VALBIANDINO.NET

Valbiandino.net : notizie dalla Valsassina e non solo...

Lunedì, 24 Giugno 2024 16:31

QUANTA ACQUA CONSUMIAMO OGNI GIORNO? ECCO UN UTILE PROMEMORIA PER RIFLETTERE E RISPARMIARE

Vi siete mai chiesti quanti litri d’acqua consumano la lavatrice e la lavastoviglie? Anche solo tenendo aperto il rubinetto mentre ci si lava i denti si sprecano decine di litri di acqua. Scopriamo tutti i consumi della quotidianità e le piccole azioni per ridurli.

Quante volte al giorno usiamo dell’acqua? Alcune azioni della quotidianità sono così automatiche che non ci soffermiamo nemmeno più a pensare a quanta acqua stiamo usando. Vediamo allora insieme i consumi giornalieri di acqua e come possiamo fare per ridurre gli sprechi. L’Italia, infatti, si classifica al secondo posto nell‘Unione Europea per il prelievo di acqua ad uso potabile pro capite, ben 153 metri cubi annui: la maggior parte degli altri Paesi ne preleva solamente tra 45 e 90 metri cubi.

La maggior parte dell’acqua consumata da ciascun italiano (ben 220 litri al giorno!) se ne va in doccia e bagno (39%), a seguire lavatrice, lavastoviglie e pulizie domestiche e infine per l’annaffiatura di piante e giardini.

Ecco i consumi nel dettaglio:

  • lavastoviglie: 18-30 l. ogni lavaggio;
  • lavatrice: 60-90 l. ogni lavaggio;
  • scarico wc a cassetta: 8 l.;
  • lavarsi i denti con il rubinetto aperto: 30 l.;
  • farsi la barba con il rubinetto aperto: 70 l.;
  • una doccia da 10 minuti: 120 l.

Gli accorgimenti che possiamo adottare sono semplici ma efficaci: installare i frangigetto ai rubinetti e chiuderli sempre quando non serve, fare docce più brevi, usare gli elettrodomestici solo a pieno carico. Oppure si può trovare il modo di riutilizzare l’acqua: potete usare l’acqua per pulire frutta e verdura per innaffiare le piante o raccogliere l’acqua della doccia mentre aspettate che diventi calda per lavare i pavimenti.

Fonti

  1. https://www.istat.it/it/files/2021/03/Report-Giornata-mondiale-acqua.pdf
  2. https://quifinanza.it/green/consumo-medio-acqua-quanto-ammonta/508463/
Leggi tutto...
Lunedì, 24 Giugno 2024 14:23

FLUSSI TURISTICI IN DECISO RIALZO IN PROVINCIA DI LECCO (MERITO DEGLI STRANIERI)

flussi turistici 2023 verso il territorio lecchese, sulla base dei dati raccolti dalla Provincia di Lecco per conto di Regione Lombardia e Istat, confermano una tendenza in positivo sia per gli arrivi che per le presenze di turisti.

Si tratta di dati da leggere ancora come provvisori, fino alla validazione e pubblicazione da parte di Istat, titolare della rilevazione, ma comunque già consolidati dagli organi statistici intermedi.

Sono stati 439.092 gli arrivi 2023, ovvero i turisti che hanno pernottato almeno una notte in provincia di Lecco, per un totale di 1.193.819 presenze, date dal numero dei pernottamenti complessivi.

Gli arrivi corrispondono a +27,2% circa rispetto al 2022 e le presenze fanno registrare +18,8%: il “peso” di questo dato si comprende meglio se lo si compara con i valori del 2019, anno record pre-pandemia, rispetto al quale gli arrivi sono cresciuti nel 2023 del +41,5% e le presenze addirittura del +48,7%.

Sono stati soprattutto i turisti stranieri a scegliere sempre più numerosi il Lago di Como negli ultimi anni: nel 2023 gli arrivi sono stati il 43% in più rispetto al 2022 (+71,3% rispetto al 2019) e le presenze +39% rispetto all’anno precedente (+69% rispetto al 2019).

