Torniamo a parlare dei parcheggi di Introbio ma questa volta non per la questione del “pagamento”, anche se ci ha fatto piacere notare che la nostra riflessione sull’utilizzo delle “app” abbia avuto un seguito (probabilmente -. anzi sicuramente – non a causa nostra, ma almeno adesso è tutto più semplice).
E non ci torniamo nemmeno per il fatto che stamattina erano desolatamente vuoti: in settimana è così, poi nei week-end, volenti o nolenti, escursionisti e turisti sono in qualche modo obbligati ad utilizzarli e sostenere le casse comunali.
Ci torniamo perché vorremmo sommessamente dire alla massa di incivili che hanno parcheggiato lì ieri che il solo fatto di pagare 5 euro non contempla la possibilità di lasciare carte, plastiche, lattine e sporco di vario genere per terra (e prutroppo la foto non rende come dovrebbe) che poi gli addetti del comune saranno costretti a dover ripulire.
E non cominciamo, per favore, con la solita solfa dei “cestini che mancano” e altre amenità volte a giustificare sempre tutto e tutti.
L’unica cosa che manca qui, credeteci, è l’educazione.
E 5 euro non sono il prezzo per dimenticarsene.
Riccardo Benedetti