Don Stefano commenta il Vangelo della seconda di Avvento

23/11/2025

Vorremmo che ci fosse qualcuno veramente capace di urlare con la sua vita “convertitevi!”. I nostri occhi e il nostro cuore sono troppo pieni di immagini di dolore, di violenza, di ingiustizie, ma anche di tanta superficialità, indifferenza, irresponsabilità. L’umanità non è più umana! Siamo veramente stanchi, troppo provati. Magari ci piacerebbe che aggiungesse qualche bella minaccia per rendere più efficace l’appello alla conversione. “Razza di vipere!!!! Cambiate vita! La scure è posta alla radice dell’albero, manca poco e l’albero dai frutti cattivi sarà abbattuto! Succederà questo e quello! Sarà presto la fine di questo e quello! Ci penserà il Signore a sistemare tutto! Esiste una giustizia divina e prima o poi….”

Può essere  che in alcuni momenti ci abbiamo provato ad assomigliare al Battista, può essere che spesso lo abbiamo desiderato tanto.

Ma ….e se questi appelli alla conversione fossero anche per noi?

Se ci pensiamo bene e abbassiamo tutte le armi di autodifesa che ogni giorno abbracciamo per “stare un po’ meglio”, possiamo riconoscere che ci è difficile ritenerci completamente estranei a tutto il male che ci circonda. Ognuno fa la sua parte. Forse questo riconoscerci coinvolti nel male è un dono perché ci spinge a non puntare il dito verso altri e “sentire” l’invito alla conversione come qualcosa di urgente per noi stessi.

Così ci troviamo a fare i conti con parole di Vangelo che ci ricordano che abbiamo già a che fare con una voce che potrebbe gridare proprio nel e dal deserto del nostro cuore. E arriviamo a chiederci: quale conversione il Signore, attraverso la testimonianza di Giovanni il Battista e di tantissimi altri, mi chiede di provare a realizzare?

È una domanda personale che trova forza nel supporto di tante persone che con la loro vita ci testimoniano un modo di vivere diverso, vero e luminoso.

Le incontriamo spesso e percepiamo che accanto a loro fiorisce la vita, si respira aria pulita, ci si sente avvolti da serenità e pace, ci si ritrova pieni di energie positive, ci si sente attratti dal bene, dalla giustizia, da valori accattivanti, cresce il desiderio di essere un po’ come loro, si desidera stare con Il Signore e vivere la sua volontà. Sono persone che condividono con gioia e premura quello che hanno, sono persone oneste, docili, miti, gentili. Sono persone che non si impongono ma incessantemente rimandano a Gesù e alla sua parola.

Sono persone che sanno che il regno di Dio è vicino. Sanno che Dio ci sta amando.

Ci dicono con la vita: lo vedi, lo senti, lo tocchi, lo respiri?

E ci dicono anche: lo scopri se hai occhi puliti, se ascolti la sua parola, se ti sbilanci verso gli altri e non ti ripieghi su te stesso, se ti fidi e fai qualche passo sui passi di Gesù, se vivi il suo Vangelo.

E la conversione diventa impegno di ogni attimo che puoi vivere volentieri perché porta alla tua vita e alla vita del mondo veramente qualcosa di nuovo.

Don Stefano Colombo
Casa Paolo VI – Concenedo

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