Gli arrivi di turisti italiani si attestano sugli stessi valori dello scorso anno (+0,16%), mentre è in calo del -15% il numero di presenze rispetto al 2022: i connazionali hanno quindi accorciato i loro soggiorni, pur confermando la scelta del territorio lecchese, numerosi come lo scorso anno.

Si attende ora la pubblicazione dei dati 2023 da parte di Istat per la conferma di questi valori.

Leggi tutto...
Domenica, 23 Giugno 2024 08:36

DON STEFANO COMMENTA IL VANGELO DELLA 5ª SETTIMANA DOPO PENTECOSTE

in Cultura

Per apprezzare maggiormente le parole di Gesù che ascolteremo è bene allargare lo sguardo sull’intero capitolo 12 del Vangelo di Giovanni. All’inizio è raccontata la cena a Betania, nella casa di Lazzaro, Marte e Maria, amici di Gesù. Maria cosparge di profumo i piedi di Gesù e li asciuga con i suoi capelli. Gesù apprezza tantissimo il suo gesto, ma qualcuno lo disapprova giudicandolo come uno spreco intollerabile. Poi è descritto l’ingresso di Gesù in Gerusalemme cavalcando un asinello. La folla lo acclama ma Giovanni ricorda che i suoi discepoli non capirono la sua scelta. E i farisei invece compresero da quel gesto che Gesù era per loro un pericolo, andava fermato. Infine si parla di un gruppo di greci animati dal desiderio di “vedere Gesù” e Gesù dice a chi gli parla di loro che vedranno solo un chicco di grano che nella terra morirà ma porterà tanto frutto. Dopodiché si dice che la folla non capisce perché per la folla il Messia non può morire.

Si parla quindi in questi fatti di luce e di tenebre, luce accolta o rifiutata. Gesù è luce, è luce bellissima, sbaragliante ma chiede di essere accolta liberamente. La si può rifiutare e preferirle le tenebre. Ti puoi aprire alla luce o le puoi resistere. E se resisti neppure Dio può fare qualcosa. È costretto dalla nostra libertà a permettere che i nostri occhi diventino ciechi e il nostro cuore diventi di pietra.

Il brano ci offre anche una possibile ipotesi del perché ci si sottrae alla luce. Si dice che alcuni capi credettero in lui ma avevano paura di dichiararlo per non essere esclusi dalla sinagoga e questo perché amavano più la gloria degli uomini più che la gloria di Dio. C’era per loro qualcosa di più importante della luce di Gesù: i loro interessi, se stessi, il loro ruolo, la loro posizione, il consenso che avevano dagli altri.

Questo è un pericolo che riguarda anche noi. A volte una parola di Gesù illumina davvero pensieri, desideri, scelte e situazioni che ci interpellano. Ne siamo sorpresi e ci viene voglia di ringraziare con il cuore e con la vita chi ci illumina. Poi però non riusciamo a distogliere l’attenzione della mente e del cuore da altre cose che ci prendono, ci interessano e, possiamo anche tranquillamente ammettere, ci sequestrano. E così anche noi ci ritroviamo ad “amare di più la gloria degli uomini più che la gloria di Dio”.

Infine c’è una espressione che mi provoca. È all’inizio del Vangelo: ancora per poco tempo la luce è tra voi. E’ come se dicesse: fate attenzione, non sprecate tempo, è urgente accogliere la luce! Dovete fare presto, ne va della qualità della vostra vita!

Nell’amore per la nostra libertà c’è un modo di ascoltare queste parole di Gesù, così come tante altre: è percepirle come una accorata preghiera. Non può non fare tutto ciò che gli è possibile per offrirci ciò che serve a rendere davvero la nostra vita bella, una vita di figli e fratelli e allora ci supplica, ci prega perché lui sa che nelle tenebre non c’è vita, non c’è gioia e pace.

