L’Antico di Premana, ovvero il palcoscenico della memoria

12/10/2026

“Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro” (Luis Sepulveda)

L’edizione memorabile e da record (10.000 e forse più visitatori ed un bel tesoretto da suddividere tra le associazioni del paese) dell’Antico di Premana conclusasi ieri mi suggerisce alcune riflessioni.

La prima riguarda la “memoria”, perché quella giostra che ci siamo creati e sulla quale saliamo tutte le mattine per discendervi (chi può e chi ci riesce) la notte ha il potere di distoglierci dal ricordare chi eravamo ma, soprattutto, quali Valori che sono stati erosi dalla furia del tempo e dalla nostra indifferenza.

Per cui, parere personalissimo e discutibilissimo, ci sono due maniere per affrontare e chiudere il viaggio nell’Antico. La prima è da spettatore puro: mi meraviglio dei costumi, mi sorprendo davanti a certe usanze, sorrido ascoltando musica e canti. Poi torno a casa e racconto quel che ho visto ad altri, poi lo chiudo in un cassetto e torno a girare sulla giostra come se niente fosse.

L’altro modo? Quasi uguale: mi meraviglio dei costumi, mi sorprendo davanti a certe usanze, sorrido ascoltando musica e canti. Poi, però, mentre torno a casa, penso a quel che ho visto e cerco di raccontarlo a me stesso, farne tesoro e, magari, provo anche a rallentare la velocità della giostra rendendola più umana.

Ma c’è un’immagine che mi ha colpito particolarmente, ed è la foto – qui sopra – del gruppo di giovani che compone il direttivo della Pro Loco di Premana.

Un’immagine che dà speranza rispetto a tante che ci scorrono sotto gli occhi di loro (più o meno) coetanei impegnati a distruggere cose e smantellare Valori perché non gli appartengono o, peggio, perché qualcuno gli sta suggerendo che non gli appartengono e quindi devono combatterli.

Guardatela bene questa immagine: vi spiegherà molto meglio di qualunque articolo o racconto il perché del successo dell’Antico.

Riccardo Benedetti

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