Una bella serata dedicata alla musica ed alle fotografie, organizzata ed offerta da Adriano Airoldi alle sue Trote Blu, ha fatto da contorno ad una raccolta fondi destinata ad aiutare Don Bruno Vitari (attualmente residente al COE) nella costruzione di un ospedale in uno dei quartieri più popolosi di Yaoundè, la capitale del Camerun, paese dove Don Bruno ha messo radici da tre decenni.
La parte musicale è stata affidata ad un indiscusso protagonista della scena rock americana, Willie Nile, cantautore che nel suo catalogo annovera numerosi album e prestigiose collaborazioni (tra le tante ricordiamo quelle con Bruce Springsteen); Nile, accompagnato dal chitarrista italiano Marco Limido, tra i più grandi interpreti della musica blues, ha interpretato alcuni suoi brani, incluso “One Guitar” che nel 2013 si aggiudicò l’Independent Musica Award come migliore canzone a sfondo sociale di quell’anno.

Da sinistra Marco Limido e Willie Nile
Cristina Arrigoni, introbiese e moglie di Nile, ha poi commentato una serie di sue splendide fotografie dedicate agli “invisibili”, homeless uomini e donne da lei incontrati e ritratti a New York e di cui ha raccontato storie, drammi e paure.

Una delle foto presentate da Cristina Arrigoni
Una serie di immagini di straordinario impatto capaci di raccontare un America lontanissima dagli stereotipi che ci vengono proposti quotidianamente. Cristina con il suo lavoro e la sua passione riesce ad insinuarsi nel profondo di occhi e rughe, a scandagliare sguardi e gesti, sondando un’umanità che, in alcuni casi, ha scelto essa stessa di vivere giorno per giorno, notte per notte, in compagnia solo della propria dignità umana e senza rassegnazione alcuna. E vi invitiamo a visitare il suo sito Cristina Arrigoni Photography perché davvero merita.

Cristina Arrigoni
Infine, Don Bruno ha spiegato il motivo per cui ha necessità di reperire fondi, e cioè per poter continuare nella realizzazione dell’Ospedale della Provvidenza a Yaoundé, in un quartiere dove vivono circa 300.000 persone che attualmente è sprovvisto di una struttura sanitaria come Dio comanda.

Don Bruno e Adriano Airoldi
Nei prossimi mesi, fondi permettendo, verranno aperti i primi reparti al piano terra; poi, sempre che le finanze lo consentano, dovrà essere approntato anche il piano superiore.
Don Bruno, che, come detto, attualmente risiede al COE, tornerà in Africa a fine settembre per riprendere a coordinare i lavori: in questa sua “vacanza” italiana si è speso per cercare di raccogliere quanto più possibile per la sua causa.
Ed anche nella serata di ieri ha potuto apprezzare la generosità valsassinese che non si è fatta attendere e gli ha consentito di rimpinguare ulteriormente i fondi raccolti in questa sua permanenza italiana.