Leggi tutto...
Domenica, 23 Giugno 2024 07:17

UNITRE VALSASSINA: MERCOLEDI' 26 GIUGNO INCONTRO SULLE BATTAGLIE DI SOLFERINO E SAN MARTINO

in Cultura

Undici anni dopo le battaglie di Solferino e San Martino, svoltesi il 24 Giugno del 1859, i poveri resti di circa 7.000 caduti in battaglia, appartenenti agli Eserciti Francese e Piemontese, che erano stati sepolti un po' in fretta dopo la battaglia, vennero dissotterrati dal Conte e Senatore Luigi Torelli e raccolti in una Chiesa- ossario vicino a Mantova, che consiglio di visitare.

Un monumento forse un po' macabro, ma che ben sintetizza gli orrori della guerra. Una guerra che però fu importante,. perché dette il via alla reale costruzione dell'Unità d'Italia. Il regno savoiardo (che ancora si chiamava Regno di Sardegna, come era stato definito nel Trattato di Utrecht del 1713) e l'Impero Francese di Napoleone III , si erano uniti con il Trattato di Plombières, dopo la partecipazione piemontese nel 1856 alla Guerra di Crimea contro la Russia, per una alleanza anti Austriaca in funzione difensiva.

Fu Cavour, come è noto, a provocare l'Austria perché attaccasse i Savoia, dopo il tentativo non riuscito della I Guerra di Indipendenza e le sconfitte di Novara e di Custoza, nel 1849, causando l'intervento dei Francesi a suo sostegno.
Furono due battaglie molto dure e sanguinose, da cui ebbe origine anche l'attuale Croce Rossa, di cui oltre all'ossario ci rimangono molti reperti esposti nel Museo di San Martino, che però cominciarono a creare l'Italia del Centro Nord (Piemonte, Liguria Lombardia, Parma ed Emilia, Toscana) a cui Garibaldi poi annesse l'Italia del Sud (Regno di Napoli).

L'ho detto e lo ripeto: non smetteremo mai di ringraziare abbastanza i precursori dell'Unità d'Italia, che in genere appartenevano all'alta borghesia illuminata, come l'Ingegnere e storico Giuseppe Arrigoni di Introbio, che partecipò alle Cinque Giornate di Milano, emigrando per qualche tempo in Svizzera per sfuggire alle ritorsioni austriache. Oppure come Felice De Vecchi, il costruttore della Villa de Vecchi a Cortenova (oggi purtroppo ridotta a un triste rudere) che per qualche anno fu un centro di Radicali e Mazziniani (come il "Soldato Lombardo" Amatore Melesi).
O come Tranquillo Baruffaldi, che dalla villa manzoniana di Barzio partì nel 1860 per la Sicilia insieme a Garibaldi nella "Spedizione dei Mille".

Questi figli della buona borghesia non si proponevano tanto una "rivoluzione sociale" (non sono molto d'accordo con l'espressione "Risorgimento tradito" utilizzata da molti storici già nel XX secolo) ma, al di là degli ideali un po' retorici, si proponevano soprattutto di creare una nazione unita, capace di fornirsi di strutture e sovrastrutture moderne, che già cominciavano ad essere presenti in altri paesi europei (Inghilterra Francia e Germania) cioè soprattutto strade e ferrovie, indispensabili per lo sviluppo del commercio e della economia interna.

Tanto per intenderci: il Ducato di Modena o il Granducato di Toscana non avrebbero mai avuto le possibilità economiche di costruire le gallerie e le ferrovie indispensabili per attraversare gli Appennini ! Di creare una rete ferroviaria e stradale che comprendesse tutta la penisola, senza più barriere né tantomeno dazi interni.

Se l'Italia, all'alba del XXI secolo, era diventata la quinta potenza industriale del mondo, lo dobbiamo in gran parte a questi personaggi a cui abbiamo giustamente dedicato tante vie e piazze nelle principali città italiane, ma di cui sostanzialmente ignoriamo in gran parte la vita e le opere.

E' quindi anche per questo motivo che l'Università della Terza Età della Valsassina è ben lieta di organizzare, mercoledì 26 Giugno, alle ore 16 presso la Comunità Montana, un incontro sulle guerre risorgimentali, a cui parteciperà Yuri Bergamo e qualche altro collega vestiti da soldati piemontesi di quell'epoca.

