Ospedali di Comunità: niente nuovi infermieri, solo “mobilità interna”

02/05/2026
Introbio: una foto d'archivio dell'ospedale di Comunità in costruzione

Non è propriamente una sorpresa ma, a questo punto, una vera e propria presa d’atto: gli ospedali di Comunità in via di apertura a Merate e Introbio funzioneranno (se e come vedremo) grazie non a nuove risorse ma a infermieri già al lavoro tra Manzoni (Lecco) e Mandic (Merate) con il risultato di impoverire ancor di più il personale dei due nosocomi con tutto ciò che ne consegue in termini di assistenza e prestazioni.

“Considerata l’imminente apertura dell’Ospedale di comunità di Merate e di Introbio, a gestione prevalentemente infermieristica, caratterizzate da un livello assistenziale a bassa complessità e la necessità urgente di assicurare un adeguato organici, si invita tutto il personale interessato a presentare richiesta di mobilità”: questa la sostanza del “bando di mobilità interna” pubblicato recentemente e che ha fatto insorgere le rappresentanze sindacali.

Per consentire il funzionamento degli Ospedali di Comunità, strutture sanitarie di ricovero della rete di assistenza territoriale che svolgono una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero, sono stati pensati per essere gestiti infermieristicamente, e quindi necessitano di un numero di addetti in grado di garantire 3 turni sulle 24 ore (da quanto si sa, due per turno).

Come noto, le nuove strutture sono state finanziate con fondi PNRR e dovevano essere concluse entro lo scorso 31 marzo, termine poi prorogato all’agosto sempre di quest’anno.

L’importo dei lavori previsto dal PNRR (vedi qui sotto la scheda relativa) è di 2.729.925 euro.

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