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IL FIORE DELLE LACRIME DIVINE

Lunedì, 20 Dicembre 2021 06:21 Scritto da  Elio Spada

La incontriamo spesso durante le nostre escursioni estive lungo la pista ciclabile fra lo Sprizzottolo e il ponte sulla Troggia (a proposito, Troggia è maschile o femminile?). Si presenta in forma di cespuglietto dai rari ed esili steli dall’aspetto legnoso, sormontati da un apice conico sul quale sbocciano piccoli fiori bianchi dalle sfumature rosacee.

Stiamo parlando della Verbena essenza vegetale utilizzatissima in erboristeria, soprattutto in passato, per le sue innumerevoli proprietà. Presunte o reali che siano. Attorno a questo arbusto circolano antichissime leggende una delle quali vorrebbe che le prime Verbene siano spuntate dalle lacrime di Era piangente a causa delle numerose scappatelle del marito, e signore del panteon olimpico, Zeus. Altre narrazioni vogliono che la Verbena infonda forza e coraggio a chi ne consuma. I Latini la ritenevano sacra, proprio come i druidi. I sacerdoti celtici, infatti, la collocavano sullo stesso piano del vischio, essenza vegetale sacra per eccellenza.

La medicina tradizionale vuole che la Verbena possieda innumerevoli proprietà astringenti, analgesiche, antiinfiammatorie, digestive, antireumatiche. La medicina cinese pare utilizzi la Verbena per curare addirittura edemi, malaria, carbonchio. Sembra inoltre che alcune ricerche ne abbiano individuato caratteristiche antitumorali e effetti benefici contro l’Alzheimer anche se nessuno studio clinico ne ha ancora dimostrato l’efficacia. Ma siate prudenti: se avete mal di testa non preparatevi una tisana di Verbena. Molto meglio l’Aspirina.
 

Ultima modifica il Lunedì, 20 Dicembre 2021 06:23
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