Don Stefano commenta il Vangelo della samaritana

01/03/2026

Quello con Gesù è l’incontro che ti cambia la vita! Com’era prima dell’incontro con Gesù la donna samaritana? Assetata di vita e di amore e purtroppo mai sazia. È timorosa e diffidente e perciò, in qualche modo, un po’ aggressiva e sempre sulle difensive. Si sente giudicata e condannata da tutti. Forse è proprio per questo che si reca al pozzo in un ora improbabile. Ha una sua religiosità. Fa riferimento alla fede dei samaritani, gruppo giudicato eretico dalla religiosità ufficiale di Israele.

Com’e diventata la sua vita dopo l’incontro con Gesù?

Si sente guardata nel profondo e finalmente riesce anche lei vedere il suo cuore e a comprenderlo.

Ha placato la sua sete. Segno è la brocca dimenticata presso il pozzo. Gesù le ha fatto domande importi ma non l’ha giudicata. Anzi le ha fatto fare un percorso che le ha permesso di comprenderLo nella sua più profonda verità: giudeo, profeta, un uomo che vede nel profondo del cuore, poi Messia e infine rivelatore della verità stessa di Dio.

Diventa testimone di Gesù, è desiderosa di poter raccontare dell’incontro che le ha cambiato la vita. Nel racconto di ciò che compie la Samaritana dopo aver dialogato con Gesù ritroviamo verbi, espressioni, clima che l’evangelista Giovanni ha usato per descrivere la chiamata dei primi discepoli: “venite e vedete” “venite a vedere”, “lasciarono le reti, la barca, il padre e lo seguirono” e il lasciare l’anfora da parte della Samaritana, lo strumento per la vita che usava prima di incontrare Gesù.

Chi scopre Gesù coinvolge altri nello stesso itinerario. Lei e gli abitanti della sua città affermano di aver incontrato il Salvatore del mondo.

Siamo oggi raggiunti da una testimonianza straordinaria offerta da una persona su cui forse anche noi non avremmo mai pensato di poterla ricevere….quante ce ne sono di sorprese di questo tipo raccontate nei vangeli e quante ce ne sono nella concretezza della vita attorno a noi?

Il Signore quando tocca il cuore trasforma la vita.

E  cosa possiamo dire di noi? Della nostra fede? Della nostra vita dopo aver incontrato Gesù.

Forse dobbiamo fermarci e provare davvero a considerare la nostra esistenza  proprio su questo. Quanto Gesù determina la mia vita? La mia serenità? La mia pace? Le mie scelte? Il mio modo di rapportarmi a Dio, agli altri, alle cose al mondo?

Fermarsi a riflettere è importante.

Posso vedere che è determinante e allora apro il cuore ad una amorosa gratitudine.

Posso capire che non è poi così determinante e allora ricominciare fiducioso un nuovo itinerario di conversione.

Può esserci utile soffermarci su questa delicata immagine che ci regala il Vangelo:

Gesù seduto presso il pozzo, stanco…sfinito. Stanco di cercarci, stanco di elemosinare attenzione dalle sue creature. E’ lo strano destino di un Dio che per amore accetta la nostra indifferenza.

Il pozzo è il nostro cuore.

Noi abbiamo bisogno di recarci al pozzo. Abbiamo bisogno di acqua chiara, fresca e pura.

Possiamo rimandare, provare a dissetarci con altro ma non c’è nulla che veramente placa la sete più di un po’ di acqua chiara, fresca e pura.

L’acqua è Gesù e il suo amore per noi. 

Nella preghiera in questi giorni di quaresima, avviciniamoci al pozzo che è il nostro cuore.

Troveremo Gesù stanco, sfinito che ci chiede “ho sete!” dammi da bere!” 

E a noi assetati di acqua chiara fresca e pura accadrà di comprendere finalmente di esserlo proprio per Gesù e la sua commovente sete.

Portiamoci negli occhi e nel cuore queste immagini….. Ci faranno tanto bene!

Don Stefano Colombo
Casa Paolo VI – Concenedo

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