“La prima tappa di un percorso. Questo vorrebbe essere l’inaugurazione della nuova sala-archivio del nostro Museo. Dietro c’è un progetto in cui abbiamo creduto e investito molto: l’idea di poter raccogliere in un unico luogo quanto più materiale bibliografico e documentario possibile su Premana, la sua identità, la sua storia. Un progetto che non sarebbe stato possibile avviare senza il contributo di Regione Lombardia e, soprattutto, senza la disponibilità del nuovo spazio, il locale dell’ ex farmacia, che il Comune di Premana ci ha messo a disposizione. Oggi il Museo Etnografico di Premana si conferma un luogo di riferimento per chi vuole conoscere, studiare e approfondire la storia del territorio”.

E’ l’incipit che si può leggere sul sito del Museo Etnografico di Premana che spiega, senza bisogno di aggiungere altro, la motivazione dell’impegno profuso nella realizzazione della nuova sala-archivio celebrata la cui inaugurazione è stata celebrata con la mostra “Inchiostri” che mira a fare conoscere l’esistenza e la ricchezza di questo archivio innanzitutto alla popolazione. A rendere il nuovo spazio custode di un vero tesoro è la disponibilità della famiglia di Antonio Bellati, che ha scelto di depositare presso il Museo il patrimonio di scritti e documenti raccolto dallo studioso nel corso di una vita. Si parla di centinaia di volumi di saggistica e storia, di documenti d’epoca, di pergamene risalenti fino al 1500, che ora i volontari del Museo stanno catalogando e ordinando.

“Chinandosi sulle pagine della ricca biblioteca – scrivono – Premana incontra persone, scopre vicende, riconosce luoghi. Sono tanti capitoli di una stessa storia, che attraversa la Storia ufficiale e la vive senza confondersi in essa. Vorremmo che queste carte si arricchissero di altri contributi, ma, soprattutto, vorremmo riuscire a valorizzarle, farle parlare di nuovo, farle conoscere, trasformarle in consapevolezza culturale e identità. L’inaugurazione è dunque solo una prima tappa”.

Oggi le sale del Museo si arricchiscono anche di due nuove installazioni: l’archivio fotografico digitale interattivo “Scatti di storia” (vedere la pagina museo.premana.lc.it/scatti-di-storia/) e una linea del tempo che fa dialogare la “grande storia” con gli eventi della storia locale.
“Tutti questi interventi – spiegano – sono parte del progetto NarrAzioni. Esso si ispira all’idea di integrare le collezioni etnografiche, le immagini d’epoca, i documenti, la saggistica, la letteratura, il canto per “raccontare” la ricchezza del nostro patrimonio. Non a caso la giornata inaugurale si è conclusa con la riproposizione in sala del film Il mattino sorge ad est: si è voluta celebrare un’esperienza comunitaria di oltre dieci anni fa – la realizzazione del film – che ha saputo trasformare un evento documentato della cronaca locale antica in azione, racconto e memoria condivisa”.