale il Consiglio di Rappresentanza rappresenta, inoltre, il riferimento politico/ istituzionale della programmazione sociale unitaria prevista dal Piano di Zona.

Il Presidente ha richiamato “l’urgenza di riprendere lo spirito di confronto e collaborazione che ha portato a condividere le proposte di sviluppo delle Case della Comunità” come indicato nel documento sottoscritto da Comuni, ASST, ATS, Ordini professionali dell’area sanitaria, Confcooperative, CSV Monza Lecco Sondrio, Coop COSMA nel novembre 2021 e come previsto dal Piano di Zona.

Il Direttore Generale dell’ASST Paolo Favini e il Direttore Sociosanitario Enrico Frisone, dopo aver confermato la disponibilità a procedere congiuntamente nella direzione tracciata, hanno aggiornato i presenti sullo stato di attuazione delle Case della Comunità, sulla situazione della medicina generale e sulle ipotesi di programmazione territoriale per i prossimi mesi, temi che verranno ripresi a breve termine nelle Assemblee dei tre Ambiti territoriali di Bellano, Lecco e Merate per informare i cittadini.

Nel successivo dibattito sono emersi i temi principali che impegneranno a breve il Consiglio di Rappresentanza nel confronto con l’ASST: piani di collaborazione e condivisione per l’avvio delle Case di Comunità, Punti Unici di Accesso, Salute mentale, azioni di prevenzione.

È stato posto anche il tema dei Medici di Medicina Generale e della carenza che si sta evidenziando in alcune aree del nostro territorio. Su questo punto il confronto vedrà il coinvolgimento di ATS Brianza che ha ancora competenza in tale settore.

Nel prossimo incontro il Consiglio predisporrà uno specifico regolamento territoriale di funzionamento delle Assemblee distrettuali.

Il Consiglio di Rappresentanza è composto da: Guido Agostoni Presidente (Comune di Pasturo), Maurizio Maggioni Vicepresidente (Comune di Olgiate Molgora), Mirko Ceroli (Comune di Barzago), Giuseppe Chiarella (Comune di Molteno), Emanuele Manzoni (Comune di Lecco).

Partecipano stabilmente: Gabriella Del Nero (Presidente Ambito Territoriale di Bellano), Sabina Panzeri (Presidente Ambito Territoriale di Lecco), Paolo Brivio (Presidente Ambito Territoriale di Merate). 

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La Giunta regionale della Lombardia ha approvato, su proposta dell’assessore agli Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni, il riparto dei fondi per il funzionamento delle 23 Comunità Montane della Lombardia, pari complessivamente a 11,5 milioni di euro, con un incremento di 1 milione rispetto alla precedente annualità.

Attenzione a Comunità Montane della Lombardia con riparto fondi

“Con questo provvedimento – spiega l’assessore regionale alla Montagna – si conferma la migliore attenzione di Regione Lombardia per le Comunità Montane che, oltre alle loro funzioni, ne svolgono quindi di ulteriori. Si tratta infatti di funzioni conferite proprio dalla stessa Regione, in materia di impianti di risalita e di esercizio delle professioni sportive inerenti alla montagna, di mercati all’ingrosso, di sviluppo della mobilità ciclistica, di procedure in materia di valutazione dell’impatto ambientale. E, ancora, di agricoltura, foreste, incendi boschiviattività agro-silvo-pastorali, bonifica e irrigazione, vigilanza e tutela sulla conservazione della piccola fauna e della floragestione dei Parchi, collaborazione per il governo del territorio e la protezione civile“.

Montano il 40% del territorio lombardo

Le Comunità Montane valorizzano e gestiscono infatti in Lombardia oltre il 40% dei territori della regione. Aree all’interno delle quali è ricompresa quindi una popolazione complessiva superiore a 1.200.000 abitanti, ripartita in 510 Comuni.

Il riparto dei fondi

Di seguito ecco quindi il riparto a favore delle 23 Comunità Montane.

  • Oltrepò Pavese 485.165 euro;
  • Parco Alto Garda Brescia 365.282 euro;
  • Valle Sabbia 498.304 euro;
  • Sebino bresciano 283.426 euro;
  • Valle Trompia 502.738 euro;
  • Valle Camonica 857.142 euro;
  • Laghi bergamaschi 725.311 euro;
  • Valle Seriana 844.128 euro;
  • di Scalve 346.445 euro;
  • Valle Brembana 581.623 euro;
  • Valle Imagna 241.526 euro;
  • Lario orientale/Valle San Martino 476.215 euro;
  • Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera 408.864 euro;
  • Triangolo Lariano 403.168 euro;
  • Lario Intelvese 282.575 euro;
  • Valli del Lario e del Ceresio 606.805 euro;
  • Valtellina di Tirano 417.308 euro;
  • Alta Valtellina 640.294 euro;
  • Valtellina di Sondrio 597.585 euro;
  • Valtellina di Morbegno 455.127 euro;
  • Valchiavenna 487.671 euro;
  • Piambello 441.423 euro;
  • Valli del Verbano 551.875 euro.
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Lunedì, 09 Gennaio 2023 09:55

IL 2022 DEL SOCCORSO CENTRO VALSASSINA

Un'immagine, quella di copertina, che dice tutto e ha bisogno di poche spiegazioni.
Ma, soprattutto, quel che è importante è che dietro a quella immagine, a quei numeri, continuino ad esserci donne e uomini che prestano il loro tempo e le loro competenze al servizio di una Comunità.
Lo dicono anche loro quando sottolineano che "questi non sono solamente numeri, rappresentano i nostri volontari e il loro tempo libero dedicato agli altri, l'impegno di chi organizza i vari servizi e la riconoscenza di sceglie il Soccorso Centro Valsassina!"
E, quindi, veniamo ai numeri rilevati "in crescita rispetto agli scorsi anni, sia per fattori demografici sia per la nostra presenza costante e h24 sul territorio".
Il Soccorso Centro Valsassina lo scorso anno ha effettuato "3485 servizi, quasi 10 al giorno e 545 in più rispetto allo scorso anno".
Nel 2022 i volontari hanno "percorso 179119 km per portare assistenza a chiunque ne avesse bisogno, 40.000 in più rispetto allo scorso anno".
Sono cifre davvero impressionanti che se da una parte ci tranquillizzano perchè sappiamo che possiamo contare su di loro, dall'altra devono essere di sollecito a quanti potrebbero diventare volontari.
Le esigenze della popolazione, come si vede chiaramente, sono aumentate e si prevede aumentino ancora per cui il Soccorso ha sempre bisogno di nuova linfa su cui poter contare per garantire un servizio senza il quale, oggi, la Valle non potrebbe vivere.
E per questo è doveroso (e sentitissimo) un caloroso ringraziamento.
 
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Domenica, 08 Gennaio 2023 07:18

Elezioni regionali Lombardia 2023

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