Domenica a Villa Monastero si è tenuto il laboratorio Arte in punta di segno, organizzato da CoopCulture in collaborazione con la Provincia di Lecco nell’ambito del progetto Opera diffusa. Giovani, territorio e patrimonio lirico sul lago di Como.
L’iniziativa, dedicata alla cultura e alle tradizioni giapponesi, è stata realizzata dall’Associazione culturale giapponese Miciscirube.
Nel corso dell’incontro i partecipanti hanno potuto immergersi nell’affascinante leggenda giapponese della Festa delle Stelle (Tanabata), conosciuta anche come la festa delle stelle innamorate, che si celebra ogni anno aluglio.
La tradizione racconta la storia di due giovani innamorati, Orihime e Hikoboshi, separati dalla Via Lattea e destinati a incontrarsi soltanto una volta all’anno, un racconto ricco di significati legati all’amore, alla speranza e al desiderio.
A rendere ancora più coinvolgente la narrazione è stato l’utilizzo del kamishibai, il tradizionale teatro di carta giapponese, attraverso il quale i volontari dell’associazione Miciscirube hanno accompagnato il pubblico alla scoperta della leggenda e delle sue origini.

L’iniziativa ha offerto anche l’occasione per conoscere la storia e lo spirito originario del kamishibai, una forma di narrazione popolare molto diffusa in Giappone tra gli anni Venti e Cinquanta del Novecento, prima dell’avvento della televisione.
In quel periodo i gaito kamishibaiya, narratori ambulanti in bicicletta, raggiungevano villaggi e quartieri portando con sé una piccola struttura in legno contenente tavole illustrate.
Richiamavano bambini e famiglie con il suono di particolari strumenti e, una volta radunato il pubblico, davano vita a storie avventurose, educative e fantastiche, creando momenti di incontro e condivisione per l’intera comunità.
Il laboratorio ha approfondito anche il tema della calligrafia giapponese, arte che coniuga tecnica, concentrazione e spiritualità. I partecipanti hanno sperimentato personalmente questa pratica scrivendo con pennello e inchiostro di china sogni, desideri e auspici su una striscia di carta colorata chiamata tanzaku, secondo una delle tradizioni più amate del Tanabata. Molti hanno scelto di realizzare ideogrammi legati a concetti simbolici come stella, cielo e destino, affidando alla scrittura le proprie speranze per il futuro.

I tanzaku sono stati quindi appesi a un ramo di bambù, decorato con colorati origami. Nella cultura giapponese il bambù assume un profondo valore simbolico: cresce forte e flessibile, mantenendo il proprio slancio verso l’alto. Per questo rappresenta la capacità di affrontare le difficoltà senza spezzarsi e il legame tra la terra e il cielo, in una continua tensione verso l’elevazione spirituale e il divino.
Al termine delle attività i partecipanti hanno avuto l’opportunità di visitare la mostra Giappone sul Lago, che racconta il dialogo culturale tra il territorio lariano e il Paese del Sol Levante. Il percorso espositivo, visitabile fino al 15 settembre, consente di ammirare i preziosi kimono della Collezione Nancy Martin Stetson, l’elegante ed esotico mobile Shibayama e numerose altre testimonianze di grande interesse storico e artistico, capaci di documentare gli intensi rapporti culturali che nel tempo hanno unito il Lago di Como e il Giappone.
L’iniziativa ha riscosso apprezzamento da parte del pubblico, confermando l’interesse per proposte che favoriscono l’incontro tra culture diverse e offrendo ai partecipanti un’occasione originale per conoscere tradizioni, simboli e forme espressive del Giappone in uno dei contesti più suggestivi del lago di Como.
Il prossimo laboratorio è in programma domenica 13 settembre a Villa Monastero: l’iniziativa offrirà una nuova occasione per avvicinarsi alle tradizioni e alle arti del Giappone attraverso attività esperienziali e momenti di approfondimento culturale.
La partecipazione al laboratorio prevede un costo di 10 euro a persona, al quale va aggiunto il biglietto di ingresso a Villa Monastero; ai partecipanti sarà riservata una tariffa d’ingresso ridotta. Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti disponibili.
Inoltre, fino al 15 settembre sarà possibile visitare a Villa Monastero la mostra I costumi di Madama Butterfly, iniziativa inserita nel progetto Opera diffusa, promosso dalla Provincia di Lecco. L’esposizione presenta una selezione di costumi di scena realizzati dagli studenti dell’Istituto Superiore di Moda e Design di Lecco, offrendo al pubblico l’opportunità di ammirare il talento e la creatività delle nuove generazioni attraverso creazioni ispirate alla celebre opera pucciniana.
La mostra rappresenta un ulteriore tassello del dialogo tra cultura italiana e giapponese proposto da Villa Monastero, arricchendo l’esperienza di visita con un percorso dedicato al costume teatrale e all’arte del saper fare.