Esemplare testimonianza di quell’arte sacra controriformista così rara e preziosa in Lombardia, l’oratorio dei Ss. Fermo e Rustico è uno dei più ricchi concentrati d’arte della Valsassina, scampato agli adattamenti e rimaneggiamenti successivi grazie al fatto di non avere mai ricoperto la dignità parrocchiale che è sempre stata riconosciuta alla vicina chiesa dei Ss. Gervaso e Protaso. Suoi capolavori sono le ancone lignee e le artistiche vetrate istoriate. La chiesa è espressamente inclusa tra i beni monumentali tutelati dalla legge.

La sua costruzione fu iniziata nel 1583 da Margherita Del Prato Mornico come oratorio privato familiare all’interno del complesso cinquecentesco delle case dei Mornico, imprenditori siderurgici e membri del notabilato valligiano che per lungo tempo risultarono la famiglia più importante del borgo. In quell’anno tre fratelli Mornico erano parroci in Valsassina: Gabriele a Cremeno, Ambrogio a Indovero e Michele a Taceno. I lavori si conclusero nel 1591 come attesta l’iscrizione sul portale d’ingresso. Nel Settecento fu sistemato il portale e fu addossata alla facciata una fontana con una testa leonina di reimpiego in marmo bianco ora traslata su un edificio adiacente (1790). Il restauro condotto nel 1928/1932 dall’arch. Lucio Todeschini preservò le strutture, ma spogliò la chiesa di non pochi arredi.
Negli anni Novanta una nuova campagna di restauri fu curata dalla parrocchia di Cortenova con contributi anche ministeriali e della locale Banca di Credito Cooperativo; i serramenti furono sostituiti nel 2001/2002.
Domenica il Prof. Marco Sampietro condurrà una visita guidata alla chiesa in occasione della festività dei SS. Fermo e Rustico, un’occasione da non perdere per scoprire uno dei gioielli che la Valsassina conserva gelosamente ed orgogliosamente.
