Cortenova: Andrea per sempre

21/09/2026
Andrea Spandri

La Montagna toglie, la Montagna dona ma, soprattutto, nella Montagna si conserva sempre il ricordo di chi l’ha vissuta, amata, rispettata sino alla fine.

E così sarà anche per l’Andrea Spandri, che da ieri (e per sempre) sarà “Ragno tra le rocce, angelo tra le nevi”, come titola la targa che parenti ed amici più cari hanno posto là dove il marzo scorso ha incontrato il suo destino lasciando sgomenta la sua Cortenova, la Valsassina e le genti hanno avuto la fortuna di averlo come amico o, semplicemente, nutrivano per lui stima ed apprezzamento per ciò che rappresentava nel mondo della Montagna.

Sono saliti in tanti verso il Rifugio Branca, meta terrena che in quel giorno di marzo l’Andrea non ha mai raggiunto. Sono saliti in tanti per testimoniare un Valore innato in chi ama la Montagna come luogo di ispirazione, di riflessione e, perché no?, di sfida con sé stessi.

Andrea Spandri. Sullo sfondo la “sua” Grigna

Guardare in alto, quale uomo non l’ha mai fatto? Osservare il cielo di notte restando affascinati dall’incomprensibilità dell’infinito è sempre stato e sempre sarà un esercizio spirituale in grado di ricordarci che siamo un granello di sabbia in viaggio nell’Universo.

E la stessa cosa vale per chi va in Montagna, quella vera, mica quella “luna park” che stanno inopinatamente e talvolta fraudolentemente creando per, a dir loro, “farla vivere”.

Non c’è bisogno di “far vivere” la Montagna, caso mai bisognerebbe insegnare a “viverla”, ma questo è un altro discorso.

L’Andrea era capace di guardare in alto. Voleva guardare in alto. Probabilmente, ad un certo punto della sua “carriera” di arrampicatore, anche più in alto del possibile per dimostrare che, se rispettata e amata, la Montagna restituisce quel rispetto e quell’amore.

Il dono della famiglia a tutti gli amici: un cappellino con l’anno di nascita, le sue iniziali, l’anno della scomparsa. Il logo raffigura un tramonto sulla Grigna, la sua montagna.

L’Andrea lo sapeva e per questo alla Montagna ha affidato spirito e corpo incontrando sui sentieri che portano al cielo un destino imprevisto che lo ha legato per sempre a ciò per cui aveva vissuto.

Ora, grazie agli amici più cari, la sua memoria sarà per sempre lì a perpetuarne l’esempio ed a raccontare un’altra pagina di quella storia eterna che avvolge tutte le vette in viaggio su questo granello di sabbia pellegrino nell’Universo.

Ti consigliamo questi articoli

Don Stefano commenta il Vangelo della quarta domenica di Avvento

Penso ai discepoli. Per pensare anche a me. Gesù dimostra loro

Il popolo Alpino ha riabbracciato la Tenda dell’Anima

Il Pian delle Betulle ha celebrato per la 67^ volta

Domenica alle Betulle con le penne nere lecchesi anche gli alpini del battaglione Morbegno

Ci saranno anche il colonnello Riccardo Venturini, comandante del 5°