Lo staff del rifugio Brioschi ha deciso per una strategia conservativa di non aprire il rifugio questo weekend 31-1/1-02/2026.
Da un’osservazione più analitica, la valanga di grandi dimensioni caduta il 28/01 mattina ha interessato il versante esposto a SE coinvolgendo l’area che va dalla destra orografica del costone alla sinistra orografica della via invernale; non ha coinvolto la via invernale e si è fermata alla base del pendio. Il distacco è stato innescato verosimilmente circa 70 metri a sinistra dell’uscita del muro del pianto e si è propagata lungo tutto il versante. La neve caduta nella notte precedente anche se non considerevole (dai 20 ai 30 cm nel punto di innesco a circa 2200 metri, fino a 80 cm dal limite del bosco ai 1800 metri) è stata lavorata dal vento formando i famigerati lastroni che appoggiavano su uno strato debole persistente. Questa è una situazione vista decine e decine di volte in svariati inverni. Non facile però da riconoscere a prima vista.
Quindi niente panico e soprattutto niente allarmismi, e impariamo a leggere bene il bollettino AINEVA.

Detto questo, è decisamente fondamentale sapere (per chi non lo sa) che la via invernale è stata segnata molto bene e sapientemente con dei pali a distanze visibili anche con nebbia, e nastrati con nastro rifrangente visibili con la frontale di notte. È assolutamente fondamentale che nel tracciare la via si prosegua dritto per dritto seguendo i pali senza fare zig zag!! In questo modo si riduce il rischio.
Il canalino a sinistra (salendo) dei pali e dei cosiddetti “seni” (due gobbe caratteristiche a metà muro) è proprio quello assolutamente da evitare perché è dove si scaricano tutte le slavine. Anche la parte in alto del muro non va tagliato a sinistra ma lo si deve percorrere tutto fino in cima!