Ricorderemo quelle battaglie ma anche la vita quotidiana dei soldati, le loro attrezzature e le loro armi da guerra.
Un incontro a cui come sempre invitiamo tutta la cittadinanza : sarà sicuramente molto interessante !

vedi sito : https://www.solferinoesanmartino.it/solferino/

Enrico Baroncelli

 

Leggi tutto...
Sabato, 22 Giugno 2024 18:57

ESERCITAZIONI DEL SOCCORSO ALPINO TRA MENAGGIO E PLESIO

Settimana impegnativa per i tecnici del Cnsas, con addestramenti e attivazioni per interventi. La Stazione Lario Occidentale oggi ha ospitato una giornata di formazione della XIX Delegazione Lariana — a cui appartiene — incentrata sulla ricerca di persone disperse. La prima parte, teorica, si è svolta nella sede della Stazione a Menaggio; la seconda, di carattere pratico, a Breglia di Plesio. Erano presenti due CoRF (coordinatori di ricerca e formatori) e due TeR (tecnici di ricerca) del Cnsas, con una quindicina di soccorritori.
socimm2
Il programma della giornata prevedeva una prima parte frontale, teorica, sull’utilizzo di app e strumenti tecnologici specifici; sul campo invece hanno affrontato scenari diversi, tra cui la valutazione dei reperti che si possono trovare, quali segni del passaggio della persona; l’orientamento sul territorio con la gestione di nuovi sistemi software; il rapporto con eventuali testimoni e le tecniche di intervista per ottenere informazioni solide e oggettive, che consentano di rintracciare il disperso.
Il riscontro dei partecipanti è stato molto positivo, soprattutto perché hanno avuto la possibilità di testare sul campo il valore aggiunto della tecnologia, che permette di svolgere un lavoro più metodico e mirato all’evento. Per il Soccorso alpino, infatti, una parte significativa riguarda proprio la ricerca di persone disperse e quindi è necessario mantenersi sempre un passo avanti con questo tipo di formazione. Oltre alla giornata di oggi, durante la settimana i tecnici della Lario Occidentale avevano già partecipato a un addestramento di Stazione e anche all’elicertificazione, necessaria per compiere operazioni in cui è presente anche l’elisoccorso, svoltasi tra Lanzo d’Intelvi e il Monte Generoso.
Leggi tutto...
Sabato, 22 Giugno 2024 09:35

SMOTTAMENTO: CHIUSA LA STRADA A PARLASCO

Il maltempo da tregenda che ha colpito ieri il Lecchese, elargendo a piene nuvole acqua in abbondanza alla Valle, ha causato la chiusura della strada statale a Parlasco.

Si lavora per ripristinare nel più breve tempo possibile la circolazione.

Leggi tutto...
Giovedì, 20 Giugno 2024 16:02

"STORIE DI SPORT E UMANITA'": IN VALSASSINA IL PANATHLON LECCO HA INCONTRATO CINQUE ICONE DELLO SPORT

Appuntamento in Valsassina per i soci del Panathlon International Lecco, del presidente Andrea Mauri, per una serata speciale dal titolo accattivante: “Storie di sport e di umanità”. E ritrovo non poteva essere che l’Agriturismo “Trote Blu” di Primaluna con la regia dell’instancabile panathleta (e past president) Adriano Airoldi nel ruolo di promotore dell’evento assieme all'altro past president Riccardo Benedetti.

Storie che hanno avuto come interpreti cinque icone del recente passato della Valle: Gianfranco Polvara, Nico Invernizzi e Natalino Arrigoni (sci di fondo), Giambattista “Tita” Lizzoli (corsa in montagna) e Flavio Spazzadeschi (alpinismo).  

pan2

Cinque profili di spessore da raccontare con la conduzione del consigliere Panathlon Riccardo Benedetti, anche lui valsassinese “doc”. A cominciare dal fondista Gianfranco Polvara che può vantare ben cinque partecipazioni alle Olimpiadi, dal 1980 al 1994, e a sei edizioni dei Campionati Mondiali. Senza tralasciare il ruolo poi di skiman con altre tre Olimpiadi.

