Dario Milani, socio di Montagne del Lago di Como e membro del Consiglio Direttivo, ha portato le Miniere della Valsassina sul panorama internazionale.
Per quattro giorni, nel cuore della Polonia mineraria, si sono confrontati i più importanti musei minerari e siti sotterranei del mondo. Realtà da milioni di visitatori l’anno, patrimoni UNESCO, grandi poli industriali trasformati in attrazioni turistiche internazionali. E in mezzo a loro, con appena 4.000 visitatori annui ma con idee chiarissime, anche la Valsassina.
Alla terza edizione della International Conference of Mining and Underground Museums – ICMUM 2026, ospitata tra le storiche miniere di Wieliczka e dell’Alta Slesia, il Parco Minerario Cortabbio ha saputo attirare attenzione, curiosità e apprezzamenti internazionali grazie all’intervento di Dario Milani dal titolo “Cortabbio Baryte Mine: from closure to panoramic lift”.

Un intervento pratico, concreto, lontano dalle teorie e vicino ai risultati. Perché il progetto presentato non è una visione futura: è già realtà.
«Gli investimenti nell’accessibilità sono spesi bene. Quando vedi un ragazzino che può vivere la stessa esperienza dei compagni di classe e confrontarsi con loro, è emozione pura», ha spiegato Milani durante il suo intervento, ricevendo particolare attenzione da parte dei delegati internazionali.
Ed è stato proprio questo il punto che ha colpito maggiormente la platea: l’accessibilità totale della miniera valsassinese. Un sito capace di permettere l’esperienza mineraria anche a persone con disabilità motorie e non vedenti, grazie a soluzioni progettate non come semplice adeguamento normativo, ma come parte integrante dell’esperienza culturale.

In un contesto dove erano presenti siti da uno o addirittura due milioni di visitatori l’anno, il piccolo modello di Cortabbio ha saputo emergere non per i numeri, ma per la qualità della visione.
Molti operatori internazionali hanno espresso stupore per l’ascensore panoramico realizzato all’interno della miniera e per la possibilità di rendere accessibili spazi sotterranei di grande impatto scenografico. Alcuni rappresentanti di importanti realtà europee hanno già manifestato l’intenzione di visitare personalmente la miniera valsassinese nei prossimi mesi per vedere dal vivo il progetto e comprenderne l’applicazione concreta.
Particolare interesse è stato espresso anche verso il modello gestionale del Parco Minerario Cortabbio: una realtà capace di sostenersi attraverso i biglietti d’ingresso e una gestione autonoma, senza assistenzialismo pubblico strutturale.
«Vivere solo coi ticket è una sfida accettata e vinta», ha sottolineato Milani, indicando una strada che molti piccoli siti culturali europei guardano oggi con crescente attenzione.
A vivere l’esperienza polacca accanto a Dario Milani c’era anche Andrea, una delle giovani guide del Parco Minerario Cortabbio. Per lui, il confronto internazionale è stato anche una scoperta culturale sorprendente.
«In Italia il turismo minerario viene ancora spesso percepito come qualcosa di molto di nicchia, quasi solo per appassionati. In Polonia abbiamo visto invece quanto possa essere un motivo centrale di viaggio, una meta per famiglie, scuole, tour operator e agenzie turistiche», racconta.
Un’impressione condivisa da molti dei partecipanti italiani presenti alla conferenza: all’estero il patrimonio minerario viene ormai considerato un grande attrattore turistico e identitario, capace di generare economia, cultura e movimento internazionale.
Durante la conferenza si è parlato molto del futuro del turismo minerario internazionale, oggi considerato in molti Paesi un asset strategico per la valorizzazione culturale, turistica ed economica dei territori post-industriali.

In questo scenario, la presenza del Parco Minerario Cortabbio assume un significato che va oltre il singolo sito turistico: rappresenta la dimostrazione che anche piccole realtà locali possono entrare nel dibattito internazionale quando propongono modelli innovativi, inclusivi e realmente realizzati, in linea con la visione promossa dalla Rete di Montagne del Lago di Como.
Non a caso, durante gli incontri è emerso anche l’interesse verso una possibile adesione alla rete europea ERIH, il prestigioso circuito dell’European Route of Industrial Heritage, che collega i principali siti di archeologia industriale del continente.
Ma forse il risultato più importante ottenuto in Polonia è stato un altro: aver portato le Montagne del Lago di Como dentro una rete mondiale di collaborazione culturale.
Nel corso dell’intervento, infatti, Milani ha ribadito la disponibilità del Parco Minerario Cortabbio a sviluppare collaborazioni internazionali, scambi di esperienze, metodologie e progetti condivisi con gli altri siti presenti alla conferenza.
Perché il futuro del turismo minerario, emerso chiaramente da ICMUM 2026, non sarà costruito solo dai grandi numeri, ma dalla capacità di creare esperienze autentiche, inclusive e sostenibili.
E da questo punto di vista,