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Pubblicato in Opinioni

QUELLA TANGENZIALE CHE S'HA DA FARE

Martedì, 20 Aprile 2021 22:43 Scritto da  Riccardo Benedetti

Come si è appreso dalle cronache, lunedì si è tenuto un intenso incontro riguardante la cosiddetta “tangenziale di Primaluna”, progetto atteso da decenni e che ora, visti i finanziamenti messi in campo dalla Regione anche sull'onda olimpica, sembra poter diventare realtà.

Il “sembra” non è messo lì a caso. Tra altre cose, infatti, è emerso che i 14 milioni di euro stanziati rappresentano, più o meno, la metà dei denari necessari, per cui, come prevedibile, tra il dire e il fare ci sono di mezzo un sacco di soldi da trovare. 

In verità quando quei 14 milioni furono sbandierati ai quattro venti le modalità con cui furono comunicati non lasciavano intendere che ne sarebbero serviti altri. Anzi, veniva ribadito che era necessario mettersi subito all’opera (e così è stato, in effetti) perché dovevano essere spesi entro tre anni.

Bene. Anzi, no. Perché nel frattempo sono successi almeno tre fatti.

Il primo è la sistemazione (ancora in corso ma alla fine sarà indubbiamente un ottimo lavoro) da parte del comune di Primaluna dell’area “tennis-campo giochi-area camper”: conseguenza, di lì la strada (che forse doveva passare) non passerà più.

Più avanti, a Cortabbio, le Officine Santafede hanno iniziato a costruire (ovviamente con tutti i permessi) un capannone con conseguente modifica del tracciato della strada comunale attualmente esistente. Pare che non sia un problema, ma si vedrà.

Subito dopo la Pioverna negli ultimi anni ha eroso con forza gli argini, un “inconveniente” non banale se si pensa che si sta pensando ad un viadotto di duecento metri per raggiungere l'altra sponda. E lascio all’immaginazione di ciascuno quale possa essere l’impatto di un viadotto di duecento metri sul nostro martoriato torrente in quella zona.

D’altronde volendo affidare i lavori a una società che costruisce e gestisce autostrade, un viadotto rientra nella logica delle cose.

Anche sull'individuazione di questa società si potrebbe aprire un brevissimo capitolo. Un amico, usando una metafora, mi ha detto che è come affidare la costruzione di una normale abitazione dalle nostre parti ad un’impresa che costruisce palazzi di lusso a Sankt Moritz. Ve la giro come provocazione, o come motivo di riflessione, vedete voi.

Poi, naturalmente, ci saranno tutte le buone ragioni di questo mondo e non discuto oltre perché sono un pallido ragioniere e non un ingegnere.

Ma proprio perché “ragioniere” mi ha colpito molto un pensiero che ha iniziato a circolare.

Sintetizzo: “è vero che costa 24 milioni, ma poi con i ribassi si arriva a molto meno”.

È vero, succede ovunque. Ma, e lo chiedo agli esperti di bilanci di enti locali, se un ente pubblico indice un appalto da 24 milioni, di quei 24 milioni deve avere la disponibilità. E se sbaglio, per favore, correggetemi.

Ma c'è un altro aspetto di questa corsa al ribasso che non mi è mai quadrato.

Se un progettista stabilisce che il costo di quell’opera è di, mettiamo, 24 milioni, e arriva un’offerta con un ribasso, anche qui ipotetico, del 30% o magari anche oltre, un ragioniere cosa dovrebbe pensare? Forse che sarebbe meglio se il progettista cambiasse mestiere? Poi non meravigliamoci se le opere pubbliche di oggi durano lo spazio di pochi anni e quelle dei Romani sono ancora lì a farsi ammirare.

Mi chiedo, a questo punto, se forse non abbiamo sbagliato direzione.

Visto che tutte le aree industriali della Valle sono tra Taceno e Primaluna perché anziché la “tangenziale” non fare un paio di gallerie tra lo svincolo di Bellano e Taceno così che i mezzi pesanti (la maggior parte di loro, almeno) non debbano essere costretti ad attraversare tutta la valle per raggiungere la loro destinazione?

Conclusione?

La “tangenziale” in un modo o nell’altro si farà perchè s'ha da fare: è una promessa troppo forte per non essere mantenuta, anche in vista delle elezioni regionali del 2023.

I soldi verranno trovati e il problema della strettoia di Primaluna risolto (perchè comunque quello è un problema e in un modo o nell'altro deve essere risolto).

Ad oggi, quindi, l’unico dubbio è dove passerà la nuova strada, se i ponti saranno davvero tre e se ci sarà o meno il viadotto Santafede - Polvara.

Ne aggiungo uno, di dubbio, e riguarda l'impatto che avrà sull'ambiente. E non è, almeno dal mio punto di vista (non so dal vostro), un dubbio da poco.

Riccardo Benedetti

Ultima modifica il Martedì, 20 Aprile 2021 23:14
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