Ciclabili in quota in Valsassina: Luca Rota interviene sui lavori tra Biandino e Camisolo

15/07/2026

Riportiamo qui sotto un post di Luca Rota. Ci sarebbe molto da dire. Ci limitiamo a commentare che i milioni di danaro pubblico per realizzare queste “mitiche” e talvolta improbabili ciclabili in quota si trovano sempre (quando poi serviranno centinaia di migliaia di euro per mantenerle vedremo come andrà a finire). Per costruire, ad esempio, nuove scuole (ed il riferimento ad Introbio non è puramente casuale) purtroppo, invece, no.

Nelle immagini, scattate la scorsa settimana dall’amico Roberto Bergamini, vedete i lavori della nuova ciclovia che dalla Bocca di Biandino, nell’omonima valle, sale verso la Bocchetta del Camisolo, sulle Alpi Orobie occidentali (Valsassina, provincia di Lecco). Si tratta di un’ennesima porzione della cosiddetta “Transorobica”, il «progetto di recupero delle antiche vie di comunicazione tra le sponde lecchesi, valtellinesi e bergamasche delle Orobie» che già da qualche stagione è in corso: https://wp.me/p1E5a2-fsF

Peccato che tale “recupero”, termine al quale ovviamente si uniscono i soliti “valorizzazione”, “sostenibilità”, “rispetto dell’ambiente” eccetera, sta sfregiando a colpi di ruspe un intero versante montuoso e distruggendo il sentiero 40 che sale verso la dorsale di confine con la bergamasca, con una strada larga almeno 2 metri che ha pendenze molto più adatte a dei veicoli che a delle mtb pur a pedalata assistita.

Posto che è ormai evidente che per alcuni soggetti pubblici – coi loro sodali privati – il cicloescursionismo è diventato la versione estiva dello sci, soprattutto nei suoi aspetti più negativi, (e ne giustificano le opere, ovviamente pagate coi soldi nostri, con motivazioni del tutto discutibili quando non palesemente errate, come rilevo nel blog: https://wp.me/p1E5a2-fsF), le domande che sorgono nuovamente sono sempre quelle: ma veramente c’è bisogno di tutti questi percorsi cicloturistici sulle montagne? Veramente le mtb possono e devono arrivare ovunque, anche dove di logica e da secoli ci si arriva solo a piedi? Sul serio è questo che “valorizza” le montagne e ne difende l’identità?

Racconto il caso di Biandino, e approfondisco di nuovo la questione generale (sempre più inquietante), nell’articolo di oggi sul blog, qui: https://wp.me/p1E5a2-fsF

Luca Rota

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