No alla “settimana corta” a Introbio e Cremeno? I genitori non ci stanno. E a Premana…

11/01/2026
La sede dell'I.C.S. San Giovanni Bosco di Cremeno

La decisione del consiglio d’istituto dell’ICS San Giovanni Bosco di Cremeno di non praticare il tempo prolungato (e quindi la settimana di cinque giorni) anche per il prossimo anno scolastico, non poteva non suscitare un acceso dibattito.

Valentina Baruffaldi, promotrice del referendum pro-settimana corta, ha annunciato sul suo canale social di aver chiesto un incontro chiarificatore con la dirigente scolastica Stefania Perego. Non solo: Baruffaldi invita tutti i genitori a tenere in sospeso le iscrizioni dei loro figli alle medie (i termini scadono il 14 febbraio) fino a dopo quell’incontro.

Ma la questione del tempo prolungato non riguarda solo Cremeno e Introbio: anche a Premana il consiglio d’istituto ha bocciato la proposta ed in questi giorni i genitori stanno terminando una raccolta di firme che porteranno all’attenzione della dirigente scolastica.

“La settimana corta – ci spiega Elide Codega, che di Premana è la Sindaca– non è passata per pochissimo nonostante il 70% dei genitori fosse favorevole. Domani (12 gennaio n.d.r.) dovrebbe concludersi la raccolta firme che saranno portate alla dirigente scolastica confidando in una nuova votazione da svolgersi con criteri diversi rispetto a quella dello scorso anno, criteri che hanno influito in modo determinante alla decisione negativa”.

Elide Codega, Sindaca di Premana

“Peraltro – aggiunge – i genitori hanno già sottoposto alla dirigente la questione e la stessa dirigente ha creato una commissione formata da tre genitori ed alcuni docenti: questa commissione dovrà formulare una proposta e portarla all’attenzione del consiglio d’istituto”.

“Sono sempre stata favorevole – afferma Codega – alla settimana corta per diversi motivi. Oggi sono più numerose rispetto al passato le famiglie in cui lavorano entrambi i genitori, per cui avere un intero fine settimana da condividere con i figli sarebbe utilissimo. Inoltre, il tempo prolungato potrebbe contribuire a risolvere in parte il problema dell’affidamento dei figli una volta terminata la scuola”.

Sui perché della bocciatura della “settimana corta” la Sindaca ha delle risposte.

“In primo luogo i docenti, soprattutto quelli meno giovani, dovrebbero comprendere i cambiamenti intervenuti nell’ambito famigliare. Poi ritengo che i rappresentanti dei genitori all’interno del consiglio d’istituto non riescano, a motivo delle loro competenze, a controbattere alle motivazioni dei docenti. Il quadro lo completa la mancanza di un dirigente di ruolo, figura fondamentale, a mio avviso, per il funzionamento corretto di una scuola”.

La sede della scuola media di Premana

A questo proposito vale la pena ricordare che sono in corso interlocuzioni tra i sindaci della Valsassina volte a studiare la possibilità di un accorpamento dei due Istituti Comprensivi (quello di Cremeno e quello di Premana) in uno unico. E proprio nella settimana entrante è previsto un incontro dei primi cittadini di Premana e Cremeno con il Provveditore (sarà presente anche il consigliere provinciale all’istruzione Antonio Pasquini) per discuterne.

A Premana, la cui istituzione scolastica è da moltissimi anni legata a Bellano, non sono mancate e non mancano tutt’ora le resistenze all’accorpamento con Cremeno, ma questa sembra allo stato attuale l’unica strada percorribile per un Comprensivo, quello appunto premanese, come ben noto a tutte le forze in campo, sottodimensionato.

“La volontà dei sindaci è di proseguire sulla strada dell’Istituto Comprensivo unico – chiosa Elide Codega – ma questa, per quanto mi riguarda, potrà essere la soluzione accettabile solo se verrà nominato un dirigente di ruolo che se ne occupi in via esclusiva e non saltuaria come purtroppo sta avvenendo da troppo tempo”.

L’augurio è che i sindaci del territorio, finalmente e dopo anni di inerzia, facciano pressioni sull’organizzazione scolastica affinché la Valsassina abbia un dirigente stabile e non si debba assistere ancora a lungo all’avvicendarsi di supplenti.

Ne va del futuro, prima ancora che delle nostre scuole, dei nostri ragazzi.

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