Mi commuove sempre, mi rincuora e nello steso tempo mi provoca tantissimo il ricordo di una affermazione di un caro amico. Mi diceva pressappoco così: “ma ci rendiamo conto che tutto, proprio tutto attono a noi e dentro di noi ci dice che Gesù è la nostra fortuna, che ci è necessario? Tutto ci dice che non possiamo fare a meno di lui!”. Mi commuove per la sua chiarezza, semplicità e forza. Mi ritrovo a pensare: è semplicemente e chiaramente così. Senza Gesù tutto è vano, tutto è perduto, siamo completamente persi. Senza di lui c’è buio, c’è male invadente e vincente, c’è incomprensibile dolore. Senza di lui non sapremmo dove andare e cosa fare. Non potremmo conoscere la verità di Dio e la nostra. Lui è la nostra fortuna, è benedizione.
Mi provoca, mi interpella e mi invita a una continua conversione. Voglio accogliere Gesù, voglio comprenderlo sempre di più e amarlo sempre di più, desidero seguirlo e imitarlo. Questo mi è necessario!
Mi sono sentito veramente benedetto dal Signore per ciò che ha detto il mio amico.
Se non accadesse nulla di questo non potrei fare altro che riconoscermi descritto da ciò che Gesù dice della sua generazione.
Sarei come uno che non riesce a vedere in profondità ciò che accade e ciò che ci manca davvero, sarei come uno che si illude di essere nel giusto e nella verità ma che in realtà si sbaglia e si inganna. Sarei come uno che non vuole convertirsi e cambiare, che trova mille scuse per continuare a vivere come ha sempre fatto per essere poi subito pronto a giudicare e condannare. Come dice Paolo in merito ad alcuni Giudei sarei un arrogante che pretende di insegnare e non vuole più imparare nulla, uno che accusa gli altri di ciò che in realtà fa anche lui.
Come dice la prima lettura il Signore manda premurosamente e incessantemente i suoi messaggeri perché ha compassione di noi. Credo che ce ne siano davvero tanti accanto e in mezzo a noi e l’amico di cui ho parlato è solo uno di questi.
Non possiamo fare altro che benedire il Signore e continuare sempre a confidare nella sua pazienza e provare ancora e ancora a cercare, riconoscere e accogliere questi “amici” che in molti modi continuano a dirci: “per fortuna che c’è Gesù, lui ci è necessario! E’ di lui che abbiamo assolutamente bisogno!”
Don Stefano Colombo
Casa Paolo VI – Concenedo