Don Stefano commenta la festività dell’Assunzione di Maria

15/08/2025

Maria entra nella Gloria. Mi pare che si possa veramente vivere e gustare questa solennità partendo dal pensiero sulla morte e sulla nostra morte. Nella vita di ogni giorno ne sentiamo la potenza nella morte delle persone care, nelle sofferenze e nei dolori di fronte ai quali ci scopriamo sempre così impotenti e fragili. E alla fine….La morte agguanta sempre la sua preda….

Dio che fa? Assiste impassibile alla vittoria della morte sui suoi figli, di coloro che hanno impressa in volto la sua immagine?

Dio vince. Vince in tante nostre sofferenze, in tante situazioni di morte.

La solennità di oggi ci aiuta a comprenderlo.

In Maria siamo invitati a contemplare il trionfo del Dio della vita che non abbandona i suoi figli nella morte. L’assunzione di Maria non è la conclusione straordinaria di una vita normale ma la conclusione normale di una vita straordinaria, una vita da discepola di Gesù.

Maria non è privilegiata ma modello, modello eccelso di chi crede nel Signore.

Il destino di coloro che credono in Gesù è lo stesso riservato a Maria. Siamo invitati a contemplare il trionfo del Dio della vita che non lascia nella corruzione della morte  i suoi figli.

Il segno della donna nel cie­lo evoca santa Maria, ma an­che l’intera umanità, la Chiesa di Dio

Con­tiene la nostra comune vo­cazione: persone ve­stite di sole, portatori di vita, capaci di lottare contro il male ( il drago rosso). Discepoli di Gesù, guardati con amore da Maria siamo chiamati ad “indos­sare la luce del Vangelo”, trasmettere vi­ta, non cedere al grande ma­le che ci circonda e ci assale.
La festa dell’Assunta ci chia­ma ad aver fede nell’esito buono, positivo della storia: la terra è incinta di vita e non finirà fra le spire della vio­lenza; il futuro è minaccia­to, ma la bellezza e la vitalità della Donna sono più forti della violenza di qualsiasi drago.

Nel Magnificat Maria canta ciò che è accaduto in lei, ciò che ha sperimentato. È beata perché ha scelto l’umiltà, la mitezza, perché ha creduto che solo Dio potesse colmare la fame d’amore del suo cuore e potesse compiere in lei prodigi proprio per la sua piccolezza, ha vissuto pienamente la misericordia.

Pregando con lei il Magnificat ci predisponiamo ogni giorno a vivere concretamente nella vita tutto ciò che ci condurrà alla vita eterna.

Don Stefano Colombo

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