Sabato si torna all’ora solare: il dibattito su quella “legale” è apertissimo

24/10/2025

Sabato sera saremo tutti chiamati a spostare le lancette dell’orologio indietro di un’ora e verificare che tutti i nostri dispositivi che dovrebbero farlo in automatico si adeguino al nuovo orario.

Un’operazione (quella dell’abbandono dell’ora legale) alla quale siamo abituati da decenni e che da un po’ di tempo in qua è oggetto di dibattito.

“Ogni anno – scrive ad esempio il Sole24Ore – viene messo in evidenza il fatto che l’adozione dell’ora legale tutto l’anno eviterebbe lo “stress da cambiamento” legato alla luce, il principale sincronizzatore naturale di tutti i processi dell’organismo, che si manifesta nelle persone con stanchezza, insonnia, irritabilità, mal di testa, sbalzi d’umore, difficoltà a concentrarsi e a mantenere alta l’attenzione. Una sorta di mini-jet lag. L’adozione dell’ora legale tutto l’anno garantirebbe inoltre una maggiore assunzione di vitamina D e attenuerebbe i disturbi del sonno. C’è chi chiede di dire addio all’ora solare in quanto un retaggio di una società contadina mentre ora in un mondo industriale ha più senso che ci sia luce alle 5 della sera che alle 5 del mattino”.

Il quotidiano economico mette anche in risalto alcuni dati oggettivi.

“La Società italiana di medicina ambientale (Sima) – si legge – pone l’accento sul fatto che il passaggio da ora legale a ora solare e viceversa non è indolore, ma produce effetti negativi su salute, energia, bollette, ambiente e tasche dei cittadini, al punto che già oltre 350mila italiani hanno firmato la petizione online per rendere permanente l’ora legale tutto l’anno. Assieme a Consumerismo No Profit Sima ha avviato una raccolta firme per chiedere al Governo l’ora legale permanente. Sul fronte energetico – spiega Sima – l’adozione dell’ora legale ha consentito in 10 anni, dal 2004 al 2024, un risparmio pari a 11,7 miliardi di kWh che, in termini economici, equivalgono ad una minore spesa sulle bollette dei cittadini per circa 2,2 miliardi di euro, cui si aggiungono circa 100 milioni di euro e 330 milioni di kWh di risparmio nei sette mesi di adozione dell’ora legale nel 2025 (dati Terna). Ciò equivale a un taglio alle emissioni climalteranti tra le 160.000 e le 200.000 tonnellate di CO2 in meno all’anno, pari a quella assorbita piantando dai 2 ai 6 milioni di nuovi alberi”.

Qui sotto una interessante analisi del fisico Valerio Rossi Albertini.

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