Con l’arrivo del periodo favorevole alla crescita dei funghi, i boschi della Valsassina e della Valvarrone tornano a riempirsi di cercatori, soprattutto alla ricerca dei tanto desiderati porcini.
Una passione bellissima e profondamente legata alla nostra montagna, che però non deve mai far dimenticare la prudenza. Il nostro territorio è affascinante, ma può diventare insidioso: pendii ripidi, canaloni, rocce, radici e terreno scivoloso rappresentano un pericolo soprattutto per chi non conosce la zona.
Quando si cercano funghi, inoltre, è facile perdere l’orientamento: si guarda a terra, ci si sposta da una pianta all’altra e in poco tempo ci si può ritrovare lontani dal sentiero.

Per questo è sempre meglio frequentare zone che si conoscono, evitando di avventurarsi in luoghi impervi soltanto nella speranza di trovare qualche fungo in più. Anche perché, quando i funghi ci sono davvero, si trovano anche nei posti più accessibili, vicino ai sentieri e talvolta persino a bordo strada. Non vale la pena rischiare per un porcino.
Importante anche l’equipaggiamento: scarpe o scarponi adatti, pantaloni lunghi e abbigliamento adeguato al tempo. Il telefono cellulare deve essere carico e acceso ed è buona abitudine comunicare a qualcuno la zona nella quale si intende andare. Quando possibile, inoltre, meglio essere almeno in due.
Se il tempo cambia, arriva la nebbia, non si riconosce più il territorio o il terreno diventa troppo difficile, bisogna avere il buon senso di tornare indietro.
Infine, massimo rispetto per il bosco e per le regole di raccolta: niente rifiuti e nessun comportamento che possa danneggiare l’ambiente.
La montagna non deve fare paura, ma va rispettata. Nessun fungo vale un rischio inutile: il raccolto più importante, alla fine della giornata, è tornare a casa.
Davide Rusconi