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IL FIORE DELLE MUMMIE

Mercoledì, 29 Dicembre 2021 07:11 Scritto da  Elio Spada

La pianta riprodotta nella foto (scattata durante un’escursione sui monti di Premana) ha una storia plurimillenaria. Gli antichi egizi sembra la utilizzassero nelle operazioni di imbalsamazione anche a causa del buon odore che emanava durante gli interventi di mummificazione su cadaveri non esattamente profumati. E i greci ne bruciavano grandi quantità in occasione dei sacrifici rituali quando numerosi animali, in particolare buoi e capre, venivano arsi per essere offerti agli dei olimpi.

L’aroma sprigionato dal timo (di questo stiamo parlando) è infatti molto intenso e in grado di coprire il puzzo di carne bruciata che inevitabilmente invadeva la zona del sacrificio. In greco antico l’appellativo thyo, da cui timo, significa appunto “sacrifico” con evidente intento metonimico grazie al quale una parte si sostituisce al tutto. Ma esisteva anche il termine thymos (o thumos) dal significato più complesso che atteneva all’aspetto emotivo e sanguigno dell’uomo. Eraclito sostiene che “È arduo combattere contro il thumos (“brama della passione” in G. Colli “La sapienza greca - Eraclito” [A 116] pag. 107; Adephi): ciò che vuole lo compera a prezzo della vita o dell’anima”. Del timo in senso psicagogico parlano anche Platone, Aristotele, Democrito e altri “spiriti magni”. Volando a quote più basse, è d’obbligo segnalare che il timo possiede altre notevoli caratteristiche.

Viene infatti impiegato come aromatizzante in alcune preparazioni gastronomiche in sostituzione dell’origano, di cui è parente prossimo. Ma non è tutto. La farmacopea tradizionale (e non solo quella) attribuisce al timo anche proprietà digestive, antisettiche, lenitive, espettoranti e altro ancora. Dal timo, infine, le api ricavano un miele fortemente aromatico dalle tonalità speziate e retrogusto balsamico che ricorda quello dei chiodi di garofano. Concludiamo ricordando che l’appellativo di timo viene utilizzato per indicare una ghiandola endocrina dell’uomo, collocata dietro lo sterno, che ricopre un ruolo fondamentale all’interno del sistema immunitario poiché porta a “maturazione” i linfociti T durante il periodo prenatale.

Ultima modifica il Mercoledì, 29 Dicembre 2021 07:14
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