Comprensivo unico della Valsassina: si decide a luglio

03/05/2026
La sede dell'I.C.S. San Giovanni Bosco di Cremeno

Tra un referendum, un’elezione ed una serie quasi infinita di schermaglie “politiche”, negli ultimi mesi il progetto di costituire un unico istituto scolastico comprensivo per tutta la Valsassina è rimasto ad impolverarsi negli spazzacà degli amministratori.

Come i più attenti ricorderanno, lo scorso anno ci furono discussioni (in alcuni casi anche piuttosto frizzanti) su un tema che, come abbiamo avuto modo di scrivere spesso su questo sito, ha appassionato veramente pochissimo in passato i sindaci del territorio. Poi, per una serie di concause (vedi anche la richiesta di tempo pieno avanzata da un gruppo di genitori dell’ICS Cremeno e la forte presa di coscienza di quelli dell’Alta Valle che si sono radunati addirittura in associazione), il dibattito si è sviluppato e si è arrivati (non senza aver superato inevitabili resistenze) alla sottoscrizione di un documento comune nel quale tutte le amministrazioni comunali interessate hanno chiesto, appunto, l’istituzione del Comprensivo unico unendo il San Giovanni Bosco di Cremeno al Giovanni XXIII di Premana, quest’ultimo in bilico da anni a causa della scarsità dei numeri necessari alla sua esistenza.

La scuola media di Premana

“Bisogna riannodare il fili – ci ha confidato Antonio Pasquini che, oltre ad essere sindaco di Casargo si occupa di istruzione in consiglio provinciale – e trovarci per parlarne al più presto, perché il termine di luglio è invalicabile se vogliamo che la fusione sia operativa dall’anno scolastico 2027-2028″.

Ma qual è il vero scopo di questa unione?

Da troppi anni i due comprensivi sono gestiti da “reggenti”, cioè dirigenti scolastici “prestati” a Premana (generalmente da Bellano) e Cremeno ma con la responsabilità di altre scuole anche molto impegnative. Il che ha significato, sostanzialmente, delegare la gestione di oltre un migliaio tra studenti, docenti, personale ATA e amministrativi, alla buona volontà ed all’impegno di alcuni insegnanti investiti del ruolo di “vice”. Ragion per cui l’obiettivo della fusione è quello di ottenere, visti i numeri che ne deriverebbero, un dirigente scolastico residente in grado di dividersi tra Cremeno e Premana.

Proprio su questo aspetto, però, i punti interrogativi restano: il dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale (il vecchio provveditore per farla breve) pur essendo d’accordo con il progetto di fusione non ha mai dato garanzie in merito alla dirigenza. E la presenza del dirigente scolastico è un punto non trattabile per i sindaci.

Non ci resta che attendere ed augurarci che ogni decisione venga presa non per convenienza ma per il bene dei nostri ragazzi ed anche per evitare che aumenti ancor più il numero di quanti, finite le primarie, decidano di iscrivere i propri figli in scuole fuori dalla Valsassina.

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