«Lo sci di fondo è stato la mia vita - ha detto -. Mi sono arruolato nell’Esercito a 16 anni, con la firma di mio padre, e poi è iniziata una lunga avventura. Grazie allo sci di fondo ho avuto la possibilità di girare il Mondo, vedere luoghi bellissimi. Ho dato molto allo sport ma ho anche ricevuto tanto».

Da Barzio paese di Polvara a Cremeno la strada che porta a Nico Invernizzi è breve. Nico è stato in gioventù il dominatore degli sci stretti nel contesto delle Api Centrali con almeno una dozzina di titoli vinti prima che si perdesse il conto ufficiale. Poi la seconda vita da veterano con i titoli mondiali vinti con la squadra azzurra. Chissà se fosse entrato in una squadra militare… «Allora, spiega, il lavoro in famiglia aveva la priorità e non ho pesato alla carriera - dice sorridendo Nico -. L’importante era divertirsi e fare sport: quello che faccio ancora oggi a quasi 70 anni».

Ed eccoci a Natalino Arrigoni pure lui barziese, atleta e poi allenatore ed animatore della scuola di sci di fondo in Valle. Un personaggio poliedrico e sempre disponibile: «La passione – spiega Natalino – è quella che ti porta a continuare negli anni e a mettere a disposizione le tue competenze. È ciò che ho fatto io dopo l’attività agonistica lavorando sui giovani. Vorrei approfittare dell’occasione per ricordare Dario Busi che non abbiamo certo dimenticato e che ha dato moltissimo per la sua terra, la Valsassina».

Abbandonati gli sci eccoci virtualmente a Premana per raccontare la storia di Giambattista “Tita” Lizzoli – ben introdotta da Benedetti – già campione del Mondo di corsa in montagna prima di iniziare un lungo calvario dopo essere stato investito in allenamento e rischiando la vita. Storia raccontata da Lizzoli nel suo libro “Pochi secondi”.

«La passione per la corsa in montagna – ha spiegato in emozionato Lizzoli – mi è venuta da ragazzino portando le capre negli alpeggi su è già da Premana. Non avrei immaginato di arrivare un giorno a vincere un mondiale. L’incidente? Mi ha cambiato la vita ma ho lottato per mesi e oggi sono felice di essere qui a raccontarla».

Ultimo atto per l’alpinista Flavio Spazzadeschi gestore del Rifugio Shambalà all’Ape di Giumello ai piedi del Monte Muggio. Lui che può vantare di essere stato il primo alpinista dell’allora provincia di Como a salire un 8000: il Cho-Oyu (la Dea Turchese) in Nepal nel 1988. E come regalo di compleanno per i suoi 70 anni si è regalato un bel 7000… «È stata durissima – racconta un Flavio entusiasta – ma ce l’abbiamo fatta conquistando l'Himlung Himal (7126 metri), una bella montagna vicino all'Annapurna sul confine tra il Nepal e il Tibet. Mi ero allenato ma gli anni passano e si fa più fatica: la gioia che ti dà la montagna ripaga però ogni sforzo».

Cinque storie da ascoltare con un unico denominatore comune: mai smettere di fare attività sportiva, a qualsiasi età. Un messaggio apprezzato dai soci del Panathlon Club Lecco.

Un passo indietro. In apertura il presidente Andrea Mauri aveva consegnato il diploma d’onore con distintivo al socio Enrico Francisci per i suoi 50 anni di fedeltà al Panathlon Lecco. Francisci, visibilmente commosso, ha ringraziato ricordando la figura del padre tra i fondatori del Panathlon International Lecco.

pan3

Infine ai soci è stato distribuito il libro “Sport lecchese: 100 anni di eventi, personaggi e risultati” scritto dal panathleta Gianni Menicatti.

Leggi tutto...
Pagina 1 di 9