Come ha preannunciato giorni fa un sito online ormai chiaramente organico al “Sistema” che impera tra lago e monte con quartier generale in quel di Moggio, questa sera – salvo sorprendenti sorprese – in Comunità Montana si consumerà la “vendetta” neo-leghista (la Lega, quella vera, era tutt’altra cosa negli obiettivi e negli uomini) nei confronti dei Fratelli d’Italia colpevoli del (decisamente maldestro ed improvvido) tentativo di insurrezione in quel di Parlasco.
Come molti ricorderanno, i più o meno cento elettori del paese (noto in letteratura per le gesta del bandito della Valsassina cantate da Antonio Balbiani) furono chiamati alle urne a seguito delle dimissioni del sindaco (neo-leghista) originate – ma qui le narrazioni sono diverse a seconda delle campane che senti suonare – da una presunta sfiducia promossa da tre consiglieri, guarda caso “imputati” di essere apparentati proprio con FdI. La vicenda rischiò anche di andare a toccare i delicatissimi equilibri che il centrodestra stava freneticamente cercando per venire a capo della candidatura del sindaco di Lecco. Ma il vero problema del “Sistema” – aldilà di non perdere un comune con conseguente rischio di una sua destabilizzazione – era riuscire a far rieleggere in una maniera o nell’altra l’attuale presidente della Comunità Montana (bocciato nella sua Barzio nel 2024 e ripescato come assessore esterno a Parlasco).
La storia ci racconta poi che: 1) il sindaco uscente diventò trionfalmente rientrante; 2) i Fratelli d’Italia presero una scoppola mica da ridere; 3) il presidente di Barzio venne eletto a Parlasco con grande soddisfazione dei suoi protettori.
Poteva restare tutto ciò senza conseguenze? La risposta è “no” e stasera in Sala Pensa le truppe neo-leghiste voteranno compatte un nuovo direttivo che – dopo aver dato il benservito ai due assessori FdI – accoglierà un’esponente dello stesso partito proveniente da Colico (e chissà se era o meno per il matrimonio tra Bitto e Agone). Non solo: perché la rappresaglia sia totale e non lasciar adito a dubbi alcuni, il secondo subentrante è il sindaco di Crandola, quel Matteo Manzoni che recentemente ha abbandonato i Fratelli per andare a rimpolpare le fila dei sostenitori del più famoso Generale italiano dopo Cadorna.
Insomma, proiettandola sullo scenario nazionale, la Valsassina da domani sera sarà il primo “laboratorio” di sperimentazione di una coalizione Lega – Vannacci “benedetta” anche dal sindaco di Primaluna, esponente di Azione, che ne ha sottoscritto il programma.
Resta solo da vedere chi voterà contro e chi si asterrà. E chi – magari – non parteciperà all’assemblea per non doverlo fare…
Riccardo Benedetti